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CORONAVIRUS

Controlli, solo 6 persone denunciate: i parmigiani sembrano aver capito che devono stare a casa

26 marzo 2020, 14:17

Controlli, solo 6 persone denunciate: i parmigiani sembrano aver capito che devono stare a casa

Continuano i controlli delle forze dell'ordine per verificare il rispetto delle direttive previste dal Dpcm sul coronavirus.

Ieri sono state controllate 1.105 persone e ne sono state denunciate solo 6, segno che qualcosa sta cambiando e i comportamenti dei cittadini sono più corretti. Questo il bilancio dei controlli:

- persone controllate: 1105

- persone denunciate ex art.650 cp: 6

- persone denunciate ex artt.495 e 496 cp: 0

- persone denunciate per altri reati: 0

- persone arrestate: 0

- esercizi commerciali controllati: 1047

- titolari di esercizi commerciali denunciati ex art. 650 cp: 0

- titolari esercizi commerciali sanzionati amministrativamente: 0

- sospensione esercizi commerciali ex art. 15 DL 14/2020: 0

- sequestri amministrativi di veicoli: 0

Il monitoraggio del territorio proseguirà nei prossimi giorni con il massimo rigore.

Violare le norme? Ecco cosa si rischia

Dall’obbligo di isolamento per chi ha avuto contatti con persone contagiate alle multe salate nei confronti di chi compie spostamenti non consentiti. I nuovi rischi per chi viola le norme, dopo l’ultimo decreto del governo in tema di disposizioni contro la diffusione del Coronavirus, sono sempre più alti. L’avvocato penalista Piergiorgio Assumma, docente all’Accademia della Guardia di Finanza, ha chiarito i termini del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte dal punto di vista delle multe e sanzioni per chi non si attiene alle disposizioni. 
«Con il nuovo provvedimento - spiega Assumma - cambiano le sanzioni: salvo che il fatto non costituisca reato, la mancata osservanza delle prescrizioni prevede una multa da 400 a 3mila euro. Non più un reato, bensì un illecito amministrativo. Lo stesso decreto chiarisce che non si applicano più le ipotesi contravvenzionali proprie dell’articolo 650 del codice penenale, ovvero di altre disposizioni normative che attribuiscono poteri per ragioni di sanità, come a esempio, l’articolo 260 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie». 
Resta salvo il reato di falsità ideologica in atto pubblico del privato (articolo 483 del codice penale), qualora venga dichiarato il falso sull'autocertificazione che occorre ancora compilare per giustificare gli spostamenti. 
Come anche precisato dal Giudice Valerio de Gioia, continuerà a poter essere contestato il reato di «diffusione colposa dell’epidemia», la cui pena è determinata dall’articolo 452 codice penale da un minimo di uno ad un massimo di cinque anni di reclusione. 
Sanzioni anche per gli esercizi commerciali e le attività commerciali o produttive che non rispettano le misure. In questo caso, oltre alla multa da 400 a 3mila euro, sono previste le sanzioni accessorie della chiusura dell’attività da cinque a trenta giorni (con raddoppio in caso di recidiva della sanzione amministrativa e applicata la misura massima dei giorni). 
La circolazione delle persone è limitata: c'è il divieto di allontanamento per i soggetti positivi al Covid-19 dal luogo dove stanno compiendo la quarantena obbligatoria. Prevista, inoltre, la cosiddetta quarantena precauzionale, per chi ha avuto contatti con soggetti contagiati.