Sei in Parma

CORONAVIRUS

Spopolano siti e app dedicati agli incontri

di Riccardo Anselmi -

16 maggio 2020, 12:34

Spopolano siti e app dedicati agli incontri

Sulla carta a molti saranno sembrate ormai condannate a un inesorabile declino. 
Al contrario dei contenuti in streaming, dai film alle serie tv, che come da programma hanno monopolizzato le settimane chiusi in casa del lockdown, chi si sarebbe atteso in questo periodo di distanziamento sociale un boom proprio delle app nate per favorire incontri a varie gradazioni di romanticismo? 
Eppure è il dato che emerge dagli osservatori di settore. 
A fine marzo, in piena quarantena globale, una delle piattaforme più popolari con base negli Usa, la sdoganatissima Tinder, ha registrato il record storico di tre miliardi di swipe giornalieri, la pratica cioè di accettare o scartare, un po’ come con le figurine, i possibili match, ossia gli accoppiamenti suggeriti dal sistema, subito uno dietro l’altro, tra i vari iscritti. 
Tendenza condivisa con gli altri big dell’industria dell’amore via internet, in grado di muovere un giro d’affari di miliardi di dollari. 
Già da tempo, dicono le ricerche pure da noi, un italiano su cinque e quasi uno su due nella fascia under 25 si è abituato a passare diverse ore online a caccia del partner. 
Non necessariamente quello della vita. Tutto d’altronde è all’insegna dell’immediatezza dello strumento, incline finora a favorire una certa superficialità, espressa nel calcolo dei cinque secondi impiegati in media per valutare ogni profilo proposto.
 Ma aspetti destinati forse a cambiare profondamente. Per sopravvivere alle paure e alle regole introdotte con la pandemia, le dating app stanno attraversando una piccola rivoluzione, che prova a trarre giovamento dalla situazione forzata che oggi limita le possibilità di un reale contatto. Grossomodo tutte le principali piattaforme hanno incominciato a offrire in questo periodo opzioni per organizzare una sorta di appuntamento virtuale. 
La formula non è troppo lontana dalla classica videochat, anche se per esempio Once, un’app che alla frenesia di Tinder sostituisce precisi abbinamenti quotidiani, mette sul piatto rivisitazioni digital enogastronomiche, che vanno dal sorseggiare davanti alla webcam l’aperitivo allo spunto di rompere il ghiaccio preparando online insieme una cena, da gustare ciascuno in realtà a casa propria.
 C’è poi l’alternativa alla serata al cinema: in questo caso ci si accorda sul film in tv e lo si commenta in diretta a distanza usando come secondo schermo il telefonino. 
La multimedialità del corteggiamento 2.0 non rappresenta una novità assoluta. L’importanza di guardarsi negli occhi, vis-a-vis, pur se per mezzo di un display, è stata un’esigenza particolarmente sentita da The league, una app che fin dall’anno scorso aveva deciso di ribaltare le logiche del profilo di Tinder, preferendogli versioni smart, in streaming, dei vecchi speed date. Adesso quell’approccio potrebbe diventare la norma. 
Anche Hinge che come Bumble, dove a far la prima mossa è sempre la donna, punta sulle aspettative della sua community ha lanciato contro il coronavirus Date from home, l’idea di un primo appuntamento online per avvicinarsi. 
Si parla infatti in generale di un ritorno allo slow dating: correre meno, cercando di conoscersi meglio prima di saltare in un qualsiasi tipo di relazione, fermo restando i limiti intrinsechi della sfera online, il (non)luogo dove volenti o nolenti un po’ tutti indossano maschere. 
Anche senza sfociare necessariamente nella categoria, sempre più spesso raccontata dalle cronache, delle cosiddette truffe romantiche, quando dall’altro lato dello schermo si nasconde magari un criminale di professione, che corteggia con l’unico scopo di accaparrarsi i soldi dei cuori solitari. 
Oppure, come rivela un recente sondaggio americano, qualcuno che in realtà non è libero, ma impegnato. 
Circa la metà delle coppie che oltreoceano sono state costrette a trascorrere separate la quarantena avrebbe sfruttato l’opportunità per sondare rapporti freschi iscrivendosi come single a qualche app, mentre un terzo avrebbe colto l’occasione per riallacciare i contatti con i propri ex.