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Accoltellamento in via Trento (per gelosia): arrestati due giovani albanesi

18 aprile 2020, 12:34

Accoltellamento in via Trento (per gelosia): arrestati due giovani albanesi

Accoltellamento in via Trento il 13 marzo scorso di un giovane 24enne di origini siciliane: dopo le indagini, due arresti questa mattina da parte della Polizia. Sono stati arrestati un 26enne e un 25enne di origini albanesi, entrambi indagati in concorso nel reato di tentato omicidio pluriaggravato. Movente, la gelosia. La vicenda risale al mese scorso, quando in un appartamento di via Trento, la vittima viene invitata con il fratello da una giovane originaria di Napoli (che occupava una stanza nello stesso appartamento) a consumare una pizza preparata da lei all’interno della cucina comune. Dopo circa mezz'ora si presentava un ragazzo sconosciuto ai due fratelli. Il ragazzo della giovane. Dopo le presentazioni, i tre iniziano a chiacchierare su argomenti futili, ma ben presto nasce una evidente tensione.  La situazione precipita nel momento in cui il ragazzo della giovane accusa  la vittima di guardare la propria ragazza in maniera troppo insistente. Ne nasce un alterco che viene presto sedato dall’intervento del fratello della vittima. Il giovane albanese  si allontana dall'appartamento dopo aver preso per un braccio la ragazza,. Dopo circa un quarto d’ora, però, i due fratelli sentono dei forti rumori lungo le scale del palazzo e, in pochi secondi, vedono giungere all’interno della cucina, il giovane armato di un coltello a serramanico accompagnato da un secondo giovane sconosciuto (poi identificato nell'altro indagato). 
I due, individuata la vittima, si avventano con rabbia su di lui, colpendolo con ripetute coltellate che lo raggiungono al torace ed al braccio e, una volta buttato a terra, continuano a colpirlo con ripetuti calci su tutto il tronco. Anche in questo caso, è provvidenziale l’intervento del fratello che, dopo alcuni secondi di sorpresa e timore, riesce ad intervenire e ad allontanare i due.
I due aggressori, a questo punto, provano a colpire anche lui, ma questi riesce a trovare rifugio in una stanza attigua, sottraendosi alla loro violenza.
I due, dunque, si danno a precipitosa fuga, facendo perdere le loro tracce.
La vittima, condotta in pronto soccorso in codice rosso, veniva sottoposto ad intervento chirurgico in urgenza e, sciolta la prognosi, veniva dimesso dopo 10 gg con diagnosi di “politrauma da arma bianca con perforazione gastrica e pneumotorace sinistro e versamento pleurico sinistro”.
L’unica traccia utile per risalire all’identità degli aggressori era la giovane ragazza napoletana che però risultava irrintracciabile e con il telefono spento.
I primi accertamenti condotti dagli investigatori della Squadra Mobile hanno, tuttavia, consentito di ricostruire la rete di contatti della giovane ed il suo luogo di lavoro e, già nel corso della notte, si arrivava ad individuare il suo attuale fidanzato.
Dopo essere stato riconosciuto, in foto, l'uomo  si è reso irreperibile e restava ancora da identificare il secondo aggressore. Nel corso dell’attività investigativa successiva, condotta anche con intercettazione telefonica, venivano raccolte, attraverso le stesse parole dell’indagato e della sua fidanzata, indizi univoci e concordanti in ordine alla sua partecipazione alla violenta aggressione: la ragazza, al telefono con un’amica, terrorizzata, racconta che, dopo il primo screzio con la vittima, l'uomo l’ha portata via e l’ha chiusa dentro la macchina (“mi ha portata in macchina ed è salito su”), per poi tornare su e chiudere i conti con quell’uomo responsabile “forse” di averla guardata un attimo di più (“dopo dieci minuti è ritornato correndo con un amico con l’affanno con un coltello in mano”.
Ricostruita la rete di relazioni e le sue frequentazioni, si è arrivati a identificare l'altro aggressore, un connazionale residente poco lontano dal luogo dell’aggressione, peraltro gravato da numerosi precedenti di Polizia.
I due, nella mattinata di oggi sono stati rintracciati presso le rispettive abitazioni e, dopo la redazione degli atti di rito, sono stati associati presso la locale sa Circondariale, in attesa di essere interrogati dal G.I.P. per esporre gli elementi in loro difesa.
Il coltello usato non è stato ritrovato in quanto, come riferito dalla stessa fidanzata del Sinanaj nella conversazione telefonica con l’amica, subito dopo l’aggressione, i due se ne sono liberati gettandolo nel torrente Parma (“appena è entrato in macchina l’ha messo nel giubbino e poi dopo siamo arrivati sul ponte e l’ha buttato”).