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La Cittadella e i parchi recintati restano chiusi fino al 17 maggio

di MICHELE CEPARANO   -

29 aprile 2020, 16:19

La Cittadella e i parchi recintati restano chiusi fino al 17 maggio

I parchi storici restano chiusi. Anche dopo l'ultimo annuncio in tv  del premier Giuseppe Conte, che ha parlato di lunedì per la riapertura  dei  parchi,  non riapriranno  le  più  conosciute aree verdi della città  come il Parco Ducale, per chi abita a Parma il «Giardino», la Cittadella e  il Bizzozero e neppure le aree verdi lungo il torrente  Parma, tanto amate dai runner.  In queste  zone verdi recintate l'accesso  è  off limits dal 12 marzo, data dell'ordinanza ancora in vigore. E, con ogni probabilità,  lo resterà per un po'.   Insieme a questi parchi, tra gli altri, resteranno chiusi  i Giardini di San Paolo, il parco del Dono, delle Lavandaie, il Daolio, lo Dsevod, il parco Nord, delle Raganelle, dei Vetrai e l'ex Eridania.   Quasi sicuramente   fino al 17 maggio, ma tutto dipenderà dalle valutazioni che «in itinere» verranno fatte dal Comune.  
Lo  spiega Michele Alinovi,  assessore all'Urbanistica, ai Lavori pubblici e alla Gestione del verde. Che non lascia, infatti,  chiusi tutti gli spiragli ma ribadisce che bisognerà valutare l'evoluzione dell'epidemia da Covid-19  e il comportamento  dei cittadini.    
«Lo spirito del Decreto della presidenza del consiglio dei  ministri - dichiara Alinovi -, seppur  in maniera forse troppo limitata, e penso a bar, ristoranti e commercio di vicinato, è     quello di riattivare le attività produttive. Si evince, inoltre,  che le misure prese  contro il virus stanno  funzionando ma la battaglia non è ancora stata  vinta.  Da parte nostra, come Comune,  anche   sulla base delle valutazioni fatte dalle forze dell'ordine,   ci sembra  opportuno mantenere chiusi i parchi recintati. Così come riteniamo che debba rimanere chiuso l'accesso al torrente Parma». 
Dunque, per passeggiare   e fare sport nei polmoni verdi più importanti e suggestivi della città, bisognerà aspettare e accontentarsi, come puntualizza l'assessore,  «delle tante  aree a cui si può invece accedere. Anche in queste, però, va ricordato il comportamento che si deve tenere e su cui vigileremo: bisogna, infatti,  mantenere le distanze di sicurezza ed evitare gli assembramenti. Inoltre, va aggiunto che le aree per i bambini resteranno chiuse».  
Come spiegato da Alinovi,  il  mese prossimo   sarà, però,  anche  importante per  fare delle valutazioni.  «Saremo attenti -  aggiunge -. La  situazione legata alla salute  è migliorata perché abbiamo tenuto tutti la barra a dritta. Non bisogna, però, danneggiare quello che di buono si è fatto fino a questo momento».  
Quindi,  «l’intenzione che si sta sempre  più concretizzando da parte nostra è quella di mantenere i parchi recintati chiusi fino al 17 maggio. Dunque,  fino a quando  sarà in vigore  l'ultimo  Dcpm». 
C'è, però, uno spiraglio.  «Dal 4 al 17 maggio sono però due settimane - riprende l'assessore  -.  Quindi, in questo  spazio di tempo ci sarà anche  la possibilità   di  valutare.  Nel caso, infatti,  la situazione continuasse  a evolvere in maniera positiva, potremmo anche anticipare l’apertura di qualche giorno. Ma vogliamo continuare a essere estremamente prudenti». 
 Quindi, per poter sperare di tornare presto nei parchi  storici  di Parma, fondamentali saranno  gli esiti dei monitoraggi che il Comune continuerà a fare.  «Se la situazione migliorerà ancora - conclude - potremmo riaprire magari una settimana prima del  17 maggio.  Per il momento, però,    preferisco indicare come data proprio il 17». 

 In caso di mancata ottemperanza agli obblighi dell'ordinanza verrà applicata ai trasgressori la sanzione amministrativa da 25 a 500 euro.