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lutto

Scomparso Gino Bocelli, la politica come grande passione

30 marzo 2020, 10:06

Scomparso Gino Bocelli, la politica come grande passione

GIAN LUCA ZURLINI
Se ne è andato a 68 anni proprio quando da qualche tempo aveva ripreso a dibattere e appassionarsi di politica grazie ai social nonostante fosse una persona d'altri tempi, nei modi e nelle forti convinzioni.
Gino Bocelli, storico esponente del Partito liberale prima e tra i fondatori di Forza Italia a Parma a inizio anni Novanta si è spento al Maggiore dopo un breve ricovero.  Bocelli, avvocato di professione e agricoltore «per passione», come sottolineava lui  stesso, è stato un protagonista attivo e appassionato della vita politica cittadina dagli anni Settanta fino ai primi anni Duemila.
A ricordarlo con commozione è l'amico di una vita Domenico De Michele: «Dopo il liceo classico al Maria Luigia ci eravamo iscritti assieme alla Gioventù liberale con l'altro nostro amico Alberto Faccini e da lì in poi abbiamo condiviso quasi sempre ideali politici e interessi comuni».
Bocelli aveva ricoperto diversi ruoli nel Pli: da segretario dei giovani, a segretario cittadino e provinciale e quindi a consigliere regionale e nazionale del partito. Dal 1980 al 1985 era stato consigliere comunale di minoranza a Parma, poi, con l'avvento del pentapartito, era stato presidente degli Iraia nel 1986 e quindi consigliere della Tep.  «Dal Pli - prosegue De Michele - si era allontanato nel 1986 dopo la delusione per non essere stato eletto alla Camera per sole 400 preferenze venutegli a mancare per dissidi interni al partito». Per qualche anno milita nel Psi, ma, con la fine della Prima repubblica e dei partiti tradizionali, ritrova lo slancio per la politica ed è tra i fondatori di Forza Italia, dove porta con sè anche alcuni vecchi compagni di militanza nel Pli.  In Forza Italia arriva ad esser segretario provinciale proprio negli anni in cui Elvio Ubaldi diventa sindaco e vive in prima persona gli anni dell'amministrazione civico-forzista, scontrandosi spesso con il carattere forte del sindaco.
«Era un fine analista politico - lo ricorda Arturo Balestrieri, suo compagno di avventura in Forza Italia - ma aveva il difetto di non indulgere a mediazioni. E quindi con Ubaldi, persona dal carattere non certo accomodante, gli scontri erano all'ordine del giorno. E anche all'interno del partito ha scontato questa sua intransigenza, dettata da un modo purista di vedere la politica».  De Michele, che lo ha seguito qualche anno dopo in Forza Italia e diventato assessore al Bilancio della seconda giunta Ubaldi, ricorda «una persona leale, che si rilassava lavorando nella sua azienda agricola di Roccabianca e esercitava con disciplina la professione di avvocato, visto che non aveva seguito le orme del padre e dello zio, entrambi notai». Gino Bocelli lascia la moglie Maria Grazia e il figlio Giovanni e soprattutto il ricordo di un gentiluomo che vedeva ancora la politica come l'esercizio di una funzione a servizio delle istituzioni.