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Casa delle donne: incontro stasera al Federale per organizzare l'8 marzo

19 febbraio 2020, 11:24

Casa delle donne: incontro stasera al Federale per organizzare l'8 marzo

La Casa delle donne, al momento, è ancora un luogo virtuale, immaginato e sentito come necessario, che non ha ancora un tetto e delle mura ma ha già delle fondamenta solide gettate in un anno di lavoro da donne e uomini della nostra città a partire dallo scorso 8 marzo fino alla gremita assemblea dell’11 febbraio. 
Perché oggi c’è bisogno della Casa delle donne? Elisabetta Salvini, una delle socie fondatrici, spiega: «Finché continueremo a sentirci ingabbiati in stereotipi di genere, nei ruoli sessisti che ci sono stati imposti e che non sono i nostri, finché ci sentiremo così la Casa sarà l’approdo e la liberazione da tutto questo, un luogo dove ogni soggettività può sentirsi libera di essere ciò che è veramente e non ciò che deve essere. E’ un progetto nuovo, ma con radici lontane che affondano nelle storie di rivendicazione di chi ci ha precedute. Di chi ha saputo trasformare le case da luoghi privati di cura a nascondigli prima e a spazi di confronto e consapevolezza poi. Immaginiamo una casa che sia capace di essere rete tra le reti, per informarsi, per formarsi e imparare fra le donne, per promuovere i talenti e valorizzare i saperi, per occuparsi di sostenibilità ambientale, una casa che sia ben-essere per il corpo e per la mente e il luogo dove imparare e vivere la sorellanza».
 L’assemblea dell’11 febbraio è stata molto partecipata, presenti più di un centinaio di donne a dimostrazione del fatto che Parma ne avverte la necessità. «Queste assemblee sono particolarmente importanti in quanto le istituzioni devono farsi carico della nostra richiesta - continua Salvini -. Noi siamo dialoganti e le istituzioni devono riconoscere e farsi carico di questo bisogno. I prossimi passi verso la nostra Casa sono quelli di continuare con assemblee aperte alla cittadinanza; la prossima ci sarà oggi alle 20.30 al Centro Giovani Federale, in via XXIV maggio 15, per organizzare insieme la giornata dell’8 marzo. Vogliamo che in piazza ci siano tutte le nostre differenze, le nostre eterogeneità. La nostra chiamata è alla città, agli enti territoriali, alle associazioni, chiediamo che ognuno ci sia rappresentando la propria identità in una giornata che non è di festa ma di rivendicazione e di lotta».
A.C.