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Carcere di via Burla

(Lo stesso) Detenuto magrebino manda 11 agenti penitenziari all'ospedale in due giorni

05 febbraio 2020, 17:04

(Lo stesso) Detenuto magrebino manda 11 agenti penitenziari all'ospedale in due giorni

Un altro caso di aggressione ai danni di tre agenti penitenziari, ancora in via Burla. Responsabile lo stesso magrebino che 2 giorni fa  aveva ferito ben 8 poliziotti penitenziari, procurandogli ferite guaribili tra i 3 e i 7 giorni. A denunciarlo è nuovamente il Sinappe (Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria) con un comunicato, che definisce l'episodio "l'ennesimo bollettino di guerra presso gli il carcere di Parma". Questa mattina, il detenuto magrebino sarebbe andato nuovamente in escandescenza, rompendo mobili e suppellettili nella cella, per poi provare nuovamente ad ostruirne l’accesso al personale in servizio, oltre a provare a dare fuoco ad alcuni oggetti nella cella. Gli agenti sarebbero riusciti a risolvere la situazione ed a trasferire il detenuto in un altro reparto. Ma la furia del detenuto non si è fermata, tanto che avrebbe preso a spaccare ogni cosa anche nella nuova camera di pernottamento ed a dare fuoco ad alcuni oggetti, stavolta nel bagno della cella, così da rendere ancora più difficoltoso l’intervento del personale in divisa, con conseguenze più serie:  i poliziotti intervenuti avrebbero dovuto ricorrere all’uso dell’idrante per spegnere l'inizio di incendio, che però aveva già generato un’intensa coltre di fumo, tale da costringere tre agenti a farsi visitare al pronto soccorso del Maggiore, dove sarebbero tutt’ora in attesa di essere sottoposti alle cure del caso.

Il Sinappe, nella nota, stigmatizzando l'accaduto sottolinea "non può che continuare, nell’immediato, a chiedere l’URGENTISSIMO trasferimento del detenuto responsabile dell'evento critico, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e, nel medio termine, una soluzione definitiva del problema, che non può che passare attraverso la riapertura di Istituti per la cura di detenuti psichiatrici che, superando le criticità che hanno portato a chiudere gli OPG, favoriscano il ripristino di condizioni lavorative dignitose e sicure per il personale in divisa. Si sollecitano, altresì, le richieste di rivedere la dotazione di strumenti atti a rispondere alle offese dei detenuti per evitare il continuo ripetersi di aggressioni ed eventi critici di ogni genere e di tornare ad investire nella formazione del personale".

 

 

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