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Addio a Marcello Zatti, stimato notaio e amico sincero

Il professionista parmigiano è scomparso a 39 anni. I compagni del liceo: «Abbiamo perso una guida» 

29 marzo 2020, 19:00

Addio a Marcello Zatti, stimato  notaio e amico sincero

Profondo  cordoglio   ha  suscitato  in città   e nel mondo del notariato l'immatura scomparsa, del trentanovenne  notaio  Marcello Zatti,  titolare dell'omonimo  studio  di via Langhirano.  Chi  ha avuto modo di conoscerlo, stimarlo  e volergli bene (e sono stati  tanti)  lo ricorda   come una persona solare, onesta,  disponibile  che,   come hanno  sottolineato   gli amici  con i quali  condivideva  la passione  per il  tennis,  «ha perso   questa  partita ma rimarrà  un campione che porteremo sempre nel cuore».  Appassionato della natura   e della  storia,  Marcello  ha lasciato un vuoto tra gli amici e i goliardi    del Ducato di Parma e di quello di Lunigiana e Versilia che ne hanno sottolineato   le  straordinarie   doti umane  e la  contagiosa  simpatia.  «Un collega  giovane, intraprendente,  con tantissima  voglia di fare -  osserva il presidente  del consiglio notarile  di Parma Giulio  Almansi -  che  aveva due grandi valori:  il lavoro e la famiglia».  Marcello, che  era legatissimo alla famiglia,  alla  moglie Rita,  agli adorati figli Leonardo  e Gianluca e  ai genitori   Paolo e Barbara, è stato  ricordato  con commozione anche  dagli ex compagni  di classe  del  liceo  San Benedetto.  «Abbiamo condiviso insieme tanti momenti - hanno scritto -, sia divertenti sia impegnativi, sui banchi di scuola, aspettando con trepidazione l’interrogazione della Cardinali o di don Renato; in fila alla mensa; nei crocchi in cortile e nelle partite a calcetto nella sala verde; in palestra, dove guidavi con grande tenacia la squadra di pallavolo di Franco, e poi fuori dalla scuola, nelle cene e nei ritrovi spensierati dei fine settimana. Il tuo impegno nelle cose della vita quotidiana ci colpiva e la tua autoironia ci rallegrava; ogni volta riuscivi a stupirci con il tuo modo sereno e combattivo, caparbio e imperturbabile, forte ed insieme fragile, serissimo e al tempo stesso ironico e gioviale di affrontare la vita. Poi, la scuola è finita; le nostre vie si sono divise, ognuno di noi ha preso la sua strada, il gruppo precedentemente unito, pur nelle differenze, si è diviso in varie compagnie; poi è arrivato il momento della laurea, del lavoro, e per alcuni di noi, tra cui tu – sempre tra i primi a tracciare la strada – di mettere su famiglia. E allora la vita ha cominciato ad apparirci in modo diverso, ci siamo accorti che era arrivato il momento di ritrovarci tutti insieme per rivederci, parlarci, confrontarci, ciascuno a partire dal singolare percorso  intrapreso ma tutti memori delle nostre comuni radici, che ora dopo tanti anni vediamo da una prospettiva diversa ma che sono e saranno per sempre una parte di noi. Un pezzo di noi, di cui fai e farai parte, per sempre, anche tu.  Grazie, Marcello, per tutto quello che ci hai donato. Vola libero adesso e – ti preghiamo – da dove sei veglia sui tuoi bambini, su tua moglie, sui tuoi cari e anche su di noi». Lo. Sar.

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