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IL NUOVO PREFETTO

Antonio Garufi «Ritorno dove ho iniziato il mio servizio»

Arriva da La Spezia e ricorda il primo incarico proprio nella nostra città  «I parmigiani sono orgogliosi e determinati»
 

15 maggio 2020, 11:31

Antonio Garufi «Ritorno dove  ho iniziato  il mio servizio»

«Dal mio primo incarico sono passati ormai trent'anni e ho iniziato il mio servizio proprio a Parma - sottolinea Antonio Lucio Garufi. - Ecco perché ora che torno qui come prefetto non posso nascondere un po' di emozione». 
La figura del prefetto, per tutti noi, è quella dell'austero rappresentante dello Stato, quella del rigoroso funzionario incaricato di coordinare una macchina articolata  e complessa. Ma  talvolta c'è anche lo spazio per un piccolo strappo. E una concessione al sentimento.
«Quindi non posso che essere molto soddisfatto e grato al ministero per avermi dato questa possibilità, di avermi offerto questa sede - prosegue il nuovo prefetto. 
Cinquantanove anni, catanese, laureato in giurisprudenza, alle dipendenze del Ministero degli Interni dal 1989, una moglie parmigiana («conosciuta appunto durante i miei anni in città»), Garufi arriva dalla prefettura di La Spezia. E sa di entrare a palazzo Rangoni in un momento non facile.
 «La situazione che ci troviamo a vivere è, ovviamente, molto complessa e si avverte in ogni parte del paese la preoccupazione per la diffusa sofferenza della nostra gente. Ma so bene che  Parma esprime un forte e orgoglioso senso di appartenenza. E so perfettamente che prima di recriminare e protestare i suoi abitanti sanno rimboccarsi le maniche,  darsi da fare».
E di cose da ricostruire, dopo l'emergenza Covid, ce ne saranno tante. Anche partendo da un riconoscimento e un evento di grandissimo risalto. Per forza di cose, però, rimasto poi sospeso.
«Credo che il fatto che Parma sarà Capitale della cultura per il 2021 possa essere un importante punto di ripartenza - prosegue Garufi che  ha ricoperto incarichi da dirigente e capo di gabinetto a Prato, Lucca, Genova,  occupandosi anche della  gestione delle strutture destinate all'accoglienza dei migranti e profughi nella Regione Toscana ma vestendo anche i panni di commissario straordinario  dei Comuni di  Figline, Incisa Valdarno Sesto Fiorentino. Prima di approdare alla prefettura di La Spezia.
«Per quanto riguarda il mio arrivo a Parma posso garantire fin d'ora il massimo impegno da parte mia: credo profondamente nel lavoro e nello sforzo quotidiano. Un altro aspetto su cui posso già esprimermi è la mia volontà di conoscere bene il territorio. Quando lavorai a Parma, in passato, non ebbi tempo di conoscere bene le varie zone della provincia. Ora intendo invece muovermi il più possibile, andare a scoprire le diverse anime di questa terra. In particolare mi voglio rivolgere all'Appennino che, di fatto, ho visto, dalla mia ultima sede in Liguria, dall'altro lato del crinale».
Un sipario di monti che nei prossimi giorni Garufi supererà per iniziare il proprio incarico. «Sarò a Parma già prima del 2 Giugno ma sarà, quest'anno, una festa sottotono, così come è stato per il 25 Aprile. Di solito, sono giorni in cui si fa festa, si celebra tutti insieme. Non sarà così: ma sarà comunque il punto di partenza per il mio lavoro futuro. La speranza è che il contesto e la situazione mutino presto. E che io possa servire al meglio nel mio nuovo incarico». lu.pe.