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coronavirus

13 nuovi morti a Parma rispetto a ieri. 1690 malati, con 79 casi in più. Venturi: "La maggior parte dei test, ora, sono negativi"

27 marzo 2020, 16:59

13 nuovi morti a Parma rispetto a ieri. 1690 malati, con 79 casi in più. Venturi:

13 morti a Parma rispetto a ieri. 1690 malati con 79 casi in più.  Venturi nella tradizionale conferenza su facebook, fa il punto della situazione sul coronavirus "La grandissima parte dei test inizia ad essere negativi. Un segno positivo per l'evoluzione della malattia. Altro segno positivo, sono i 7 pazienti in più in terapia intensiva, i decessi comunque non si verificano lì, ma in altri reparti, chi arriva in ospedale ora arriva in condizioni meno gravi di prima". 772 nuovi contagi in regione, numero complessivo 111.588, oltre 5 mila persone (circa il 50% è a casa). 168 le guarigioni (totale 960). I morti in Emilia Romagna, rispetto a ieri, sono 93 (bilancio 1.67).  «Dobbiamo combattere tutti insieme questa guerra anche in memoria delle vittime, evitando le speculazioni politiche e i rancori». Lo dice il commissario per l'emergenza in Emilia-Romagna, Sergio Venturi, durante il bollettino quotidiano trasmesso via Facebook. 
Venturi ha chiesto di «non abituarsi ai numeri dei morti», perchè «sono persone in carne e ossa, che avevano una famiglia, dei cari e degli amici». E ha sottolineato che «se qualcuno ci avesse detto qualche mese fa che in questa regione avremmo avuto in poco più di un mese di epidemia 1.267 morti, non ci avrebbe creduto nessuno». Dunque, «non è il momento dei rancori, ma il momento dell’unità», anche se - ha rimarcato il commissario - «vedo che qualcuno si diverte a seminare zizzania, ma lo può fare tranquillamente nel suo campo». Insomma, ha concluso Venturi, «non abbiamo bisogno che qualcuno ci suggerisca di andare in direzione contraria: ci pensando già in tanti, speculando su internet, raccontando di farmaci miracolosi, di test che ti mandano a casa e ti dicono se hai avuto la malattia, di chi si arricchisce o suggerisce soluzioni rapide».

 

 

 

 

(Grafici EFREE)

 

  • Donazione anche dalla Clai, la Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi: 100 mila agli ospedali di Imola e Parma.

I dati

Sono 11.588 i casi di positività al Coronavirus, 772 in più di ieri. 47.798 i test refertati, 5.403 in più sempre rispetto a ieri. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna.

Complessivamente, sono 5.057 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (377 in più rispetto a ieri); aumentano di poche unità – come si sta verificando negli ultimi giorni - quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 308, 7 in più rispetto a ieri. I decessi sono passati da 1.174 a 1.267: 93, quindi, quelli nuovi, di cui 59 uomini e 34 donne.

Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 960 (168 in più rispetto a ieri), 806 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 154 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi (+30 rispetto a ieri).

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 25 residenti nella provincia di Piacenza, 13 in quella di Parma, 16 in quella di Reggio Emilia, 15 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (di cui 2 nel territorio imolese), 2 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, 3 in quella di Forlì-Cesena (2 nel territorio di Forlì), 5 in quella di Rimini.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.276 (63 in più rispetto a ieri), Parma 1.690 (79 in più), Reggio Emilia 1.861 (163 in più), Modena 1.772 (96 in più), Bologna 1.185 (+151più rispetto a ieri, e 228  Imola, 9 in più), Ferrara 244 (32 in più rispetto a ieri), Ravenna 488 (37 in più), Forlì-Cesena 580 (di cui 278 a Forlì, 37 in più rispetto a ieri, e 302 a Cesena, 30 in più), Rimini 1.264 (75 in più).

 

  • Centri commerciali e negozi, in Emilia-Romagna sabato e domenica confermate le misure restrittive in vigore

In Emilia-Romagna, nella giornata di domani, sabato 28 marzo, le medie e grandi strutture di vendita, nonché i negozi presenti all’interno dei centri commerciali, sono chiusi, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di alimentari.

Domenica 29, invece, tutti gli esercizi commerciali e i punti vendita alimentari, di qualsiasi dimensione essi siano, restano chiusi.

Va infine ricordato che qualsiasi mercato, di qualunque tipologia merceologica, è sempre chiuso. In ogni giorno.

Queste limitazioni, che valgono per l’Emilia-Romagna ai sensi delle due ordinanze regionali assunte il 14 e il 21 marzo scorsi, risultano nell’insieme più restrittive della disciplina nazionale. In questo senso, anche l’ultima circolare del ministero dell’Interno emanata oggi sulle attività di vendita consentite nel fine settimana, non trova applicazione in Emilia-Romagna.

  • Continua l'attività di ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, gastronomie, forni, negozi alimentari e di prodotti non alimentari, che svolgono consegne e interventi a domicilio nel rispetto delle misure del DPCM. Dopo le misure più restrittive per contenere il contagio da Coronavirus, che dallo scorso 11 marzo prevedono la chiusura delle dei bar, gelaterie, pasticcerie e delle attività di ristorazione in generale, l’Assessorato alle Attività Produttive e Commercio in collaborazione con Ascom e Confesercenti si sta mobilitando per pubblicare una lista delle attività che offrono un servizio di consegna a domicilio.  L’idea è quella di facilitare la vita dei parmigiani costruendo un elenco dei negozi che fanno consegne a domicilio e che in questi giorni possono offrire un servizio in più a chi non può uscire di casa.  Sono tanti i ristoranti,  i piccoli negozi (e non solo), gli artigiani che si stanno organizzando per offrire un servizio ai proprio clienti, in alcuni casi anziani, a cui più volte il Governo, in questi giorni, ha consigliato di restare a casa per evitare il contagio da Coronavirus. Ovviamente, anche nel caso di consegne a domicilio continuano a valere le regole che ormai conosciamo: mantenere un metro di distanza, se possibile, privilegiare i pagamenti on line e con la prescrizione specifica per chi organizza l'attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una piattaforma – di evitare che il momento della consegna preveda contatti personali. “L’iniziativa permette di creare un circolo virtuoso in grado di aiutare sia i cittadini che per far fronte all’emergenza COVID-19 si trovano a dover limitare i propri spostamenti, sia le attività commerciali che trovano un’alternativa allo chiusura delle propria attività al pubblico in ottemperanza al DPCM dello scorso 11 marzo” – sottolinea l’Assessore Cristiano Casa.