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PARTIGIANO

Addio a Renzo Novara , una vita fra memoria e impegno civile

di Marina Vitali -

24 febbraio 2020, 19:01

Addio a Renzo Novara , una vita fra memoria  e impegno civile

È morto improvvisamente venerdì Renzo Novara,  presidente provinciale dell’Associazione nazionale Partigiani cristiani fino al 2019, commendatore e membro della sezione di Parma dell'Associazione nazionale della polizia di Stato. Nato a Ostia Parmense nel 1927, Renzo Novara avrebbe compiuto 93 anni il 12 aprile prossimo. Una vita intera dedicata all’impegno civile, al lavoro e al volontariato. Prima di ritirarsi per motivi di salute dalla guida dell’Anpc ha incontrato molti giovani delle scuole secondarie, ha  partecipato a incontri e commemorazioni. Sempre mosso dall’ideale di tenere viva la memoria della lotta partigiana, iniziata senza fare calcoli  quando era uno studente di 17 anni. I suoi predecessori alla guida dell’Anpc sono stati Sergio Giliotti, presidente carismatico dell’associazione, e Giorgio Paini, punto di riferimento anche dell’Istituto storico della Resistenza. 
In varie interviste rilasciate, andate in onda anche su tv nazionali, era solito ricordare del periodo partigiano la fame, i rischi, la paura. Tre cose che si facevano sentire moltissimo durante i rastrellamenti, quando Renzo e i suoi compagni stavano nascosti per giorni e giorni senza mangiare, chiusi nei pollai, avvolti nella paglia dei fienili. Ricordava le basi partigiane di Belforte e Baselica, le prime bande (la sua era quella di «Vampa» Medaglia d’argento al valor militare), le battaglie, come quella del Manubiola del giugno ’44. E poi la fine della guerra con i partigiani in piazza a Parma, la confusione, l’allegria, la Brigata Julia. 
Nell’immediato dopoguerra, in quanto membro di formazioni partigiane, gli fu data la possibilità di entrare nel Corpo delle guardie di Pubblica sicurezza. Nel 1948 frequentò il primo corso di formazione. Fu assegnato al Reparto Celere. Di quel periodo Renzo rammentava le tensioni dell’appena nata Repubblica, gli scontri, i morti e i feriti lasciati nelle piazze. 
Congedato per motivi di salute, l’ex maresciallo Novara entrò al Consorzio agrario dove furono notate le sue capacità: divenne in breve direttore generale del magazzino del Parmigiano Reggiano. Arrivata l’età della pensione, non era ancora venuto per Renzo il momento di riposare. Per la riconosciuta competenza nel valutare il formaggio fu richiesto come consulente da un importante istituto di credito. All’impegno professionale affiancò costantemente incarichi nell’Associazione polizia di Stato, nell’Unione nazionale mutilati per servizio e nell’Anpc. 
«Lo addolorava l’attuale mancanza di idealismo: nei giovani, negli adulti, nella classe politica - ricorda Ferdinando Sandroni, vicepresidente nazionale dell’Anpc -. Diceva che oggi regna l’arrivismo, ma senza ideali non si va molto lontano. Mi ha insegnato a pazientare, mediare, perdonare».
Attilio Ubaldi, presidente dell’Associazione liberi partigiani italiani (Alpi) e fino a pochi mesi fa presidente dell’Istituto storico della Resistenza, mette in evidenza l’esempio di combattente per la libertà e il contributo al consolidamento della vita civile repubblicana: «Mi preme ricordare che Renzo in pochi mesi da giovanissimo partigiano passò a guardia di pubblica sicurezza - dice Ubaldi -. In un periodo di contrasti sociali e ideologici, diede continuità al suo contributo di partigiano per la stabilità della Repubblica. Continuò a patire la fame e a rischiare la sua incolumità. Tutta la sua vita fu sempre nel solco dell’impegno per la conquista democratica». 
Gennaro Gallo, ex questore di Parma e attuale presidente della sezione provinciale dell'Associazione nazionale della polizia di Stato, ricorda Novara come nobile figura d'uomo: «È stato tra i soci fondatori del nostro sodalizio nel 1971, rivestendo la carica di consigliere per oltre un trentennio. Ha contribuito in modo significativo alla crescita dell'associazione, collaborando con umiltà, passione e abnegazione. Ci mancherà il suo sorriso, la sua amicizia, il suo affetto». 
Renzo Novara lascia la moglie Cosetta, la figlia Sandra e i nipoti. Domani sera sarà recitato il rosario nella chiesa di San Paolo Apostolo. Martedì alle 8,30 il funerale sempre nella chiesa di via Grenoble.