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Presto in uso al Maggiore: le maschere da sub diventeranno respiratori

26 marzo 2020, 08:35

Presto in uso al Maggiore: le maschere da sub diventeranno respiratori

La maschera da snorkeling che diventa respiratore? Sembrava uno scherzo, invece può davvero funzionare. Anche a Parma c'è chi  sta lavorando per mettere a punto l'ingegnoso congegno ideato dal dottor Renato Favero per gli ospedali della Lombardia. Nel fine settimana potrebbero entrare in funzione le prime anche al Maggiore, ma solo dopo tutte le verifiche del caso. 
Dietro al progetto ci sono due anestesisti  dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma.  Quando hanno visto che a Brescia, al culmine dell'emergenza Covid, ci provavano,   Luciano Bortone e Francesco Minardi (entrambi della prima Anestesia e rianimazione del Maggiore, diretta da Sandra Rossi) si sono subito messi in moto. Prima, in collaborazione con Filippo Schianchi e Nicolò Bortone - figlio del dottor Luciano -,   studenti di Ingegneria, e con l'associazione Giocamico,  hanno lanciato un appello via social a coloro che possedevano maschere "full face" della Decathlon, modello EasyBreath modello 1. Boom di offerte immediato. "In una sola notte ne sono state messe a disposizione oltre 800 - spiega il dottor Bortone -. Incredibile gara di solidarietà.  Ora  ci organizzeremo per  raccoglierle. Dobbiamo anche pensare alla loro sanificazione prima di poterle utilizzare, ma ci stiamo attrezzando anche per questo". 
L'idea è geniale, ma la sua realizzazione non è una passeggiata: "I tempi rapidi in questi frangenti sono fondamentali, ma la maschera va ovviamente adattata e ci si deve lavorare  - spiega ancora Bortone -. Vanno create valvole e raccordi ad hoc per permetterle di svolgere la funzione desiderata. La maschera va trasformata in una Cpap, ossia un dispositivo  di ventilazione meccanica a pressione continua, in grado di aiutare i pazienti affetti da polmonite a respirare meglio". 
"Siamo in un momento di grande emergenza - aggiunge Minardi - ma prima di mettere in funzione i nuovi dispositivi dobbiamo essere sicuri che rispettino gli standard di qualità massimi, quindi bisognerà avere ancora qualche giorno di pazienza. Per accelerare i tempi stiamo lavorando con Tiziano Bolsi, tecnico del Maggiore,  e abbiamo chiesto aiuto a diversi ingegneri, in particolare agli esperti di fisica dei flussi e delle pressioni dell'azienda Dallara, che ci hanno dato totale disponibilità". 
Il prossimo passo? La realizzazione delle valvole che, grazie alle nuove tecnologie, potranno essere prodotte con l'utilizzo di stampanti 3D. Per i dispositivi di Brescia  è stata proprio la Dallara  a mettere in contatto i progettisti con i produttori, ossia con l'azienda Roboze di Bari che in due giorni ha prodotto 160 valvole per maschere-respiratorie. 
"Secondo noi - dice Minardi - le valvole messe a punto finora hanno bisogno di essere perfezionate. Il tempo stringe ma le cose vanno fatte al meglio. E' quello che proviamo a fare".
Intanto il prototipo esiste già. "L'ho provato su  me stesso - conclude  Bortone -,  ma dobbiamo garantire che funzioni a regola d'arte. Questi strumenti non serviranno per curare la malattia,  ma potranno essere impiegati nei reparti covid alleggerendo le terapie intensive e aiutando i pazienti a superare le fasi più critiche della malattia".