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Venturi: 'Il mio momento più difficile? A metà marzo: mille contagiati al giorno e non sembrava arrestarsi'

Entro maggio 10mila tamponi al giorno in regione

08 maggio 2020, 10:54

Venturi: 'Il mio momento più difficile? A metà marzo: mille contagiati al giorno e non sembrava arrestarsi'

Il congedo di Sergio Venturi, commissario ad acta all'emergenza coronavirus, che domani - finita appuno la fase emergenziale - lascerà l'incarico.

"Non c'è stato un momento in cui mi sono sentito davvero perso ma vicino alla perdizione sì: quando il numero dei contagi cresceva e non si fermava. Eravamo appena oltre metà marzo, c'erano quasi mille contagiati al giorno e venivamo da una progressione rapidissima. E' stato un momento difficile: ero preoccupato per la tenuta del sistema degli ospedali e poi perchè tenesse il mio equilibrio personale.  Era difficile raccontare alle persone che ci sarebbe stato un domani in cui le cose sarebbero andate meglio. Ora i numeri sono in riduzione fortissima, restano ancora dei piccoli focolai nella Rsa, negli ospedali e nelle famiglie, su cui si andrà a concentrarsi". Il più bello, invece, "è tutti i giorni in questa fase, quando posso raccontare che ci avviciniamo allo zero. Ho desiderato poter annunciare una giornata senza morti: non è successo, ma arriverà presto".

Entro maggio 10mila tamponi al giorno in regione, ha annunciato Venturi. Che a proposito delle difficoltà iniziali a reperire tamponi ha detto: 'Nessuno si aspettava che saremmo finiti in questa situazione. Inutile dare colpe. Le Regione si sono tirate su le maniche, anche da sole, per essere in grado di affrontare un'epidemia che ha sorpreso anche a livello centrale. Se ci sarà qualcosa a cui pensare, è creare  una rete nazionale di laboratori di riferimento".

A proposito di tracciamento, Venturi ha detto: "Serve mettere insieme i servizi informativi della sanità, della Regione e altri per essere in grado nel futuro di mettere in atto una strategia che ci permetta di capire dove sono i luoghi in cui il virus potrebbe creare un piccolo focolaio".

"Il 118 è stato un fiore all'occhiello: Piacenza ha affrontato fino a 150 interventi al giorno del 118: signigica che le centrali funzionano benissimo -, ha continuato - Proprio loro sono già in grado di geomappare gli interventi e aiutarci a fare un tracciamento in tempo reale, se incrociato ai dati dei Comuni". 

"Si apre una fase in cui le persone devono aver imparato ad attraversare il fiume", ha detto Venturi. Sull'ipotesi che il virus si ripresenti in autunno, ha detto: 'Nessuno è in grado di dirlo oggi. E' possibile, come no, ma non è buono affermare cose che possono creare grande allarme nelle persone se non sono consolifdate: e questo non è consolidato. l'unica cosa di cui sopno certo oggi è che le persone hanno capito quali sono le abitudini necessarie'.

A proposito di test sierologici, Venturi ha ribadito "che non sarebbe stato possibile impedire ai cittadini di toglieresi lo sfizio di sapere se avevano avuto contatti col virus". "Abbiamo appena consegnato il via libera a laboratori privati per i test alle aziende che lo richiederanno, presto presenteremo il piano", ha confermato Bonaccini, in videoconferenza stampa al suo fianco.

Di fronte alle immaghni dei Navigli affollati a Milano e ai rischi che capiti anche altrove al momento delle riaperture, Bonaccini ha detto: "Noi siamo nelle condizioni di poter riaprire delle attività oggi chiuse. Noi chiediamo al Governo di darci la possibilità di decidere in base all'andamento epidemiologico. Oggi per numero di guariti rispetto a contagi in Emilia, in Italia non esistono risultati simili. Per questo vorremmo riaprire bar e ristoranti in anticipo. detto questo, biosgna sapere che non abbiamo ancora sconfitto il viru e che le misure restrittiive vanno rispettate".