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Trasporto pubblico, spiagge, alberghi e takeaway Bonaccini, nuova ordinanza anti coronavirus

25 marzo 2020, 20:36

Trasporto pubblico, spiagge, alberghi e takeaway Bonaccini, nuova ordinanza anti coronavirus

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato una nuova ordinanza su misure anti-coronavirus.   Da un lato interviene in materia di trasporto pubblico, tutelando la salute degli utenti e dei lavoratori.  Dall’altro proroga fino al 3 aprile l’efficacia delle disposizioni di una ordinanza precedente e in scadenza oggi: la numero 35 del 14 marzo.
Fra i provvedimenti che aveva introdotto e che restano in vigore, la sospensione di tutte le attività che prevedono la somministrazione e il consumo sul posto di alimenti e quelle che prevedono l’asporto, compresi i take-away, cioè gli esercizi che preparano pasti da portare via, come ad esempio rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio. Attività per le quali resta consentito solo il servizio di consegna presso il domicilio o la residenza del cliente, con la prescrizione, per chi organizza l'attività di consegna a domicilio – che sia lo stesso esercente o una piattaforma –, del rispetto delle disposizioni igienico sanitarie.
Ancora, il fatto che restano consentite le attività di ristorazione all’interno di strutture ricettive quali, a titolo di esempio, alberghi, residenze alberghiere agriturismi per i clienti che vi soggiornano.
Poi la chiusura al pubblico degli stabilimenti balneari e relative aree di pertinenza, con l’accesso consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di cantiere e lavorative in corso, anche relative alle aree in concessione o di pertinenza.
Da segnalare anche la sospensione di qualunque erogazione di prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato, anch’essa confermata.

Ecco invece le misure sul trasporto pubblico.

Servizio ferroviario regionale
Non sono previste variazioni per i prossimi quattro giorni, fino al 29 marzo, rispetto a quanto previsto dall’ordinanza numero 39 del 16 marzo scorso sulla riduzione dei servizi di treni e bus.
Dal 30 marzo, e sempre fino al 3 aprile, la programmazione del servizio ferroviario regionale vedrà ulteriori riduzioni, secondo un programma proposto dall’operatore ferroviario e condiviso con la Regione. Di massima, dovrà essere garantito il servizio nell’arco temporale giornaliero e dovranno essere soddisfatte le esigenze di spostamento dei lavoratori negli orari di maggior afflusso, oltre all’accessibilità ai turnisti e a coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti. La programmazione prevederà un servizio con cadenza almeno bioraria ad eccezione della fascia mattutina dalle 9 alle 12 nella quale il servizio sarà sospeso per garantire le operazioni di manutenzione della linea, tutelando le condizioni di salubrità e sicurezza per i lavoratori dei soggetti gestori dell’infrastruttura. Allo stesso tempo, dovrà essere mantenuta la continuità dell’esercizio e l’operatività degli impianti, sempre tutelando la salute dei lavoratori ed evitando la necessità di iniziative ancor più drastiche. Il servizio verrà costantemente monitorato e il gestore dovrà effettuare la massima informazione possibile sui nuovi orari del servizio.

Autobus
Vengono confermate le disposizioni previste nell’ordinanza del 16 marzo. Così come per le province di Piacenza e Rimini quanto previsto dall’ordinanza di ieri, 24 marzo (riprogrammazione temporanea del servizio con eventuale soppressione delle corse o rimodulazione degli orari, garantendo i livelli essenziali di mobilità pubblica). Confermate anche le modalità di accesso ai mezzi: salita dalla porta posteriore e a bordo la distanza di sicurezza.

Taxi e Noleggio con conducente
Anche in questo caso, si conferma quanto definito dall’ordinanza del 16 marzo, con la raccomandazione agli Enti Locali di rimodulare l’offerta di servizio, sentite anche le organizzazioni di categoria, prevedendo riduzioni e comunque garantendo i servizi minimi essenziali. Rispettando le modalità per la prevenzione del contagio degli operatori e degli utenti, taxi e NCC possono essere utilizzati anche per la consegna a domicilio di beni di prima necessità. In questo caso, i Comuni, nell’ambito della propria competenza, possono definire le modalità operative e le tariffe di accesso del servizio o estendere le modalità operative e le tariffe applicate al trasporto delle persone.

Leggi il testo completo dell'ordinanza

 

  • Nuovo decreto del Governo in arrivo: il lockdown dalla A alla Z

 Le Regioni chiedono più libertà di movimento, e il governo studia il modo di concederne un pò, mantenendo la regia della lotta al coronavirus. Ma sciogliere il nodo e trovare la quadra non è facile. Il Parlamento vuole un maggior confronto, e il premier Giuseppe Conte riconosce che è necessario, impegnandosi a riferire periodicamente alle Camere, come ha fatto in giornata. I cittadini invocano pene più severe per chi non rispetti le regole, ed allora le multe lievitano. E fra le misure che potrebbero entrare, ci sono quelle che permetterebbero di bloccare ingressi e uscite dai confini nazionali. Tutto ancora da vedere perchè sarebbe ancora in corso di limatura il decreto approvato ieri dal Cdm sul lockdown in Italia. 
L’Esecutivo sta mettendo un punto fisso su quanto già fatto, tappando qua e là le falle che si erano create nell’urgenza degli interventi, ma, al momento, il decreto non ha visto ancora la luce. E a rallentare la sua entrata in vigore ci sono possibili ultimissime modifiche al testo. Una su tutte, secondo alcune fonti di maggioranza: quelle relative alla competenza regionale sulle attività produttive nel periodo di emergenza. 
LA DURATA: Il decreto prevede che le misure anti coronavirus possano essere prorogate fino al 31 luglio. Ma attenzione, ha spiegato il premier Giuseppe Conte, questo non vuol dire che si preveda un’emergenza così lunga. Si tratta di un ventaglio temporale lungo che serve a garanzia. Deriva dalla durata dello stato di emergenza, dichiarato in via precauzione per sei mesi, il 31 gennaio. 
LE MULTE: Salgono da 400 a 3 mila euro. E’ previsto anche il carcere da a uno a cinque anni per i contagiati che non rispettano la quarantena. Oltre all’aumento delle somme, il capitolo multe prevede che raddoppino per i recidivi e che aumentino di un terzo per chi venga trovato a circolare in auto senza ragione. Una volta superata l’emergenza, i negozi che restano aperti nonostante i divieti potranno essere costretti a chiudere da 5 a 30 giorni. 
GLI AMBITI: Il decreto richiama tutti gli ambiti su cui le Autorità possono agire per contenere il coronavirus. Molti dei territori d’azione non suonano come nuovi. C'è la possibilità di limitare la circolazione delle persone, di chiudere strade, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici, c'è il divieto di allontanarsi dal comune, dalla provincia o dalla Regione. 
LE PRECAUZIONI SANITARIE: Sono perlopiù quelle note, la quarantena per chi abbia avuto contatti stretti con contagiati, il divieto assoluto di uscire di casa per i positivi, lo stop alle riunioni, agli assembramenti, alle riunioni. C'è la sospensione di qualsiasi evento religioso, sportivo e culturale, con il divieto di celebrare cerimonie religiose, la limitazione dell’ingresso nelle chiese, la chiusura di cinema, teatri, discoteche, sale bingo, palestre, centri sportivi, piscine. Anche le attività sportive all’aperto potranno essere limitate, così come i trasporti pubblici e, come già avvenuto, le scuole e le università. 
LE COMPETENZE: Questi gli ambiti di azione. Il decreto intende poi disegnare i confini di chi può disporre questo tipo di limitazioni. Il primo a poterlo fare è ovviamente l'Esecutivo, che ha il compito di gestire il complesso degli interventi. Ci sono però Regioni che hanno esigenze specifiche, come la Lombardia o il Veneto. Sulla definizione di chi può fare cosa si sta giocando la partita più delicata. Anche in giornata c'è stata una riunione in videoconferenza tra il Governo e le Regioni. L’impostazione di base prevede che i governatori possano adottare misure più severe di quelle disposte a livello nazionale, ma solo negli ambiti di loro competenza e, comunque, con un coordinamento del governo. 
PARLAMENTO: Resta poi l’aspetto istituzionale. Più volte le opposizioni hanno criticato il fatto che il governo stia andando avanti a suon di decreti senza coinvolgere il Parlamento. «Con questo decreto legge - ha spiegato il premier Conte - abbiamo regolamentato più puntualmente e in modo più trasparente i rapporti tra l’attività del governo e del Parlamento. Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire ogni 15 giorni».

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