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LUTTO

Sincero Guasti, bottegaio di Vicomero Sempre sorridente, amava il suo lavoro

Morto a 77 anni: solo a dicembre  aveva chiuso

17 maggio 2020, 10:17

Sincero Guasti, bottegaio di Vicomero Sempre sorridente, amava il suo lavoro

Tutte le mattine, da cinquant’anni a questa parte, si alzava alle 3,30, quando era ancora buio pesto, per fare acquisti di frutta e verdura da vendere, poi, durante il giorno, nel suo negozio a Vicomero. Prima delle 21 non c’era mai modo di sedersi a tavola per cenare. Perché Sincero era il vero “bottegaio”, disponibile con tutti, anche oltre all’orario classico di lavoro. C’era un ritardatario? Nessun problema, lui alzava di nuovo la saracinesca e si metteva a disposizione di tutti i clienti per i quali, negli anni, era diventato un amico. 
Sincero, che ha sempre lavorato nel suo mini market Crai con la moglie Renata e il figlio Michele, aveva chiuso il negozio (che fungeva anche da tabaccheria e rivendita di giornali) a dicembre, animato da tanta voglia di serenità e di vita “normale”. Senza più fare corse, senza dovere stare in piedi dietro al banco tante ore. Ma il destino gli ha tirato un brutto colpo, strappandolo alla vita a 77 anni, in un solo mese. Una malattia fulminante che non gli ha permesso di realizzare i suoi progetti, di appagare la sua voglia di normalità. 
«Non siamo mai partiti per un viaggio né abbiamo goduto un giorno di ferie – spiega la moglie Renata –. Abbiamo dedicato tutta la nostra vita al lavoro. Sincero era ancora un uomo forte, vigoroso, mai ci saremmo aspettati che se ne andasse in un battito di ciglia». 
I clienti che hanno saputo della morte di Guasti, spiegano come il negozio fosse diventato il cuore di Vicomero, un incrocio di tradizioni e di vite che hanno cresciuto generazioni di ragazzi.
 «”Il cliente ha sempre ragione” era il motto di mio marito – aggiunge Renata -. In tanti anni di attività non ha mai discusso con nessuno. Era impossibile fargli perdere la pazienza». Come unico hobby Guasti coltivava la caccia. «Non tanto per catturare le prede ma per vedere lavorare i suoi amati cani setter – conclude Renata -. E’ stato un marito favoloso e un padre premuroso ed attento. Tutto il paese lo piange».
I.Sp.