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Al via i test sierologici, il piano regionale: no al fai da te, il ruolo fondamentale del medico di base. Indicato il costo di riferimento standard

11 maggio 2020, 17:58

Al via i test sierologici,  il piano regionale:  no al fai da te, il ruolo fondamentale del medico di base. Indicato il costo di riferimento standard

Pronto il piano regionale sui test sierologici. Oggi il via libera dalla Giunta, dopo il positivo confronto con le associazioni di rappresentanza dei medici di medicina generale.  Questi i punti cardine del documento presentato nel pomeriggio in videoconferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini in cui è stato evidenziato il fondamentale ruolo dei medici di base, non burocratico ma di intermediazione. Ma anche strategica nella gestione dei passaggi post- test: ad esempio nei positivi (lavoro, eventuale solitudine...). Il medico di base prescrive la "ricetta bianca", il cittadino si prenota, il laboratorio comunica la eventuale positività all'igiene pubblica, in questo caso il paziente  poi enta in carcio - come gestione -  all'igiene pubblica.assieme con il medico di base. Una fase, questa, in cui l'indice della regione, in termini di pericolosità attuale, è basso. 

“Partiamo da un punto fermo- ha sottolineato Donini -. Il tampone naso-faringeo è il solo e unico strumento che assicura la diagnosi di covid 19. Un'indagine "che la Regione vuole implementare". 

"Ad oggi in Emilia-Romagna ne garantiamo una media di 5.000 al giorno, puntiamo a 10.000 entro fine maggio e, in autunno, a 15-20.000, triplicare". In cifre, se ad oggi ne sono stati fatti 231.637, a fine giugno l'obiettivo è di arrivare a 500mila. 

Molto diversa l’utilità dei test sierologici, che assicurano un’indagine epidemiologica di massa utile a capire la diffusione del virus e che, primi in Italia, abbiamo deciso di utilizzare per screening sulla popolazione, di diffusione e qualitativa”: come ha girato il virus e quali zone e fasce ha insidiato. 

“Dopo un positivo confronto con le associazioni di rappresentanza dei medici di medicina generale - ha aggiunto l’assessore- mettiamo nero su bianco alcuni punti fermi, che devono essere ben chiari ai cittadini: chi decide di sottoporsi al test, lo fa consapevole di rientrare in un programma autorizzato e controllato dal servizio sanitario regionale, e di sottoporsi pertanto a tutto ciò che questo programma richiede, a partire dalla necessità di sottoporsi, se necessario, al tampone di conferma della positività, e all’isolamento precauzionale. Era importante fissare alcune regole, sia per le aziende che per i cittadini, e farlo con l’obiettivo di continuare a garantire un percorso trasparente, sicuro e supervisionato dalla sanità pubblica”.

Confermato il no al fai da te per i privati cittadini, che potranno sottoporsi al test solo con prescrizione medica e a pagamento; a carico del sistema sanitario rimane invece il costo dell’eventuale tampone di verifica di positività.

Solo il medico di fiducia, infatti, può valutare l’appropriatezza dell’esame - che deve essere richiesto dal paziente senza presentarsi in ambulatorio, ma telefonicamente - e quindi decidere l’effettiva necessità di effettuare il test ed il momento opportuno. In questo caso il cittadino entrerà in un percorso strettamente regolato e controllato dal sistema sanitario pubblico, a tutela e garanzia della sicurezza come è stato sin da inizio emergenza. E se il test sarà positivo, scatterà da subito l’isolamento precauzionale, in attesa dell’effettuazione del tampone oro-faringeo di verifica, a cura del Servizio sanitario regionale.

Viene poi prevista entro fine mese l’implementazione dei laboratori privati autorizzati dalla Regione, attualmente 40, con l’autorizzazione ad operare per tutte le strutture valutate positivamente. Ciò per garantire la prosecuzione delle campagne di screening di massa volute dalla Regione.  

 

E ancora, "non possiamo imporre un prezzo, ma indicare un prezzo di riferimento: 25 euro per quello rapido (immunocromatografico) e 50 per quello completo.  Su questo la Regione si impegna ad assicurare un monitoraggio costante per individuare, e denunciare, eventuali episodi e andamenti speculativi.

Per quanto riguarda le imprese, il Piano conferma la massima semplificazione burocratica. I datori di lavoro che volontariamente decidono di effettuare lo screening sierologico sui propri dipendenti (ad oggi 600 le aziende che hanno fatto richiesta), devono semplicemente comunicare alla Regione l’avvio del programma, indicando il laboratorio scelto tra quelli autorizzati (la lista è costantemente aggiornata a questo sito). Chi ha già fatto domanda, non deve fare ulteriori comunicazioni, se ha già individuato come riferimento un laboratorio autorizzato. Le imprese possono prendere accordi con le Ausl locali. Anche se è importante che le Asl assicurino le tempistiche e le quantità che hanno concordato con noi.

In questo caso, considerando la volontarietà dei programmi di screening nell’esercizio della loro responsabilità d’impresa, nonché a supporto del riavvio delle attività, i datori di lavoro si fanno carico di tutti i costi, compreso l’eventuale tampone.

Infine, sotto il profilo tecnico il Piano stabilisce che la verifica dello stato immunitario possa essere condotta con una sola delle due tipologie presenti o il test sierologico immunocromatografico rapido (pungidito) o il test sierologico immuno-enzoimatico  standard (con prelievo venoso), senza la necessità di conferma con secondo test. Con questi si vanno a cercare le IgG, le IgM o entrambi, per cercare l'incontro con il virus.

I numeri sugli screening (tamponi e test): di 87 mila testati, IgG e igM nel 5%, dopo tampone positivo il 2,5% del totale

In conferenza stampa l’assessore ha fatto il punto sulla campagna di screening condotta in Emilia-Romagna: con oltre 87mila test sierologici è finito il primo giro sul personale sociosanitario dei centri residenziali e semiresidenziali (compresi i centri diurni per disabili) e per le categorie a rischio (Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, volontari, Polizia Penitenziaria...), a cui ne seguiranno altri due a 15 giorni di distanza. 

 In totale 87.216 test sierologici effettuati, di cui 52.249 al personale sociosanitario e 34.967 alle altre categorie a rischio (Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, volontari, Polizia Penitenziaria ecc...).

Sul totale dei test effettuati, il 5,2% è risultato positivo agli IGG, il 2,9% agli IGM e il 2,1% ad entrambi gli anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 45% di chi era risultato positivo agli IGG (2010 persone), al 45% che era risultato positivo agli IGM (1.147 persone) e al 61% di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi (1.105 persone).

Scendendo nel dettaglio, tra i 52.249 test effettuati sul personale sociosanitario, il 5,5% (2.873 persone) è risultato positivo agli IGG, il 3,2% (1.655 persone) agli IGM e il 2,2% (1.163 persone) ad entrambi gli anticorpi.

Il successivo tampone ha confermato la positività al 44% di chi era risultato positivo agli IGG (1.267 persone), al 43% di chi era risultato positivo agli IGM (704 persone) e al 60% (696 persone) di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi.

Infine, relativamente alle categorie a rischio, tra i 34.967 test effettuati, 1.627 persone (4,7%) è risultata positiva agli IGG, 895 (2,6%) agli IGM e 637 (1,8%) ad entrambi gli anticorpi. Il successivo tampone ha confermato la positività al 46% (743 persone) di chi era risultato positivo agli IGG, 49% (443 persone) di chi era risultato positivo agli IGM e il 64% (409 persone) di chi era risultato positivo ad entrambi gli anticorpi.

Da questa settimana partirà lo screening con test sierologico (circa 100mila test, effettuati solo nei laboratori pubblici) sulle popolazioni delle aree più colpite, a iniziare dalla provincia di Piacenza, e a seguire Rimini e il comune di Medicina. Parma esclusa al momento "perchè abbiamo iniziato dalle zone che hanno avuto un'intensità di gravità maggiore, dove ci sono state restrizioni evidenti". Parma non è stata, in sintesi, una "zona rossa".

Complessivamente saranno eseguiti, tra personale sociosanitario, categorie a rischio e popolazione, oltre 250.000 test sierologici.

Il ruolo dei medici di medicina generale

Indispensabile dunque, per i privati cittadini, rivolgersi al proprio medico di medina generale, che svolge un ruolo centrale perché deve valutare caso per caso la richiesta dei propri assistiti, rilasciando la ricetta bianca nei casi ritenuti pertinenti. Oltre alla valutazione clinica del paziente, il medico valuterà ad esempio, se ha avuto contatti stretti recenti con un soggetto positivo, se vive in un condominio dove abitano persone positive.

Cosa succede in caso di positività agli anticorpi

Tutti i positivi al test sierologico, sia privati cittadini sia dipendenti delle aziende che hanno richiesto lo screening, devono fare il tampone naso-faringeo, che sarà a effettuato dalla sanità pubblica o da laboratori privati. Chi risulta positivo al test sierologico dovrà sottostare all’isolamento precauzionale, in attesa del tampone.

In particolare, in caso di positività, il direttore sanitario del laboratorio deve avvisare il Dipartimento di Sanità Pubblica della necessità di eseguire il tampone da parte del cittadino o dei risultati del tampone stesso, nel caso il cittadino ritenga di eseguirlo a proprio carico presso il medesimo laboratorio. Al tempo stesso, deve comunicare al cittadino con esito positivo la necessità di contattare il numero telefonico di riferimento per fissare il luogo e il momento nel quale recarsi, con le necessarie protezioni, presso le strutture aziendali per eseguire il tampone e di porsi da subito in isolamento precauzionale a domicilio in attesa dell’appuntamento per l’esecuzione e del risultato del tampone.

I risultati dei test sierologici, sia sui privati cittadini che sui dipendenti di aziende, sono trasmessi direttamente dal laboratorio al Servizio di Igiene pubblica e caricati sul sistema Sole e sul Fascicolo sanitario.

Alla conferenza stampa di presentazione del Piano regionale sui test sierologici hanno partecipato: Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute; Vittorio Sambri, direttore Laboratorio unico Pievesestina, Ausl Romagna; Fabio Maria Vespa, segretario regionale Federazione italiana medici di medicina generale; Kyriakoula Petropulacos, direttore generale Cura della persona, salute e welfare Regione Emilia-Romagna.

 

PINKO, PER FIDENZA E PER VAIO DONATI 2.900 TEST SIEROLOGICI ANDRANNO A MEDICI, VOLONTARI E FORZE DELL'ORDINE

 

“Dopo i 15 caschi per la terapia intensiva, le 18.550 mascherina e le dieci postazioni letto, Pinko è nuovamente in prima linea per sostenere chi in questi due mesi è stato ed è in prima linea per proteggere la nostra Comunità con ben 2.900 test sierologici per medici, forze dell'ordine e volontari. Si tratta dell'ennesima prova che il colosso internazionale della moda ha Fidenza nel cuore e continua a proteggerla con iniziative mirate e di grandissima utilità. Come ho avuto modo di dichiarare in precedenza verrà il giorno in cui avremo modo di ringraziare come si deve Pinko e tutte le aziende che stanno sostenendo in varie forme e vari modi la nostra sanità, le forze dell'ordine e le diverse associazioni di volontariato impegnate da due mesi a fronteggiare questa pandemia”. Così il sindaco di Fidenza Andrea Massari ha voluto commentare la nuova donazione effettuata dalla Pinko di Fidenza a favore dell'Ausl Parma ed in particolare all'Ospedale di Vaio. 2.900 test sierologici rapidi che andranno a medici, tecnici e infermieri della struttura fidentina oltre che alle forze dell'ordine e ai volontari che in questi due mesi sono stati in prima linea per affrontare l'emergenza legata alla diffusione del coronavirus. Una donazione cui si aggiunge quella del pittore Giuliano Cornini che sempre oggi ha donato una riproduzione raffigurante l'Arcangelo San Michele che sconfigge il Diavolo con l'intento di celebrare la grande vittoria dei nostri eroi della sanità mentre sconfiggono il Covid-19, il “diavolo dei nostri tempi”. Giuseppina Frattini, Direttore Sanitario Ausl Parma, ha così commentato questa giornata speciale: “Ringrazio Pinko per questo ennesimo gesto di generosità: a nome di tutti i dipendenti dell’ Ausl di Parma, voglio esprimere sincera riconoscenza a questa azienda, che da inizio emergenza ci ha sostenuto con diverse donazioni. Ora, con questi kit, ci consentirà di proseguire la campagna di screening per tutte quelle categorie che sono state a stretto contatto della popolazione. Con altrettanta riconoscenza voglio poi ringraziare anche Giuliano Cornini per averci donato questo quadro, che saremo lieti di esporre. Una simbologia che ben rappresenta il grande impegno di tutto il personale dell’Ospedale di Vaio, che con professionalità e dedizione ha affrontato la fase critica di questa emergenza”. Al direttore sanitario ha fatto eco Luigi Ippolito, Direttore U.O. Patologia Clinica Ospedali Vaio e Borgotaro, Ausl Parma: “Sono molto grato per questa donazione. Si tratta di un gesto di generosità che, nei fatti, rappresenta anche un riconoscimento al grande lavoro svolto in questi mesi da un’equipe sempre in prima linea dall’inizio dell’emergenza”. Per l'azienda Pinko era presente Andrea Orlandi, il quale ha spiegato: “Quote Andrea Orlandi, a nome del brand Pinko. “Oggi consegnamo una prima partita di 2.900 test sierologici a cui ne seguirà una seconda di 4420 nei prossimi giorni. Si tratta di un intervento nato, a differenza di quelli precedenti che hanno visto l'azienda spendersi in prima persona per le 18.500 mascherine, le 10 postazioni letto o i 15 caschi per la terapia intensiva, dalla volontà di coinvolgere anche le nostre clienti in un’ operazione a sostegno di chi in questi mesi ha garantito con il proprio lavoro la sicurezza di tutti noi. E' nata così la “Italia ti amo” t-shirt, che abbiamo messo in vendita, andata rapidamente sold out, con il claim “una maglietta=6 test per lo screening del coronavirus”. Il ricavato è stato quindi devoluto integralmente all’acquisto dei test sierologici rapidi. Nel corso di questa crisi pandemica abbiamo ritenuto naturale mettere a servizio della Comunità la nostra competenza e il nostro know how, valutando di volta in volta di cosa ci fosse bisogno primariamente e così è stato anche in questa occasione”. In conclusione il vicesindaco di Fidenza Davide Malvisi ha aggiunto: “Voglio ringraziare Pinko per aver pensato con questa iniziativa anche alle forze dell'ordine e a tutto il sistema del volontariato che in questi due mesi hanno continuato ad operare sul territorio di Fidenza e si sono spesi per la nostra tutela e sicurezza. Il loro contributo è stato preziosissimo e questa iniziativa ne riconosce giustamente il valore. Ancora una volta Pinko si dimostra una realtà sensibile, e con radici ben salde nel territorio in cui è nata e opera tutt'oggi, un'azienda di moda di livello internazionale capace di mettere la persona al centro del proprio agire. Un tema che soggiace anche all’attenzione, la passione e la cura dei dettagli profusi nel progetto Fulgor Basket, altra iniziativa importante per il nostro territorio e destinata ad avere un ruolo centrale nel ritorno alla normalità: lo sport ci aiuterà a curare lo shock di questa guerra, ripartendo da dove ci siamo interrotti: essere Comunità”. L’Unità Operativa di Patologia Clinica, diretta da Luigi Ippolito, è presente negli Ospedali di Vaio (Fidenza) e Borgotaro con un medico, otto biologi, ventitré tecnici di laboratorio biomedico ed una Coordinatrice, oltre ad un’infermiera, due operatori socio-sanitari ed un operatore amministrativo. Nel 2019 sono stati refertati quasi due milioni e trecentomila esami, di cui circa 1.900.000 nel solo Ospedale di Vaio. Sempre a Vaio, durante l’emergenza per l’epidemia da Covid-19, i tamponi refertati da inizio aprile sono stati 1.200, mentre gli esami sierologici condotti sugli operatori sanitari sono, ad oggi, quasi tremila; a questi si aggiunge l’attività di screening, già avviata, sui medici di Medicina generale e di Continuità assistenziale, Pediatri di libera scelta, Specialisti ambulatoriali e personale delle Forze dell’ordine. A breve poi, l’esame sierologico verrà esteso ai componenti del volontariato sanitario, mentre sono oltre 1.300 i test già refertati tra gli operatori delle strutture residenziali socioanitarie-assistenziali della provincia di Parma.