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CORONAVIRUS

Anziani, «Servizi domiciliari in crisi: mancano operatori e mascherine»

di Pierluigi Dallapina -

21 marzo 2020, 11:17

Anziani, «Servizi domiciliari in crisi: mancano operatori e mascherine»

Dove non arriva il virus, ci pensa la paura del contagio a rendere eccezionale e tremendamente complicato quello che fino a poche settimane fa sembrava normale. Ciò che non si ferma diventa macchinoso, complici le mille precauzioni che si devono prendere per proteggersi e proteggere gli altri dal Covid-19. Ne sanno qualcosa i servizi sociali del Comune, che da qualche giorno sono costretti a chiamare i familiari di persone anziane accudite dal personale delle cooperative, per chiedere loro la disponibilità a ridurre il più possibile i servizi di cura riservati ai loro cari, perché il personale disposto ad uscire e a passare di casa in casa per curare gli anziani scarseggia. Così come scarseggiano guanti e mascherine, quei dispositivi di protezione individuale diventati un bene raro e prezioso anche nel sociale.
«Qualche servizio salterà, perché non possiamo fare tutto con meno operatori. In questa fase, nei casi in cui è possibile, serve la collaborazione da parte delle famiglie», premette l’assessore alle Politiche sociali, Laura Rossi, alle prese con un’emergenza che sta mettendo sotto pressione i servizi domiciliari che il Comune garantisce tramite le cooperative accreditate Aurora Domus, Proges e La Dolce.
«Abbiamo potenziato tutto, ma le cooperative sono in difficoltà, perché mancano i presidi di protezione, degli operatori sono risultati positivi al coronavirus, altri sono in quarantena, alcuni sono in malattia e poi c’è anche chi è impaurito». L’ondata di contagi, gli ospedali pieni e i decessi sono ormai riusciti a terrorizzare anche chi, ogni giorno, era abituato a vedere sofferenze. Solo che quel dolore non si diffondeva con un semplice respiro.
«Nel momento in cui rientreranno gli operatori in quarantena e arriveranno mascherine e guanti riusciremo a reggere, altrimenti dovremo tagliare alcuni servizi», rivela l’assessore, che ha già pronto il piano nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. «Abbiamo diviso tutte le persone in assistenza domiciliare in tre grandi categorie. Nel primo gruppo ci sono le persone sole e in condizioni gravi per le quali il servizio è assolutamente indispensabile, nel secondo ci sono quelle persone che possono essere seguite dai parenti in caso di emergenza, mentre nel terzo ci sono quelli con problemi lievi a cui viene portato, ad esempio, il pasto o viene monitorata la terapia». Fatta questa divisione, l’assessore spiega cosa potrebbe succedere di fronte allo scenario peggiore. «Nei prossimi giorni potremmo disdire impegni riservati alle persone comprese nel terzo e nel secondo gruppo per garantire l’assistenza alle situazioni gravi. Gli assistenti sociali hanno fatto le telefonate per allertare le famiglie e tenerle pronte ad intervenire in aiuto dei loro malati, in quanto noi potremmo dover dirottare il personale verso persone più gravi e sole».
Ma le grane non sono finite qui: l'assessore è alle prese anche con la protesta del sindacato Usb alla casa residenza anziani Tamerici, a Villa Parma. «Le lavoratrici incrociano le braccia e si rifiutano di lavorare senza le protezioni necessarie. Solo sette mascherine disponibili alla presa di turno», denuncia il sindacato, che però assicura che le lavoratrici hanno garantito il servizio mensa, poiché a basso rischio di contagio. «Chi lavora deve essere protetto - replica la Rossi - anche se non ci sono problemi nella struttura. Abbiamo già ordinato guanti e mascherine, li stiamo attendendo».