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Documentazione fittizia per far ottenere i permessi di soggiorno: sequestrato centro di elaborazione dati

18 febbraio 2020, 10:28

Documentazione fittizia per far ottenere i permessi di soggiorno: sequestrato centro di elaborazione dati

Negli uffici del centro di Parma negli ultimi due anni erano state aperte partite Iva, redatti e stipulati contratti di lavoro a tempo determinato e indeterminato, presentate dichiarazioni dei redditi e stampati cedolini di stipendi a centinaia di cittadini extracomunitari, molti con precedenti penali. Fra questa montagna di carta, secondo la Procura di Parma, anche molta documentazione fittizia finalizzata al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno a chi non ne aveva diritto. Previo pagamento. 
E’ scattato così il sequestro del centro elaborazione dati su richiesta della Procura di Parma. I sigilli affissi dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta 'Stay & Pay', indagine che lo scorso mese di gennaio aveva portato all’arresto di sette persone con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 
Dalle registrazioni video/audio intercettate era emerso ad esempio come gli indagati avessero proposto all’interno del centro la conversione del permesso di soggiorno in scadenza con nuovi permessi per lavoro autonomo, mediante apertura di una partita iva con iscrizione alla camera di commercio. Tutto fittizio, come le sedi delle ditte che corrispondevano ad appartamenti occupati da persone totalmente estranee alla vicenda. 

Attraverso questo stratagemma, gli indagati, dietro pagamento di somme di denaro oscillanti da 100 a 300 euro, sarebbero riusciti a far ottenere permessi di soggiorno per lavoro autonomo di durata più lunga (2 anni) rispetto a quelli per motivi familiari, umanitari o per lavoro stagionale. 
Il Gip di Parma circa un mese fa aveva detto sì ai sette arresti, undici in tutto gli indagati, ma aveva però rigettato la richiesta di sequestro preventivo del centro elaborazione dati avanzata dalla Procura della Repubblica non ravvisando i gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. Presentato appello, la Procura si è vista invece ora accolta la richiesta, eseguita nelle ultime ore dalle fiamme gialle.