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I soci del Circolo Filippo Corridoni: 'Monumento rovinato da chi si appoggia, mettere una recinzione'

21 febbraio 2020, 11:25

I soci del Circolo Filippo Corridoni: 'Monumento rovinato da chi si appoggia, mettere una recinzione'

L’Assemblea dei Soci del Circolo Culturale Filippo Corridoni denuncia ancora una volta "la precaria situazione del monumento a Filippo Corridoni nella piazza dell’Oltretorrente intitolata al sindacalista. Dopo gli ottimi lavori di restauro di alcuni anni fa, il monumento sta vivendo una fase di progressivo degrado dovuta al fatto che decine di persone, ogni giorno, utilizzano la base del manufatto come sedile, appoggiandosi al monumento stesso. Oltre a lasciare sul monumento rifiuti di ogni genere, queste persone stanno rovinando anche il basamento, che ormai presenta una lunga striscia nera dovuta a coloro che vi si appoggiano. Sul monumento sono anche apparse recentemente tracce di colore".

Il Circolo - si legge in una nota - "ha ripetutamente segnalato la situazione (incontro con esponenti del Comune di Parma, partecipazione al Consiglio dei Cittadini Volontari Oltretorrente, presentazione di un progetto – respinto – da inserire nel calendario di Parma Capitale italiana della Cultura, ecc.). Per cercare di ovviare a questo problema, il Circolo propone la realizzazione di una barriera di catena leggera attorno al monumento a Filippo Corridoni, onde impedire l’accesso al monumento stesso. Il progetto prevede l’installazione di un ottagono con 12 pilastrini metallici agli angoli del basamento e  sui vari lati collegati fra loro da catene, sempre metalliche, non rimuovibili. I pilastrini dovrebbero essere posti sul primo o sul secondo gradino del monumento: in tale modo non ostacolerebbero la circolazione, ma impedirebbero a chiunque di appoggiarsi al monumento, consentendone comunque la visibilità. Una città che voglia essere degna del titolo di Capitale italiana della Cultura non può limitarsi solo ad iniziative prestigiose, ma fatalmente effimere, trascurando la doverosa attenzione alle testimonianze della propria storia."