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25 morti e 118 nuovi contagi a Parma. 'La bella notizia: 6 pazienti in meno in terapia intensiva (in regione)'. Venturi: 'Chi esce rischia di rovinare tutto il lavoro fatto...'

04 aprile 2020, 17:24

25 morti e 118 nuovi contagi a Parma. 'La bella notizia: 6 pazienti in meno in terapia intensiva (in regione)'. Venturi: 'Chi esce rischia di rovinare tutto il lavoro fatto...'

Il consueto report pomeridiano del commissario ad acta regionale per l'emergenza coronavirus (trasmesso in diretta dal nostro sito - CLICCA QUI SE VUOI RIVEDERE L'INTERVENTO DI VENTURI), Sergio Venturi riporta i numeri e commenta i dati. 25 nuovi morti e 118 nuoi a Parma.  "Mi segnalano persone in giro, tante, senza mascherine. E' irresponsabile tutto questo fruscio. Decine e migliaia di morti attorno a noi, nel mondo, non devono diventare un'abitudine...: vuol dire che siamo insensibili. Capisco le esigenze, ma serve resistere qualche settimana. Lo dobbiamo agli operatori e a chi non si prende un secondo di riposo".  Un plauso quindi a chi lavora, in ambito sanitario e sociosanitario, «per garantire a noi la difficoltà di stare seduti sul divano: non ho una grande comprensione per i lamenti di noi che stiamo a casa». 
Quello di stare a casa, ha aggiunto, è «un sacrifico ma lo facciamo per tutte le persone» che possono essere ricoverate e «curate e per le 62.000 persone del Servizio Sanitario Nazionale che lavorano e che, quando tutto sarà finito, dovremo ringraziare per il coraggio che hanno avuto e per i valori che li hanno animati» Lo dobbiamo anche "A chi non ha lavoro e ha dovuto cambiare e fermare i suoi progetti. Abbiamo il dovere civile di rispettare le regole: se torna a divampare il virus rischiamo di vederci negato un letto dove curarci. Ci siamo andati vicini venti giorni fa". E poi: "Non abbiamo bisogno di polizia, militari e carabinieri per sgombrare gli assembramenti. Vi ricordo che sono vietati". In questa regione abbiamo visto le sirene spiegate per chi lavora negli ospedali "doveroso verso chi si occupa di noi. Io ringrazio anche le forze dell'ordine per ciò che stanno facendo". "Ci sono troppe persone in giro. Ma devo ricordare che queste regole le dovremo fare nostre anche quando i divieti finiranno". I dati dei nuovi contagi "vanno interpretati, ciò che conta di più per me è che si liberino i letti per i casi gravi". Poi, "Non capisco perchè non si incentivi la consegna della spesa a casa, coinvolgendo le tante persone senza lavoro o i taxisti. Se non si può basta dirlo, basta spiegare perchè ciò non è possibile". "Spero che i dati della settimana prossima siano pù robusti" Poi l'appello ai gestori delle case protette e case di riposo: "In alcune situazione non ci sono casi di coronavirus, se continuiamo a contenere la diffusione lì, abbiamo vinto la battaglia". A chi "mi accusa di esere disumano, non la penso così. Non ho rispetto per i morti? Io ho avuto degli amici che sono morti. Sono il primo a portare rispetto ogni sera quando dò i numeri, Se specifico il fatto che deve essere valutata la causa di decesso rispetto al coronavirus, non sono disumano. Sono ancora qui da pensionato, non ho rifiutato l'incarico in un momento di difficoltà e non hi scelto sedie da altre parti. L'accusa di essere disumano merita le scuse di qualcun altro non la mia".

 

 

 

 

 

 

I dati

16.540 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 608 in più rispetto a ieri; 67.075 i test effettuati, 3.393 in più.
Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, sabato 4 aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 7.166 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (214 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 358, 6 in meno. E si sono registrati 56 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva (3.859 oggi rispetto ai 3.915 che si contavano ieri). I decessi sono purtroppo passati da 1.902 a 1.977: 75 in più, quindi, di cui 51 uomini e 24 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 2.040 (188 in più rispetto a ieri), 1.352 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 688 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 12 residenti nella provincia di Piacenza, 25 in quella di Parma, 15 in quella di Reggio Emilia, 6 in quella di Modena, 10 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 2 nella provincia di Ravenna, 1 nella provincia di Forlì-Cesena (nessuno nel forlivese), 2 in quella di Rimini. Un decesso si riferisce a un residente fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.842 (31 in più rispetto a ieri), Parma 2.201 (118 in più), Reggio Emilia 2.908 (108 in più), Modena 2.551 (53 in più), Bologna 2.127 (86 in più), Imola 302 (4 in più), Ferrara 474 (106 in più), Ravenna 688 (32 in più), Forlì-Cesena 924 (di cui 485 a Forlì, 38 in più rispetto a ieri, e 439 a Cesena, 20 in più), Rimini 1.523 (12 in più).

Vietati gli abbruciamenti
Fino alla fine dell’emergenza sanitaria, resta in vigore - su tutto il territorio regionale - il divieto di bruciare residui di lavori agricoli e forestali (Ordinanza 43/2020 del Presidente della Regione). Le sole imprese agricole possono procedere all’abbruciamento controllato del materiale vegetale di risulta dei lavori agricoli in attuazione di quanto disposto dal successivo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020 (“Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”).