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IL DIARIO DELL'ISOLATO

'Un inno per il Parma con tanto di «groupies»'

di Mauro Coruzzi -

01 aprile 2020, 12:13

'Un inno per il Parma con tanto  di «groupies»'

Scoperto e confermato che starsene a casa non è detenzione ma possibilità (fare ciò che … approfondire qualcosa… mettere a posto quei documenti che…) avvaliamoci del tempo odierno per preparare i successivi, quelli nel cinema di Chaplin erano «tempi moderni», progettiamo, costruiamo, ricostruiamo, inventiamo… In attesa della libertà, comunque «vigilata», mi sta venendo quel prurito subdolo, come un avvertimento, per poter dar sfogo, manco avessi ancora i brufoli dell’adolescente, alla fantasia, bastarda e creativa (lo sapremo solo facendola…) che mi frulla in testa e mi frolla le ormai residue scorte di svuotatissimi neuroni… 
Punto Primo: scrivere e definitivamente, una canzone.
Punto secondo: testo e musica all’insegna dell’orgoglio e da cantare in tanti, più di un coro.
Punto terzo: finalizzata (e qui entra il fattore «presunzione») a diventare o meglio, a candidarsi come un inno nuovo.
Punto quarto: colorarla di bianco con «incrocio»  nero o con un abbinata giallo/blu.
Punto quinto: non servirebbe ora, ma domani quando ben non si sa , qualcosa che è fermo riprenderà.
Punto sesto: darci un taglio e dirla chiara, chiarissima, come tale è la voglia di fare qualcosa che poi ci appartenga come comunità, come identità condivisibile anche nel «distanziamento sociale», e che quindi sia simbolicamente il pallone, la nostra squadra, il Parma, obbiettivo da raggiungere con un nuovo inno, allegro e colorato, e che una volta realizzato , possa godere di un adeguato mezzo per renderlo condivisibile come, ad esempio, potrebbe essere un videoclip.
Punto ultimo: insieme all’inno, al video, perché non pensare anche a ragazze/donne/terza o se c’è anche quarta età con cui formare una specie di gruppo supporter, un po’ cheerleader senza vincolo di essere giovanissime, un po’ simbolo e rappresentazione delle «belle di Parma». 
Immagino già questa «squadra di groupies» in rosa e, magari con il vostro supporto o con un «city referendum», andare a formarla. 
E allora tanto vale cominciare da subito e, complice l’isolamento, nessuno mi può fermare (per ora), ecco i primi nomi: Benedetta Mazza, Lydia Alfonsi, Gloria Bellicchi, Paola Pitagora, Michela Coppa, Emanuela Barilla, Sabrina Baldi, miss Parma in carica.
 Adesso il «gioco-lista» passa a voi anche perché se no continuo a sfarfallare e a dare, invece che i numeri, i nomi e alcuni non sarebbero proprio «presentabili», ma ancor di più quando si è in autoisolamento, il rischio è il «too much», esagerare, e il troppo come ben si dice, stroppia… !!!