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La gaffe

Quella targa sbagliata che fa discutere. «È solo un refuso». «No, siete ignoranti»

L'errore nella  lapide che commemora la Battaglia di Parma: Federico II di Svevia è diventato di Svezia

di Luca Molinari -

19 febbraio 2020, 08:59

Quella targa sbagliata che fa discutere. «È solo un refuso». «No, siete ignoranti»

Metti una «Z» al posto di una «V» e il grande imperatore Federico II di Svevia diventa Federico II di Svezia. 

Il grave errore campeggia in bella vista nella grande lapide che commemora la Battaglia di Parma, (avvenuta il 18 febbraio 1248) appena posizionata sopra uno dei portoni d’ingresso della sala del consiglio comunale, in Municipio. 
La cerimonia di inaugurazione si è svolta ieri  mattina, ma quella che doveva essere la celebrazione di un evento storico (l’epocale sconfitta di Federico II di Svevia ad opera del popolo di Parma) si è trasformata in una storica figuraccia, subito diventata virale sui social. Tanto da attirare anche l'attenzione del gruppo Lega Salvini premier di Parma, che ha postato questo commento: «Oggi a Parma la cultura con la "Q" maiuscola».  
«Inaugurata oggi - continua - sopra la porta di accesso alla sala del Consiglio Comunale, la lapide commemorativa della storica "Battaglia di Parma" del 12 febbraio 1248 che vide la sconfitta di Federico II di Svevia. Sì, era Federico II di Svevia non di Svezia come riporta la lapide. Il sindaco Pizzarotti quando legge #Federico inciso nel marmo va in confusione. Pensa si parli sempre di lui. Ma perché la targa è stata inaugurata oggi se il 770° anniversario era nel 2018? Ci hanno messo 2 anni a cercare la Svevia prima di ripiegare sulla Svezia? Pensa se non fossimo nemmeno la Capitale della Cultura... #FaccioLaccentoSvedese»

L’errore è stato scoperto soltanto quando è stata svelata la lapide, alla presenza del sindaco Federico Pizzarotti con fascia tricolore, di Alessandro Tassi Carboni, presidente del Consiglio comunale, dell’ex vicesindaco Gianni Cugini (promotore dell’iniziativa per mantenere indelebile la memoria della battaglia) e di altri consiglieri e autorità.
 Questo il testo della lastra marmorea: «Il Consiglio Comunale nella ricorrenza del 770° anniversario dell’evento, ricorda la sortita del popolo di Parma che ruppe l’assedio dell’imperatore Federico II di Svezia e salvaguardò l’autonomia e la libertà del civico comune».
Non appena è stato tolto il drappo che copriva la lapide è calato il silenzio e nell’imbarazzo generale, è toccato a Tassi Carboni dare una motivazione dell’accaduto. «E’ la commissione toponomastica che ci ha approvato il testo – ha dichiarato - L’avremo letto e riletto centinaia di volte e non ci siamo accorti di nulla.  Me ne scuso. Verificheremo che non sia stato trascritto male dal marmista oppure se nella trascrizione, il testo è stato cambiato dal correttore automatico. In ogni caso lo sistemeremo al più presto». Italo Comelli, presidente dell’Università popolare e componente della commissione toponomastica, ha quindi sollevato la commissione da ogni colpa. «Quando ci è stato sottoposto il testo – ha precisato - abbiamo visto l’errore e lo abbiamo messo a verbale, proprio per evitare errori». 
In realtà, oltre allo scambio tra Svevia e Svezia, nella lapide sono presenti anche altri errori meno clamorosi. In primis, la data. La lapide è infatti datata 18 febbraio 2018, ma è stata inaugurata ieri, ossia il 18 febbraio 2020. Nella targa si parla quindi di 770° anniversario dell’evento, quando in realtà la battaglia è avvenuta 772 anni fa. Il sindaco Federico Pizzarotti ha cercato di sdrammatizzare e di buttarla sull’ironia. «Svezia a parte, la lapide è molto bella – ha dichiarato – la correggeremo con un po’ di stucco».
 Il primo cittadino ha quindi annunciato che, a fianco delle foto dei sindaci della città, saranno riportati «tutti i nomi dei consiglieri comunali dal Dopoguerra ad oggi» e ha ringraziato Cugini «per aver lanciato la proposta di dedicare una lapide alla Battaglia di Parma».   Gianni Cugini ha quindi ricordato l’importanza della Battaglia di Parma, «la data storica più importante per la città». «Nel testo della nuova targa bisognerà sottolineare anche l’orgoglio dimostrato dai parmigiani – ha aggiunto – che riuscirono a battere il più grande imperatore del Medioevo. Sono infatti convinto che si debba far diventare il 18 febbraio il giorno dell’orgoglio di Parma».