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Parma, 24 morti in un giorno e 72 positivi. In regione 89 guarigioni e 6 pazienti in terapia intensiva. Venturi: "Numeri che rasserenano, malattia in contenimento"

01 aprile 2020, 17:16

Parma, 24 morti in un giorno e 72 positivi. In regione 89 guarigioni e 6 pazienti in terapia intensiva. Venturi:

"Siamo e saremo aggressivi nei confronti del virus fino a che questi numeri non saranno più bassi. Lo dico con la forza di cui dispongo, un messaggio  per i direttori di aziende, direttori di ospedali, medici (grande lavoro), per tutte le persone impegnate: insieme dobbiamo arrivare al punto in cui il numero dei morti sia un pensiero  lasciato alle spalle. Che siano, cioè, zero". Consueto report del   commissario ad acta Venturi: "Mi aspetto nei giorni prossimi un miglioramento significativo. Dobbiamo, ora, aggredire la malattia in situazioni più leggere di quelle che arrivano in ospedale". "Numeri più confortanti", ha sottolineto Venturi. 24 morti a Parma in più rispetto a ieri (88 in regione). 713 nuovi contagi di cui 72 a Parma (2.005 complessivi, sempre a Parma), 6 nuovi casi in terapia intensiva. "Ora i pronti soccorso sono più liberi, i letti sono più liberi in tutte le province, cioè più persone escono di quelle che entrano (o sono in equilibrio): 89 sono i guariti". "Sono numeri che mi rasserenano rispetto al passato: evidenziano che la malattia è in contenimento". A Piacenza "L'aria è più respirabile". 133 casi in più a Bologna e 246 a Reggio "I casi maggiori di oggi rispecchiano la nostra attività sul territorio più aggressiva". Ad esempio, a Reggio" ci sono stati solo 5 o 6 ricoveri". Ci sono più positivi "perchè li andiamo a cercare nel territorio". "Stiamo guardando al 'dopo malattia'. Una fatica formidabile che il servizio sanitario sta facendo". Attenti: "Diffidate da chi vi offre esami gratuiti o a basso costo". "Seguite Ministero, Istituto di sanità, Regione...". E sulla nuova circolare del governo: "Crediamo e contribuiamo alle loro decisioni: in questo caso non abbiamo contributo. Mi piacerebbe, da genitore, vedere una strategia nei provvedimenti che si prendono. In quella circolare che non modifica nulla, non ha fatto chiarezza alle cose che sono in campo. Dobbiamo trovare le modalità per far sfogare i bambini: serve una strategia generale". Servono certezze: "Stiamo svoltando e servono strategie condivise. Ben vengano aperture ai minori, ma facciamo in un quadro in cui tutti capiscano cosa dobbiamo fare. Non cose estemporanee". 

I dati

14.787 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 713 in più rispetto a ieri; 58.457 i test effettuati, 3.925 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, mercoledì 1^ aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 6.443 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (374 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 359, 6 in più rispetto a ieri. I decessi sono purtroppo passati da 1.644 a 1.732: 88 in più, quindi, di cui 58 uomini e 30 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.566 (89 in più rispetto a ieri), 1.150 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 416 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 25 residenti nella provincia di Piacenza, 24 in quella di Parma, 9 in quella di Reggio Emilia, 10 in quella di Modena, 3 in quella di Bologna (di cui 1 nel territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 4 in quella di Ravenna, 4 nella provincia di Forlì-Cesena, di cui 2 a Forlì e 2 a Cesena, 5 in quella di Rimini.3decessi si riferiscono a residenti fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.716 (81 in più rispetto a ieri), Parma 2.005 (72 in più), Reggio Emilia 2.553 (246 in più, crescita che si deve anche un aumento dell’attività del laboratorio di analisi), Modena 2.297 (75 in più), Bologna 1.813 (133in più), Imola 271 (11 in più), Ferrara 326  (6 in più), Ravenna 605 (25 in più), Forlì-Cesena 756 (di cui 375 a Forlì, 9 in più rispetto a ieri, e 381 a Cesena, 17 in più), Rimini 1.445 (38 in più).

Da domani screening sul personale della sanità pubblica e privata convenzionata e dei servizi socioassistenziali dell'Emilia-Romagna

Da domani, giovedì 2 aprile, in Emilia-Romagna si parte con lo Screening su tutto il personale della sanità pubblica e privata convenzionata e dei servizi socioassistenziali della regione, da Piacenza a Rimini. Si inizierà con una prima batteria di 50mila test sierologici, per poi proseguire con ulteriori 100mila test (già ordinati), con l’obiettivo di arrivare a 200mila complessivi; saranno effettuati attraverso un piano e un calendario programmato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute. 

Recupero di materiale

Negli ultimi giorni sono stati recuperati dispositivi di protezione individuale e materiali anche attraverso requisizioni fatte in aeroporto e interporto dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli, in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza. Proprio questa mattina, all'aeroporto Guglielmo Marconi sono state requisite 50mila mascherinechirurgiche importate dalla Cina e destinate a rivenditori privati; e, all’interporto di Bologna, oltre 13mila dispositivi medici monouso di produzione italiana, destinati alla Repubblica Sudafricana, già consegnati all’Agenzia di protezione civile dell’Emilia-Romagna.

Dal 26 marzo ad oggi i dispositivi di protezione individuale e materiali medicali consegnati alla Protezione civile regionale come esito di operazioni di requisizione sono state: 92.900 ffp2, 234.745 mascherine chirurgiche, 1.199 aspiratori chirurgici, 13.910 dispositivi monouso per la ventilazione respiratoria.

A Bologna bimbo nato da mamma positiva: lo può allattare

«Il bambino, negativo al test per rilevare il Covid-19, sta bene. La mamma, positiva ma con sintomi molto modesti, ha già iniziato ad allattarlo al seno prendendo le adeguate precauzioni, indossando la mascherina e lavando accuratamente le mani. Non è stato dimostrato che il latte materno veicola l’infezione. Il piccolo viene tenuto a due metri di distanza da lei, il parto naturale è avvenuto in una sala protetta, creata apposta per evitare contagi, a cui si accede dopo un percorso istituito per garantire la sicurezza delle altre pazienti». Così Fabrizio Sandri, direttore della Neonatologia e del Dipartimento materno infantile dell’Azienda Usl di Bologna, racconta all’ANSA la nascita del primo bambino da mamma positiva al coronavirus nell’area metropolitana, avvenuta sabato. Una storia, in piena emergenza sanitaria, «per rassicurare le future mamme» sul fatto che anche ora si partorisce in sicurezza». «Sapevamo che la madre era positiva al tampone - aggiunge Sandri - il parto naturale, a termine, è andato bene. Gli operatori sanitari hanno seguito la nascita indossando i dispositivi di protezione. I reparti sono stati attrezzati garantire la sicurezza di mamme e bambini».

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