Sei in Parma

Oggi 11 morti a Parma e 44 nuovi positivi (546 in regione)

02 aprile 2020, 17:41

Oggi 11 morti a Parma e 44 nuovi positivi (546 in regione)

Consueto appuntamento di metà pomeriggio con il commissario (regionale) ad acta per l'emergenza coronavirus, Sergio Venturi, che fa il punto della situazione in Emilia Romagna. Report che abbiamo trasmesso in diretta anche sul nostro sito. "Notizie migliori rispetto a ieri" esordisce Venturi. 79 morti, meno di ieri e l'altroieri, "ma sempre 79 morti". 11 a Parma. In calo i nuovi positivi, 546 in più rispetto a ieri per un totale di 15.333. A Parma 44 in più (totale 2049). 197 le nuove persone in isolamento  e 7 le persone in terapia intensiva, 97 le guarigioni. "Abbiamo avviato lo screening al personale sociosanitario in regione". "E' arrivato a Bologna il primo cargo dalla Cina di materiale acquistato dalla Regione, per la Protezione civile e le aziende sanitarie. Domani un altro arrivo. Terzo volo nei prossimi giorni". Venturi ricorda che "ci sono forme senza sintomi e forme con sintomi lievi, oltre a quelle più gravi. Fondamentale è il medico di famiglia: raccoglie sintomi in base ai quali decidiamo le modalità di intervento". E poi "Stiamo cambiando strategia". A Piacenza non è stato attivato il drive through "perchè si sono attivati degli ambulatori per questo tipo di attività". Tamponi: "Non sono un'entusiasta di questa lettura, i tamponi variano nei numeri. Preferisco i numeri dei malati in terapia intensiva, gli accessi al pronto soccorso o le chiamate delle ambulanze e i decessi: numeri che sono in calo. Aumentano le persone che si rivolgono al pronto soccorso per altre malattie. Guardate con più disincanto il numero dei tamponi. Chiederò report settimanali, danno un quadro più corretto". Numeri "che nei prossimi giorni, spero, diano fiducia alle persone". Per il bene di tutti "spero si torni al più presto al lavoro". Un altro dato "per me significativo, la diminuzione dei casi gravi". Il consorzio del Parmigiano-Reggiano ha avviato una serie di aiuti. Notizie sui pazienti in terapia intensiva: "Ci vogliono una ventina di giorni prima di poter parlare. Quindi è presto per parlare con numeri esatti". Il dopo: "Stiamo già lavorando. Non aspettiamo: stiamo lavorando su più fronti, anche sui campioni sierologici sulla popolazione. Per campionare la popolazione abbiamo bisogno di statistici e coloro che sono bravi a campionare". "Adesso che gli alberi stanno germogliando, evitiamo di prendere una grandinata. Non è finita, dipende da come ci comportiamo da qui a Pasqua, guardiamo germoliare le piante dalle finestre di casa nostra. Arriveremo ad una nuova normalità: differente ma che ci permetterà di tornare alle nostre occupazioni".

 .

.

.

(Grafici: Efree)

 

La Regione proroga fino al 13 aprile le misure

 Test sierologici per verificare l'immunità al Covid-19. In attesa della fase di allentamento delle misure di contenimento le Regioni si preparano ad affrontarla tentando di scovare chi ha sviluppato anticorpi. Dal Veneto a Puglia, le sperimentazioni stanno partendo o sono al via in gran parte del Paese. Lo scopo è quello di definire se una persona è stata colpita dal virus, anche inconsapevolmente, e quindi per un certo periodo di tempo è immune. Dati cruciali se si vuole ripartire. E per questo il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia è chiaro: «servono linee guida chiare e urgenti» per i test sierologici «perchè è illusorio pensare ad un mondo senza òpositivi tra un mese». Una richiesta che fa anche la Regione Lazio che infatti chiede «una strategia nazionale unica». Le Regioni intanto si muovono. Nel Veneto sono stati avviati test con i dipendenti della sanità e delle case di riposo. L’esame - che ha ricevuto la validazione delle Università di Padova e Verona - consiste in un prelievo del sangue per andare a cercare nei soggetti la presenza delle immunoglobuline, che possono indicare se c'è stata o meno l'immunizzazione. 
Nell’ultima frontiera, per battere il virus in tempi più rapidi, si è lanciata anche l’Emilia Romagna. Da Piacenza a Rimini, lo screening per il Covid-19 verrà effettuato su tutto il personale della sanità e dei servizi socioassistenziali. La Regione sta pensando al 'dopò pandemia: si farà un’indagine su un campione di popolazione per capire che percentuale di cittadini ha avuto l’infezione e non se n'è accorta. Anche la sanità ligure ha iniziato i test sierologici sul personale sanitario e gli ospiti delle Rsa. E nei prossimi giorni saranno coinvolti anche i donatori di sangue. E sempre per gli ospiti delle Rsa il Piemonte ha iniziato uno screening a tappeto col test sierologico. Una serie di monitoraggi sono in corso anche nelle Marche mentre in Puglia si è partiti dagli ospedali. «Siamo nella fase della validazione dei test, stiamo sperimentando diverse tipologie», spiega Pierluigi Lopalco, coordinatore scientifico della task force pugliese per l'emergenza. Ma c'è chi frena come la Lombardia. «Ci atterremo alla scienza», dice il governatore Attilio Fontana. Anche se a Pavia alcuni malati sono già stati curati con il sangue dei guariti, per l’assessore lombardo alla Sanità Gallera non è ancora il momento della mappatura sulla presenza degli anticorpi nelle persone, che avverrà solo a pandemia finita. Anche perchè «i kit che oggi sono a disposizione non danno risposte certe». 
In generale la fase della somministrazione alla popolazione al momento sembra ancora lontana, in particolare al Sud, dove il numero di persone entrate in contatto con il virus al momento per fortuna è molto più basso. Favorevoli ai test, pronti a metterli a disposizione per i propri dipendenti, ci sono anche alcune grandi aziende italiane come la Ducati, che puntano a ripartire al più presto con la produzione in sicurezza all’interno delle proprie fabbriche. Una mano tesa alla sperimentazione arriva anche da alcune grandi aziende del Paese, come quelle emiliane. Nel consiglio di presidenza di Confindustria Emilia, dalla Voilàp del presidente Valter Caiumi alla Bonfiglioli Riduttori, e poi Ima, Datalogic, Euroricambi si sono detti disponibili a supportare questa e ogni iniziativa per superare anche l'emergenza. «E' urgente riavviare la produzione il prima possibile al massimo della sicurezza», spiega in un’intervista alla stampa locale l’ad di Ducati, Claudio Domenicali, spiegando come quella di sottoporre gli operai al test al momento dell’apertura sia «un’idea già condivisa, ma ovviamente aspettiamo il protocollo sanitario».

I dati

15.333 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 546 in più rispetto a ieri; 62.027 i test effettuati, 3.570 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, mercoledì 1^ aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 6.640 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (197 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 366, 7 in più rispetto a ieri. I decessi sono purtroppo passati da 1.732 a 1.811: 79 in più, quindi, di cui 44 uomini e 35 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.663 (97 in più rispetto a ieri), 1.177 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 486 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 19 residenti nella provincia di Piacenza, 11 in quella di Parma, 9 in quella di Reggio Emilia, 18 in quella di Modena, 7 in quella di Bologna (di cui 2 nel territorio imolese), 3 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, 3 nella provincia di Forlì-Cesena, di cui 1 nel forlinese, 4 in quella di Rimini.  4 decessi si riferiscono a residenti fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.765 (49 in più rispetto a ieri), Parma 2.049 (44 in più), Reggio Emilia 2.665 (112 in più), Modena 2.416 (119 in più), Bologna 1.942 (129 in più), Imola 283 (12 in più), Ferrara 341 (15 in più), Ravenna 627 (22 in più), Forlì-Cesena 789 (di cui 384 a Forlì, 9 in più rispetto a ieri e 405 a Cesena, 24 in più), Rimini 1.456 (11 in più).


La Regione avvia lo screening al personale sociosanitario dell’Emilia-Romagna 
Come annunciato nei giorni scorsi, sono iniziati oggi da Piacenza a Rimini i controlli su tutto il personale sociosanitario della sanità pubblica, privata convenzionata e dei servizi socioassistenziali, sia sintomatico che asintomatico, per garantire la sicurezza degli operatori e consentire loro di lavorare in condizione di massima tutela, per sé e per i pazienti.

La Regione si è dotata di test sierologici che permettono di verificare attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di sapere se il paziente è venuto in contatto con il virus, e se è diventato immune. Chi risulta negativo verrà testato dopo 15 giorni, i positivi saranno sottoposti a un tampone tradizionale per averne conferma.

Oggi pomeriggio sono partiti a Bologna i primi test sierologici sui dipendenti sanitari del S. Orsola, dell’ospedale Bellaria e del Maggiore, oltre che in alcune realtà sociosanitarie del territorio, come le case residenza per anziani (Cra). Come da indicazioni regionali, si comincerà dai reparti maggiormente esposti alla possibilità di contagio. Al Rizzoli hanno già effettuato il tampone su 600 operatori, a Montecatone su 237 operatori su 371.

A Reggio Emilia sono iniziati oggi pomeriggio i test sierologici agli operatori dei reparti di malattie infettive, terapia intensiva e pneumologia presso il laboratorio dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Anche l’Ausl Modena è già partita con i primi screening, fatti con i test sierologici: da oggi è attivo un piano strutturato di test che prende il via dagli operatori impegnati nei reparti più a rischio - emergenza-urgenza, rianimazioni e reparti Covid - e soprattutto da quelle Case residenza anziani che stanno vivendo le situazioni più impegnative dal punto di vista delle positività. Pavullo, Vignola, Carpi, Mirandola e il 118 di Modena, hanno iniziato i primi prelievi, e si continuerà nei prossimi giorni estendendo l'attività su tutti i distretti.

In Romagna, oggi pomeriggio si sono effettuati i primi 40 test a Rimini, dove è stata predisposta una ex sala riunioni riconvertita. Già da domani mattina si procederà per gli altri ambiti territoriali a Ravenna, Forlì e Cesena.

Da domani partiranno tutte le altre Asl.