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LIBRO

'Unità Covid', il medico che racconta dolore e speranza al tempo del virus

Il volume di Giorgio Bordin (Piccole Figlie) sarà in vendita da martedì con la «Gazzetta»

di Mariacristina Maggi -

31 maggio 2020, 10:10

'Unità Covid', il medico che racconta dolore e speranza al tempo del virus

Un libro scritto per trattenere l’esperienza: per riflettere e farne tesoro. Il direttore sanitario e internista dell’ospedale Piccole Figlie, Giorgio Bordin, ha vissuto in prima linea l’emergenza coronavirus all’interno dell’Unità Covid creata nel reparto chirurgico per dar ospitalità ai pazienti provenienti dall’ospedale Maggiore. Giorni così apocalittici, surreali e intensi da far rimettere in discussione (e riscoprire) i temi classici  della medicina. Tre mesi che sembrano tre anni raccontati nella pubblicazione «Unità Covid. Riscoprirsi medici» (Morellini Editore) che ha conquistato fin dalla prima stesura i master in Editoria dell’Università Cattolica di Milano, grazie alla collaborazione di allievi, ex allievi e docenti. Da martedì il libro sarà in vendita con la «Gazzetta» a 11,90 euro più il prezzo del quotidiano. Domani, durante le due edizioni del Tg Parma (alle 12.45 e alle 19.30) sarà trasmessa un'intervista al medico, mentre martedì, al termine dell'edizione delle 19.30, andrà in onda l'intervista completa.
Quello di Bordin non è un libro di medicina, anche se offre informazioni scientifiche, ma la cronaca di un cammino individuale e allo stesso tempo collettivo in cui ogni storia è unita da un filo rosso chiamato speranza. Una speranza che non è convinzione che una cosa andrà bene, ma certezza che quella cosa ha un senso indipendentemente da come andrà a finire, come recita l’incipit rubato a Vàclav Havel. 
«Inizialmente l’ho scritto per me: per cogliere l’attimo che rischia di passare come acqua sul sasso e non disperdere per disattenzione un’esperienza così intensa». Quel carpe diem, come suggerisce il preambolo, da trasformare in un dono: un libro scritto di getto terminato i primi di maggio alla conclusione del reparto destinato ai Covid. «Sono pagine che raccontano frammenti di vita, diapositive, istantanee, piccoli fatti e considerazioni su ciò che in quei giorni mi ha colpito e toccato, ricordato e insegnato: storie realmente accadute, solo i nomi spesso non sono quelli reali». Ed è un fascio di professionalità e umanità Bordin: tra le sue parole emerge lo scenario di un futuro migliore in cui la scienza va di pari passo con l’assistenza e la cura, riportando così al centro il rapporto tra medico e paziente. Lo scrive chiaramente il sottotitolo: riscoprirsi medici. 
«Significa riscoprire la propria vocazione: non solo elaborare diagnosi e formule terapeutiche per curare il paziente, ma farsi guida e compagno nella malattia, per prendersene cura anche quando questa pare essere imbattibile». A raccontarlo bene nella postfazione la figlia Daniela Bordin, che ha curato la collocazione editoriale tratteggiando la figura di un padre riscoperto medico «alla ricerca costante di un equilibrio etico, capace di incontro e affezione con il proprio paziente, chiunque esso sia». Del resto, come sottolinea Bordin: è proprio la carità che ha generato gli ospedali. 
Tra le 133 pagine di questo libro, senza retorica e con autentica sincerità e competenza, si narra un'emergenza di dimensioni inimmaginabili che ha portato ad alleggerire la burocrazia e a riscoprire un’umanità talvolta perduta: un lavoro ben scritto, chiaro e comprensibile anche ai non addetti ai lavori che restituisce un volto e una dignità ai tanti esseri umani che si celano dietro ai numeri nei quali, nella frenesia della comunicazione di queste settimane, tante vite sono state ridotte. 
«Quando il clima di allerta e di paura si ricomporrà, e le cose rientreranno verso una normalità, sono certo che non sarà mai come prima», ha aggiunto con fermezza Bordin, ricordando la necessità di non gettare un’esperienza simile capace di accendere «la luce nella spelonca», per dirla con il titolo di un emozionante capitolo. Così le storie di Adriano e Ulisse, Remo, Isabella, Gabriellina daranno un senso al nostro domani e a quella speranza (non mero ottimismo) che affonda le radici sulla dinamica della vita stessa. Altrimenti anche Maria e Liliana saranno morte invano. Un libro da leggere scritto da un medico che, prima ancora di essere uno scienziato, è un uomo. 
I ricavati della vendita del libro «Unità Covid. Riscoprirsi medici» saranno devoluti all’ospedale Piccole Figlie Hospital.