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coronavirus

50 nuovi positivi a Parma con 25 morti. Calano i servizi di ambulanza in città: 75

Attivati anche a Parma tre punti per il "drive through", il tampone veloce direttamente in auto

30 marzo 2020, 17:30

50 nuovi positivi a Parma con 25 morti. Calano i servizi di ambulanza in città: 75

13.531 positivi in Regione, 412 in più. 50 sono a Parma ("Circa 50 per provincia - spiega Sergio Venturi nel consueto report su facebook - se confermato diventa un decremento significativo. Ma nessuno si illuda"). 95 i decessi in Emilia Romagna, 95 in più rispetto a ieri. 25 i decessi in più a Parma. Degli oltre 13 mila positivi, circa seimila sono a casa (170  in più) e 351 in terapia intensiva (+18). 86 le guarigioni in più (1227 in totale), ma "influiscono i due tamponi da fare. E il nuovo servizio "drive through" (tamponi veloci) velocizzerà tutto". 75 i servizi di ambulanza a Parna, il picco si è avuto il 16 marzo con 172. "Le misure di contenimento stanno dando i loro effetti, dobbiamo volgere le attenzioni agli ammalati  a casa e nelle case di riposo", ha spiegato Venturi. "Nella lotta al coronavirus «non facciamo troppo conto sui numeri di oggi ma abbiamo diversi elementi che ci inducono ad essere moderatamente soddisfatti. I dati sono positivi ma abbiamo bisogno di conferme, abbiamo 412 casi in più rispetto a ieri: un numero così basso non lo avevamo mai visto». Ha detto  Venturi. 

Parma, percentuale di contagi tra le più basse per abitanti. La Valle d’Aosta è sempre la Regione con la più alta percentuale di contagiati rispetto alla popolazione. In base ai dati - fonte protezione civile - elaborati «a titolo personale» da Paolo Spada, chirurgo vascolare all’Humanitas Research Hospital di Milano, nella regione alpina ci sono 4,65 contagiati ogni 1.000 abitanti. A livello di regioni la Lombardia ha 4,19 casi positivi ogni 1.000 residenti, l’Emilia Romagna 3, il Veneto 1,78, la Liguria 2, il Piemonte 2 e le Marche 2,4; a livello di province Bergamo ne ha 7,77, Brescia 6,49, Cremona 10,55, Lodi 9, Milano 2,6, Alessandria 3, Torino 1,8, Trieste 2,1, Trento 3,1, Padova 2,3, Piacenza 8,7, Reggio Emilia e Parma 4,1, Rimini 4, Modena 3, Pesaro 4,5. 

Si conferma il calo degli accessi al triage del pronto soccorso del Maggiore per i pazienti con sintomi da covid 19, emerso nel fine settimana.  “Le misure intraprese a livello generale  – spiega Francesco Scioscioli, direttore del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza dell’Ospedale di Parma – iniziano a farsi sentire, ma è importante non abbassare la guardia” (Guarda il video)

Anche a Parma il tampone veloce: il "drive through"

A Parma è partita la modalità drive through per l'esecuzione dei tamponi per i sintomatici lievi e gli asintomatici  l’esecuzione del tampone, in maniera veloce e sicura, sulla persona a bordo della propria automobile - affianca l’attività dei tamponi a domicilio). Le persone vengono chiamate dall’Azienda e, con la propria auto, si recano nella sede del Dipartimento di sanità pubblica a Parma, dove è stata installata la tenda, e alle due postazioni presenti all'Ospedale di Vaio a Fidenza (tenda) e all’Ospedale di Borgotaro, dove viene utilizzata l'ex-camera calda del Punto di primo intervento ora chiuso temporaneamente.

 

 

 

(Grafici EFREE)

I dati 

Sono 13.531 i casi di positività al Coronavirus in Regione, 412 in più di ieri. 50.990 i test refertati, 1.551 in più rispetto a ieri. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna.

Complessivamente, sono 5.896 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (170 in più rispetto a ieri); relativamente contenuto – come si sta verificando negli ultimi giorni – l’aumento di quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 351, 18 in più rispetto a ieri. I decessi sono purtroppo passati da 1.443 a 1.538: 95, quindi, quelli nuovi, di cui 69 uomini e 26 donne.
Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.227 (86 in più rispetto a ieri), 926 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 301 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 21 residenti nella provincia di Piacenza, 25 in quella di Parma, 12 in quella di Reggio Emilia, 14 in quella di Modena, 16 in quella di Bologna, 2 in quella di Ravenna, 4 in quella di Rimini, 1 decesso si riferisce a un residente fuori regione. Pertanto, nessun nuovo decesso si registra nel territorio imolese, nella provincia di Ferrara né in quella di Forlì-Cesena.
Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.516 (41 in più rispetto a ieri), Parma 1.859 (50 in più), Reggio Emilia 2.208 (62 in più), Modena 2.137 (43 in più), Bologna 1.619 (115 in più), Imola 253 (14 in più), Ferrara 306 (6 in più), Ravenna 568 (15 in più), Forlì-Cesena 683 (di cui 343 a Forlì, 25 in più rispetto a ieri, e 340 a Cesena, 16 in più), Rimini 1.382 (25 in più).

Se i dati continuano a segnalare un aumento dei contagi da nuovo coronavirus in Italia, e in modo particolare in Lombardia, è soprattutto per effetto delle infezioni intra-familiari, ovvero dei contagi che avvengono in uno stesso nucleo dove è presente un soggetto positivo. Un fenomeno "esplosivo", perchè conterebbe numeri altissimi, secondo il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti, che parla di un vero e proprio "effetto Diamond" sostenendo la necessità di effettuare più tamponi per identificare i soggetti positivi. 
«I dati segnalano che i contagi continuano ad aumentare e la fonte principale di contagio è a casa: stiamo cioè vedendo - spiega Crisanti - un 'effetto Diamond Princess'». Come sulla nave Diamond, ferma in Giappone per giorni con molti positivi a bordo e dove si è assistito ad un propagarsi di contagi anche per l’ambiente circoscritto in cui erano confinate centinaia di persone, allo stesso modo, secondo l’esperto, il contagio intra-familiare nei nuclei con soggetti positivi è «molto alto». La «probabilità che un soggetto si infetti se vive in casa con un positivo - afferma - è oltre 100 volte maggiore». Per questo, avverte, «vanno fatti test e tamponi in modo massiccio». 
In vista della 'riaperturà del Paese e delle varie attività, si pone dunque il problema di come 'certificarè che un soggetto non sia positivo o sia 'guaritò. Dai positivi agli asintomatici, varie sono le fasce 'a rischiò in vista della riapertura che in ogni caso, non potrà avvenire a breve o prima di Pasqua.

- POSITIVI CON SINTOMI: restano contagiosi per un tempo medio di 2-3 settimane dal momento del contagio. Solo dopo 2 test tampone negativi e consecutivi a distanza di 24 ore, il soggetto è considerato guarito e non più contagioso.

- ASINTOMATICI: rappresentano dei vettori perchè la loro carica virale, afferma Crisanti, «è paragonabile, uguale o maggiore a quella dei sintomatici». Il tempo di contagiosità è invece incerto: secondo alcuni ricercatori potrebbe sempre essere di 2-3 settimane, ma da studi cinesi sembrerebbe che la dispersione del virus da parte degli asintomatici si verifichi per 4-5 giorni.

- POSITIVI CON SINTOMI LIEVI: la metà di tali pazienti ha ancora il virus nell’organismo, e quindi è potenzialmente contagiosa, fino a 8 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Emerge da uno studio sino-americano che avverte: «Se hai avuto lievi sintomi respiratori, estendi la quarantena per altre due settimane dalla scomparsa dei sintomi, per essere sicuro di non contagiare».

- I RECIDIVI: si sono registrati casi, anche in Cina, di soggetti che una volta guariti si sono reinfettati. Al momento sono in corso studi sullo sviluppo dell’immunità al virus.

- UNA 'PATENTE' DI GUARIGIONE: la Lombardia, ha detto il governatore , sta lavorando alla soluzione del test sierologico. «Stiamo cercando di ragionare in modo da dare una 'patente' che attesta che tu hai avuto la risposta anticorpale». Più tamponi vanno fatti anche secondo il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, mentre il presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli considera una possibile soluzione utilizzare i test rapidi, quando saranno validati dall’Iss, prima del rientro a lavoro. 

 

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