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CORONAVIRUS

Mascherine Quelle a 61 centesimi ancora introvabili

Il presidente di Federfarma Parma  Alessandro Merli
spiega: «Arriveranno con i tempi della logistica»
 

di Isabella Spagnoli -

15 maggio 2020, 11:28

Mascherine Quelle a 61 centesimi  ancora introvabili

Le mascherine chirurgiche a 61 centesimi (Iva compresa) sono ancora introvabili. Alessandro Merli, presidente Federfarma di Parma, spiega: «Ho chiamato in questi giorni i nostri grossisti per fare il punto della situazione. Nei giorni scorsi il fornitore più grosso che spazia in gran parte d’Italia ha ricevuto 6000 scatole da 50 mascherine l’una, però, quest’ultimo, ha 7200 clienti, quindi non ha ricevuto neanche una scatola per ognuno di loro. Un fornitore più piccolo, invece, che lavora su Parma, Piacenza, Lucca, Modena, Mantova (più piccolo per fatturato) ha ricevuto 190 scatole da 50 mascherine l’una ma ha 400 clienti. E' stato firmato un protocollo d’intesa (da Arcuri, Federfarma Assofarm, Faramacie unite, Unaftisp, Ftpi e due associazioni di distribuzione intermedia), che parla di un aumento delle confezioni delle mascherine da distribuire a 61 centesimi, partendo dal 18 maggio fino al 24 maggio. Saranno 4 milioni le mascherine che verranno distribuite in tutta Italia. Bisogna però tenere presente che lo stesso commissario Arcuri ha detto che il fabbisogno giornaliero è di 10 milioni di mascherine, quindi i conti non tornano se ne fa distribuire solo 4 milioni. In questo modo non soddisfa la richiesta». 
Ma Merli è ottimista per tanti motivi.
 «Le mascherine arriveranno con i tempi della logistica. Ironicamente possiamo dire che l’emergenza deve aver pazienza. Io sono ottimista perché le cose vanno un po’ meglio, perché le persone che si sono ammalate nell’ultimo periodo hanno ricevuto cure più centrate e perché siamo riusciti ad avere più posti in terapia intensiva. Sono ottimista anche perché le mascherine chirurgiche arriveranno». Fabrizio Piazza, presidente ordine dei Farmacisti di Parma aggiunge: «Sul mercato ce ne sono ancora pochissime, perché la difficoltà è nel reperirle al di sotto dei 61 centesimi. Gli importatori che le hanno acquistate a un costo superiore fanno fatica a venderle a questa cifra. E quindi si stanno attivando per avere tutti quelli che sono i ristorni promessi dallo Stato. Le mascherine sono ancora in giro e troveranno collocazione nei prossimi giorni. Molte dovranno arrivare, certe erano ferme nelle dogane ma troveranno la loro collocazione nei prossimi giorni. Lunedì prossimo ci sarà la riapertura dei negozi e le richieste aumenteranno, personalmente le aspetto da martedì ma non sono ancora arrivate. I grossisti ne hanno ricevuto poche, uno dei nostri magazzini di riferimento le aveva contingentate a due confezioni (100 mascherine per ogni richiesta). 100 mascherine durano lo spazio di mezza giornata Se ne dai due ad una persona diventano 50 consegne». Piazza spiega che il problema è poi recuperare mascherine che siano a norma. Devono avere il marchio Ce, le loro caratteristiche sono stabilite con un decreto. Molte di quelle che sono i giro erano state autorizzate in deroga al decreto che scade il 30 giugno. A questo punto tante aziende che hanno riconvertito la produzione, adesso dovranno regolarizzarle, ma anche in questo non c’è la certezza di avere un prodotto a norma. Il caos è generale. La buttata del 18 maggio, quando saranno distribuite 4 milioni di mascherine, rappresenterà il primo “giro”, molto utile per chi inizierà a lavorare. In questi giorni, infatti, siamo subissati dalle richieste degli esercenti che apriranno le loro attività. La gente vuole proteggersi e al tempo stesso proteggere i  clienti».