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Violenza sulle donne, applicata per la prima volta a Parma la sorveglianza speciale

24 gennaio 2020, 12:09

Violenza sulle donne, applicata per la prima volta a Parma la sorveglianza speciale

Alla fine di dicembre il Tribunale di Bologna – Sez. Misure di prevenzione - ha applicato la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale a carico di M.D.,45enne italiano, originario della provincia di Napoli e residente in provincia di Parma, già sottoposto all’obbligo di dimora nella provincia di Napoli – e alla misura del divieto di avvicinamento alla ex compagna.

La proposta di tale misura, che è uno strumento disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di soggetti che denotino una pericolosità sociale concreta ed attuale, è stata presentata dal Questore di Parma, tramite la Divisione Anticrimine che ha ricostruito la vicenda processuale dell’uomo, indicando analiticamente tutte le denunce presentate nei suoi confronti dalla sua ex compagna: da gennaio 2019 fino all’ultimo episodio di giugno 2019.

L'incubo messo in piedi dall'uomo è consistito in pedinamenti ripetuti, intrusioni anche nell’abitazione dell’ex marito della compagna - ritenuto responsabile dell’allontanamento della donna da lui – l’ invio di ripetuti messaggi sul cellulare, telefonate sul posto di lavoro nonché minacce inerenti la pubblicazione di fotografie che ritraevano la donna in atteggiamenti intimi, oltre a minacce rivolte anche all’ex marito e al figlio minore mimando addirittura il gesto della pistola e del taglio della gola. Infine, un gesto eclatante, che ha evidenziato la particolare pericolosità sociale del soggetto: nel giugno scorso un tentativo di speronare l’auto condotta dalla ex compagna, dove la stessa stava viaggiando insieme al figlio e all’ex marito, con lo scopo di farli uscire di strada, minacciandoli di morte e proferendo chiaramente le parole “stavolta vi uccido”.

 

La Divisione Anticrimine ha recentemente proposto poi un’altra Sorveglianza Speciale a carico di, P.G., italiano, 51 anni,  residente in provincia di Parma e  già sottoposto dal GIP alla misura cautelare degli arresti domiciliari per i comportamenti persecutori protratti nel tempo: dalla fine del 2012, quando la compagna aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale, fino al marzo 2018 in cui la donna si è recata al Pronto Soccorso dopo che l’uomo aveva usato violenza nei suoi confronti. In questo lungo lasso di tempo si sono protratti comportamenti persecutori, pedinamenti sotto casa e sul posto di lavoro, continue molestie telefoniche e anche in questo caso un tentativo di “speronamento”, quando l’uomo le aveva tagliato la strada, costringendola a fermarsi.

 La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna anche in questo caso, all’inizio di settembre 2019, ha applicato nei confronti dell’uomo la misura di prevenzione proposta dal Questore di Parma, per la durata di due anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Non gliel'ha evitata nemmeno la sua dichiarazione davanti al giudice di aver compreso la gravità del suo comportamento e la volontà di intraprendere un percorso di sostegno psicologico di gestione dell’aggressività in campo relazionale all'Ausl diParma. Il Collegio, valutata la pericolosità sociale manifestata, ha ritenuto che la decisione non valesse ad escludere la “portata criminale” evidenziata, posto che il programma di riabilitazione può realisticamente sortire effetti positivi solo nel tempo.

 

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