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Regione Emilia Romagna: mille euro (di media) a testa per il personale in prima linea durante l'emergenza - Tutti gli interventi

08 aprile 2020, 16:43

Regione Emilia Romagna: mille euro (di media) a testa per il personale in prima linea durante l'emergenza - Tutti gli interventi

Riconoscimento personale (1.000 euro di media a ciascuno) per il personale sanitario e parasanitario - "chi è in prima linea" -, un intervento complessivo da 65 milioni. E' il primo annuncio nella conferenza stampa del sottosegretario di giunta Baruffi e del presidente della Provincia Bonaccini. Conferenza stampa in streaming per presentare gli oltre 300 milioni di interventi per l'emergenza. 

Altri 20 milioni per creare un hub nazionale di terapia intensiva "per i residenti della regione ma anche per chi verrà da fuori nelle emergenze". Un investimento di 20 milioni. E' un’idea, ha poi spiegato il sottosegretario alla presidenza Davide Baruffi, «concordata col Governo» e che sarà presentata tra pochi giorni «per dare una risposta di sistema».  100-150 posti letto nuovi "per liberare alcuni posti letto in alcune aree".

Dove non arriva il governo "2 milioni iper le strutture alberghiere o campeggi (ad esempio sanificazione delle strutture". 5 milioni per banche e imprese, 3,5 milioni per associazioni sportive e 1 per le associazioni culturali.  31 milioni per l'agricoltura, 21 casa e welfare.

Un pacchetto di misure, tra parte corrente e investimenti, di 320 milioni di euro, «che contiamo possa crescere nei prossimi mesi», ha spiegato Bonaccini. 

Bonaccini: "Diritto e dovere, abbiamo ottenuto dal governo di entrare nella cabina di regia: il nostro contributo nelle scelte nazionali, che dovranno avere una certa omogeneità".  Due leve per gestire il futuro: "Grande spazio alla liquidità alle imprese, un maxi piano investimenti dall'Europa alla nostra regione". "Dovremo far ripartire l'economia: per combattere la recessione, si deve intervenire con investimenti e leva pubblica". La cosa più importante di oggi, però "è il riconoscimento e il grazie a tutti i professionisti, tutti straordinari, ai quali abbiamo chiesto un surplus di lavoro. Un grazie non sono a parole. Un dovuto riconoscimento, concreto". Per questo, poi, «con le parti sociali indicheremo se, in quei circa mille euro a testa, ci sarà qualcuno in prima linea che avrà qualche euro in più e qualcuno in ultima linea che avrà qualche euro in meno». Ma sarà «un contributo dovuto, convinti che sia anche nelle aspettative di alcuni milioni di persone che abitano in Emilia-Romagna e che ogni giorno applaudono», ha puntualizzato il presidente.

E poi ripete: "La politica metta da parte le differenze, siamo sulla stessa barca. Più siamo uniti, prima sconfiggeremo il virus". «Abbiamo ottenuto che, da domani nella cabina di regia che il governo istituirà con gli enti locali, potremo contribuire».

Quando si riaprirà? "Stiamo lavorando per immaginare in prospettiva. Il quando si riaprirà lo si deciderà di concerto con gli scienziati e la cabina di regia» col governo «lavorerà per trovare soluzioni alla ripartenza». Ma «se il quando non è ancora garantito, il come dobbiamo deciderlo adesso. Per questo nei prossimi giorni inizierà a lavorare un gruppo di esperti: economisti, umanisti, scienziati perchè ci affianchino». Ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, parlando di un «patto per la ricostruzione».  «Dobbiamo affidarci a chi ha più competenze per immaginare l'Emilia-Romagna e la società del futuro. Questa pandemia ci fa riscoprire il valore della competenza. Mai come oggi è decisivo l'apporto di chi ce l’ha o ha dedicato una vita o parte della sua vita a singole professionalità. A fianco di queste chiameremo anche qualche 30enne: abbiamo bisogno di un pensiero nuovo nel linguaggio e nella società che consegneremo ai nostri figli e ai nostri nipoti», ha aggiunto.

"Lo decideremo in concerto con il sistema sanitario nazionale. Tutti assieme. Ma come lo dobbiamo decidere adesso", ha spiegato Bonaccini. "Dobbiamo affidarci ha chi le competenze. Questa pandemia sta facendo riscoprire il valore delle competenze: a chi ha dedicato la propria vita a certe competenze. Ma abbiamo bisogno di qualche pensiero nuovo, chiameremo qualche trentenne". Mascherine: "Le forniture stanno andando meglio. Noi ci siamo preoccupati che ne avesse il personale sanitario. Era stata abbandonata la produzione in Italia. E' partito un cinema con arrivo di scatoloni vuoti o di prezzi aumentati. Adesso con nuovi acquisti nostri le stiamo distribuendo con una certa logica nelle province. Non possiamo distribuire milioni ogni giorno. Altre le distribuiremo ai lavoratori". Si riprender? "Partiremo dove i lavoratori saranno in sicurezza: protocolli rigidi, che garantiranno distanziamanto e dispositivi di sicurezza". Mascherine obbligatorie? "Si può fare se le mascherine si trovano e se la gente le mette. Alcuni comuni lo hanno deciso in autonomia ed è nelle loro facoltà.  Stiamo valutando se renderle obbligatorie nei luoghi chiusi. La priorità è, ripeto, che le abbia, chi è in prima linea (medici, personale sanitario, forze dell'ordine...)". Intanto «abbiamo fornito linee guida da consegnare ai sindaci per gestire le situazioni. Si tratta di «due milioni ai comuni», ha ricordato. 

Un fondo da 500mila euro per le edicole e un milione per l’economia locale. Sono dentro le misure lanciate dalla Regione Emilia-Romagna nell’emergenza Coronavirus. Quello delle edicole, ha detto il presidente Stefano Bonaccini, è un altro dei settori primari: garantisce l'informazione ai cittadini e ha tenuto aperto, rischiando». In una crisi come questa, ha detto ancora, radio, tv e media locali «rischiano parecchio e su questo abbiamo già presentato un emendamento per un fondo straordinario». 

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