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IL DIARIO DELL'ISOLATO

Mauro Coruzzi: 'Io, finito in quarantena Dov'è l'asse da stiro?'

22 marzo 2020, 11:55

Mauro Coruzzi: 'Io, finito in quarantena  Dov'è l'asse da stiro?'

E così è stato: dopo la diretta tv di domenica scorsa su Raiuno, fatta da casa mia con una troupe esterna composta da due persone, mercoledì mi arriva la comunicazione che uno dei due ragazzi ha comunicato che un suo parente stretto, che però non vede ne frequenta da mesi, è risultato positivo al coronavirus. È spiazzante, quando pensi che ciò di cui tanto si parla ti sfiora anche solo da lontano , meglio essere lucidi e scegliere la via della quarantena e concordo per un’auto quarantena domestica che durerà 15, meglio 18 giorni, nei quali non si mette nemmeno un piedino fuori casa… Che strano, non ho pensieri tremebondi, anzi, provo un inaspettato senso del dovere civico, ben sapendo che i giorni che ho davanti sono, sul piano pratico, totalmente inediti in una vita dove pensavo di averle provate tutte (lo studente fuori sede, il radiofonico pendolare, la convivenza, “lo strajè” , i viaggi di lavoro da New York a Tokyo…) e adesso…devo pensare a come procurarmi il cibo (anche se ho una certa esperienza sugli ordini on-line con consegna a domicilio, ma chissà in che tempi gli ordini vengono evasi…),  fare la lavatrice (non è un ruolo da impersonare, se fosse andrei subito in centrifuga), e mille domande per le quali una risposta non c’è… La spazzatura, ad esempio, come faccio a portarla fuori? La lancio dalla finestra del bagno con una fionda, nella speranza di centrare almeno il cestino porta rifiuti all’angolo? Ricevere a casa no? No, e poi no, se è isolamento tale deve restare, e giù di telefonino casomai non l’avessi già spremuto abbastanza, fare scalette e note da post-it con cui tappezzare il frigo, connessione che funziona  e… trasformare le difficoltà in un’opportunità: da quanto tempo non stiro una camicia, colli e polsi compresi? Ecco, chiedo scusa ma ora devo andare… Dov’è l’asse da stiro, dov’è ???