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SOLIDARIETA'

Bielorussi «Cercansi famiglie per accogliere nuovi bambini»

Appello di Help for Children per proseguire la generosa attività avviata negli anni '90. Veneri: «Durante il soggiorno i ragazzi  smaltiscono il 70% della radioattività accumulata»

di ANTONIO BERTONCINI -

28 febbraio 2020, 11:41

Bielorussi «Cercansi famiglie per accogliere nuovi bambini»

Chernobyl,  la centrale nucleare che scoppia: sono passati 34 anni, una generazione e mezzo per noi, praticamente nulla rispetto a tanti agenti contaminati (per fortuna non tutti), che continueranno per migliaia di anni a produrre i loro nefasti effetti sulla zona colpita. E’ una tragedia che non può essere archiviata fra le disgrazie del passato remoto e che ci richiama ancora oggi alle nostre responsabilità di persone solidali e attente a quello che succede a 2.500 chilometri di distanza.
Certo, il tempo che passa fa sì che la cronaca diventi storia e non aiuta le associazioni che hanno fatto dell’accoglienza dei bambini che vivono nella zona di Chernobyl la loro principale missione. Ma Help for Children, fondata a Parma negli anni Novanta, in esito ad una prima esperienza promossa dall’Assistenza Pubblica, non molla di un centimetro, e ancora oggi, pur fra non poche difficoltà, riesce a condurre in porto la sua missione, dando corpo a tanti progetti nella regione di Gomel (la zona bielorussa che confina con l’Ucraina e si trova a poche decine di chilometri dalla centrale) soprattutto nella provincia di Karma e nella località di Strukacev, e all’orfanotrofio di Babici, al quale Help for Children non ha mai fatto mancare al sua solidale presenza da quasi un quarto di secolo.
«Abbiamo appena investito 15.000 euro per interventi sulla struttura dell’ospedale psichiatrico pediatrico – annuncia Giancarlo Veneri, a lungo presidente e ora segretario dell’associazione –. Continuiamo con il pap test proposto alle donne della provincia di Karma e abbiamo un lavoro intenso in rete sul territorio in accordo con le autorità locali. Ma soprattutto – ci tiene a precisare Veneri – continuiamo con l’accoglienza estiva, che costituisce la spina dorsale della nostra attività e che mantiene in vita quei legami forti con tanti ragazzi di ieri e di oggi e con le loro famiglie».
In oltre venti anni di attività Help for Children ha portato come ospiti a Parma e provincia 3600 bambini della zona di Gomel. Ancora oggi sono attivi dieci comitati di accoglienza, coordinati da gruppi locali a Sorbolo, Mezzani, Medesano, Monticelli, Bedonia, Borgotaro, Noceto, Traversetolo, Sala Baganza, oltre a Fossoli in provincia di Modena e a Casalbarbato, dove opera un’associazione autonoma. Poi c’è il progetto di accoglienza dei bambini Saharawi che vivono profughi nel deserto a sud dell’Algeria, con 50 gradi all’ombra, e vengono a Parma due mesi, ospitati a Torrile, Felino e Corcagnano.
«Anche per l’estate prossima – conferma Veneri – contiamo di portare a Parma 130 ragazzi bielorussi, di cui 100 nei comitati locali e circa 30 nelle famiglie. Non dobbiamo dimenticare che il motivo fondante della nostra associazione è sanitario, e questi ragazzi, ancora oggi nel soggiorno all’estero scaricano il 70% della radioattività che hanno in corpo. L’accoglienza in famiglia – è l’appello del segretario – è un’esperienza umanamente forte, contiamo di trovare nuove disponibilità. Spese di viaggio e ospitalità sono a carico delle famiglie ospitanti, ma un’esperienza così coinvolgente vale davvero un piccolo investimento in solidarietà». 

INFORMAZIONI
L’accoglienza per un mese in luglio o in agosto va formalizzata entro il marzo (mail: helpforchildren@tiscali.it; tel  3489053528).