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34 morti in un giorno a Parma. Salgono (molto) i contagi in Emilia Romagna: +525 rispetto a ieri. 4.525 in totale

18 marzo 2020, 17:13

34 morti in un giorno a Parma. Salgono (molto) i contagi in Emilia Romagna: +525 rispetto a ieri. 4.525 in totale

In Emilia-Romagna sono complessivamente 4.525 i casi di positività al Coronavirus, 525 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Un dato che al momento non comprende, però, i nuovi casi positivi di Parma, provincia rispetto alla quale sono disponibili solo i numeri aggiornati sui decessi: 34 in più rispetto a ieri.  Così come non è ancora disponibile il dato sui decessi nella provincia di Rimini.  Con 65 decessi è la giornata con più vittime dall’inizio dell’epidemia.

 

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Passano da 14.510 a 15.461 i campioni refertati. Si tratta di dati accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali.

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(Grafici Efree)

Complessivamente, sono 1.735 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 247 (24 in più rispetto a ieri). E salgono a 152 (ieri erano 134) le guarigioni, 135 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 17 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 396 a 461: 65, quindi, quelli nuovi, di cui 15 donne e 50 uomini. Per la maggior parte delle persone decedute sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse, anche plurime. I nuovi decessi riguardano 12 residenti nella provincia di Piacenza, 34 in quella di Parma, 5 in quella di Reggio Emilia, 4 in quella di Modena, 5 in quella di Bologna - di cui 1 a Medicina -, e 1 a Cesena; 4 persone decedute erano residenti fuori regione.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 1.340 (136 in più rispetto a ieri), Parma dato mancante, Rimini 613 (35 in più), Modena 575 (115 in più), Reggio Emilia 414 (115 in più), Bologna 395 (di cui 113 a Imola e 282 a Bologna; complessivamente 62 in più, di cui 13 a Imola e 49 a Bologna), Ravenna 153 (29 in più), Forlì-Cesena 171 (di cui 78 a Forlì, 4 in più rispetto a ieri, e 93 a Cesena, 23 in più rispetto a ieri),  Ferrara 64 (6 in più rispetto a ieri). 

Al Maggiore al via due protocolli sperimentali

Al via all’ospedale Maggiore di Parma due protocolli  sperimentali per curare i pazienti positivi al Covid - 19.  L’infettivologo Gabriele Missale, dell’unità operativa di Malattie infettive ed Epatologia, diretta da Carlo Ferrari,  fa il punto sulle sperimentazioni con Remdesivir e con Tocilizumab che vedono l’azienda Ospedaliero-Universitaria coinvolta nel testare le possibili cure.

Lo studio registrativo con Remdesivir, in fase di avvio, ha l’obiettivo di  valutare l’efficacia e la sicurezza della molecola sperimentale Remdesivir negli adulti ricoverati con diagnosi di COVID-19. 

Parte  proprio domani lo studio con Tocilizumab,  seguito dall’infettivologo Carlo Calzetti secondo un  protocollo dell’ Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco. La cura già in uso per l’artrite reumatoide sarebbe in grado nei pazienti con grave decorso clinico di bloccare l’infiammazione del polmone, quindi di migliorare la condizione di insufficienza respiratoria.

L’intervista si conclude con un appello a chi  ci guarda: per dare una mano ai medici, agli infermieri e a tutto il personale impegnato in ospedale mi raccomando state a casa. Restate a casa.

Venturi: "Non vediamo ancora il picco"

«Adesso vorremmo vedere il picco, che non vediamo ancora: ce lo aspettiamo a fine settimana o durante la prossima». A sottolinearlo il commissario per l'emergenza in Emilia-Romagna, Sergio Venturi, durante il bollettino quotidiano trasmesso via Facebook. 
«La percentuale di crescita è del 13% e non è cambiata», ha spiegato parlando dei casi di coronavirus in regione, aggiungendo, però, che «naturalmente questo comincia a non soddisfarci». Anche una volta raggiunto il picco, ha ricordato Venturi, «ci sarà ancora molto da lavorare, perchè pur scendendo a 2-300 casi al giorni, sono comunque persone in più da curare»

 Misure del Comune di Parma a sostegno delle famiglie e delle imprese

La situazione di emergenza venutasi a creare, ha avuto e continua a produrre ripercussioni a livello organizzativo ed economico a carico delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie parmigiane. Il Comune di Parma, nel contesto emergenziale di cui ad oggi non si hanno certezze circa la durata, ha deciso di definire un primo pacchetto di misure sulla fiscalità dell’ente che sostenga famiglie e soggetti economici del territorio riducendo obblighi e adempimenti e dando supporto ad eventuali situazioni di criticità in termini di liquidità.

  • TARI

Per famiglie e imprese sospensione del termine di versamento della prima rata della TARI previsto per il 15 maggio 2020, fino alla definizione della prossima data di scadenza. In sede di ridefinizione dei termini di pagamento, saranno valutati eventuali sgravi parziali per le attività d’impresa il cui esercizio è stato sospeso dai provvedimenti normativi e/o amministrativi o altri similari che possano essere emanati in relazione al protrarsi dell’emergenza sanitaria in atto. Per le ragioni di cui sopra la sospensione del pagamento è da intendersi disposta fino a nuova deliberazione.

  • NIDI D’INFANZIA, SPAZIO BIMBI, SCUOLE DELL’INFANZIA, CENTRI GIOCHI POMERIDIANI

Verrà applicata la retta scontata in proporzione al reale servizio usufruito. Nella retta di febbraio non così sarà computata l’ultima settimana. La retta di marzo verrà azzerata totalmente. Per il mese di Aprile si valuteranno eventuali ulteriori sospensioni da parte del Governo dei servizi educativi e dell’infanzia e di conseguenza verrà computata la retta.

  • IMPOSTA DI SOGGIORNO

Al fine di garantire una maggiore liquidità alle strutture ricettive, a causa dell’emergenza sanitaria, saranno posticipate di 6 mesi le scadenze per il versamento dell’imposta di soggiorno dei primi 2 trimestri 2020. Pertanto slitterà al 16 ottobre 2020 la scadenza del versamento delle somme dovute per il primo trimestre 2020, prevista dall’art. 5-bis del vigente “Regolamento dell’istituzione e la disciplina dell’imposta di soggiorno” per il 16 aprile 2020, e al 16 gennaio 2021 la scadenza del versamento delle somme dovute per il secondo trimestre 2020, previsto per il 16 luglio 2020. Resta inteso che l’incasso dell’imposta da parte del sostituto d’imposta non verrà sospesa, in quanto servirà per finanziare la fase di ripartenza post emergenza.

  • COSAP MERCATI ORDINARI

In funzione della sospensione prevista dal DPCM 11 marzo 2020, i mercati ordinari saranno dichiarati nulli (ossia come non tenuti) ai sensi dell’art. 12 del Regolamento per l’esercizio del Commercio su Aree Pubbliche e, di conseguenza, ai titolari di posteggio non verranno conteggiate le giornate in sede di bollettazione del canone COSAP. Il conteggio del canone COSAP sarà invece mantenuto per i titolari di banchi alimentari e dei produttori agricoli che, ai sensi del medesimo DPCM, possono svolgere la loro attività di vendita nelle giornate e negli orari di svolgimento dei mercati.

  • COSAP PUBBLICI ESERCIZI

Per i titolari di pubblici esercizi che hanno già presentato e ottenuto la concessione all’occupazione temporanea di suolo pubblico con dehors o tavoli e sedie, compresi coloro che hanno già effettuato il pagamento per il periodo di sospensione dell’attività disposto dal DPCM di cui al punto che precede, si provvederà alla rideterminazione del dovuto e ai provvedimenti/adempimenti conseguenti. Per tutti verrà comunque riconosciuta la tariffa più favorevole indipendentemente dalla durata dell’autorizzazione, senza necessità di mantenere la durata minima di 7 mesi attualmente prevista. L’Amministrazione valuterà l’adozione di ulteriori misure per favorire la ripartenza delle attività al termine dell’emergenza, quali ad esempio la possibilità di pagamento rateizzato anche al di sotto dell’importo attualmente previsto dal Regolamento Cosap pari ad € 2.500 ed altre misure che verranno individuate anche con la collaborazione delle Associazioni di categoria.

  • COSAP ALTRE ATTIVITÀ

Per i titolari di altre attività soggette all’applicazione della COSAP temporanea o permanente, a titolo solo esemplificativo chioschi, giochi bimbi, edicole, lavaggi auto, ponteggi e aree di cantiere, cabine per fototessere, distributori automatici, che hanno già presentato e ottenuto la concessione all’occupazione di suolo pubblico viene disposta la sospensione dei termini ordinari per il versamento del canone. La nuova data per il versamento sarà disposta con successivo atto all’interno del quale saranno disposte agevolazioni, riduzioni e/o esenzioni.

  • IMPOSTA DI PUBBLICITÀ

Sospensione dei termini di versamento in scadenza per la durata di mesi 3 dalla data di scadenza medesima.

  • SOSTEGNO ALLE PMI ATTRAVERSO LE COOPERATIVE DI GARANZIA

Per aiutare le imprese a riprendere e sviluppare la propria attività dopo i disagi dovuti all’emergenza epidemiologica Covid – 19, il Comune di Parma sta valutando l’attivazione di alcune linee di intervento a sostegno delle piccole e medie imprese che hanno sede nel territorio comunale e aventi le seguenti caratteristiche: microimprese, piccole e medie imprese iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Parma, che svolgono un’attività di impresa turistica, commercio al dettaglio, pubblici esercizi e piccolo artigianato di servizio nel Comune di Parma. Tale azione, per la quale si pensa di utilizzare il convenzionamento con le cooperative di garanzia, verrà finanziata in fase iniziale per un ammontare fino a € 100.000.

Solo quando si avranno maggiori elementi circa la reale consistenza dell’impatto economico dell’emergenza su famiglie ed imprese del territorio potranno essere definite misure più mirate di sostegno in termini di agevolazioni e riduzioni.

2.691 posti letto aggiuntivi già allestiti, 211 in più di ieri: 2.295 ordinari e 396 di terapia intensiva

Tra ieri e oggi in tutta l’Emilia-Romagna sono stati allestiti ulteriori 211 posti letto per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 2.480 a 2.691, tra ordinari (2.295) e di terapia intensiva (396). Un lavoro che procede a ritmo serrato, quello messo in campo dalla rete ospedaliera dell’intero territorio per attuare il piano di rafforzamento regionale.

Nello specifico: 575 posti letto aggiuntivi a Piacenza (di cui 40 per terapia intensiva), 593 a Parma (57 terapia intensiva), 454 a Reggio (42 terapia intensiva), 250 a Modena (70 terapia intensiva), 400 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (103 terapia intensiva), 68 a Ferrara (21 terapia intensiva), 351 in Romagna (in particolare: 179 Rimini, di cui 26 per terapia intensiva; 58 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 55 Forlì, di cui 8 per terapia intensiva; 53 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva, 6 Lugo).

In particolare, si sono aggiunti a Piacenza due ospedali Covid grazie all’accordo con le strutture private accreditate del territorio: la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo per complessivi 120 posti letto. E anche l’Ospedale di Comunità di Bobbio, sempre nel piacentino, è diventato Covid hospital. A queste strutture si affiancano, come Covid hospital, Castel San Giovanni e Fiorenzuola, sempre nel piacentino. A Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub) operano come Covid hospital. Sono già pronti per diventare ospedale Covid Fidenza e Borgo Taro, nel parmense.

Nel reggiano, a supportare l’hub di Reggio Emilia città (Arcispedale Santa Maria Nuova) come Ospedale Covid, oltre a Guastalla si è aggiunto Scandiano. A Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta). Pronti per diventare ospedali Covid Carpi (dove è già attiva per pazienti Covid la Terapia Intensiva), Mirandola e Sassuolo.
A Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, è entrato in funzione il padiglione Covid, il 25. Già definito ospedale Covid il Bellaria, che funzionerà come tale anche per l’imolese. Per Ferrara, in caso di necessità l’hub del Sant’Anna sarà supportato come Covid dall’ospedale del Delta.

Infine, per la Romagna, agli hub di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital gli ospedali di Lugo e di Riccione.

Le attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile

Volontariato

Nella giornata di martedì 17 marzo sono stati 182 i volontari attivi in Emilia-Romagna; 1.684 in totale, a partire dal 23 febbraio scorso (un dato che, peraltro, non considera le attivazioni nazionali di soggetti come ANPAS, CRI, ANA e altre associazioni).

Tutti i coordinamenti provinciali sono impegnati. I nuclei più consistenti risultano a Parma (41), in particolare nella sanificazione delle ambulanze, a Piacenza (28), Rimini (25), Reggio Emilia (21), Ferrara (21) e Modena (16).

L’altra attività più rilevante, distribuita sull’intero territorio regionale, è l’assistenza alla popolazione in supporto ai Comuni (consegna della spesa e/o di farmaci alle categorie più fragili). Prosegue anche il servizio dei volontari di CRI e ANPAS a supporto delle ambulanze in Romagna e nel trasporto di campioni nel territorio ferrarese.

Oggi un riscontro provvisorio sulle attività vede impegnato un consistente numero di volontari di protezione civile a Parma e Piacenza (alcuni stanno facendo formazione sulla disinfezione assieme agli operatori del 118 e ai Vigili del Fuoco).

Dispositivi di protezione individuale

Dal Dipartimento nazionale di protezione civile sono pervenute altre mascherine, di tre tipi: 212.000 di “tessuto non tessuto”, 52.000 chirurgiche, 2.200 ffp2.

Dopo la consegna, nei giorni scorsi, di 135.000 mascherine alle Prefetture, che a loro volta le stanno distribuendo ai vari corpi dello Stato e alle Polizie locali, parte dei nuovi dispositivi è stata inviata al magazzino di Reggio Emilia della Sanità regionale, altre restano a disposizione del sistema di protezione civile.

Quarantena

Proseguono i sopralluoghi per identificare strutture utilizzabili come alloggi singoli per persone che non necessitano di assistenza medica.

Punti triage

Confermati i 31 punti-triage (tende e containers): 10 davanti alle carceri (a Modena è stata smontata parte delle installazioni servite fino a ieri) e 21 davanti agli ospedali:

3 in provincia di PC (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni);

3 in provincia di PR (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro);

3 in provincia di RE (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla);

5 in provincia di MO (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città, davanti alla sede del 118);

3 nella città metropolitana di BO (nel capoluogo davanti agli ospedali Sant’Orsola e Maggiore, e a Imola);

2 in provincia di FE (Argenta e Cento);

1 in provincia di FC (Meldola, davanti all’Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori);

1 nella Repubblica di San Marino.

 

 

 

 

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12 Tv Parma, mercoledì 1 aprile