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fase due

Coronavirus, ventiquattr'ore senza morti a Parma. Ci sono 4 nuovi positivi

01 giugno 2020, 17:40

Coronavirus, ventiquattr'ore senza morti a Parma. Ci sono 4 nuovi positivi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.809 casi di positività, 19 in più rispetto a ieri: di questi nuovi casi, 17 sono asintomatici, esito dell’attività di screening regionale.

I tamponi effettuati sono 3.876, che raggiungono così complessivamente quota 329.358.

Le nuove guarigioni sono 104, per un totale di 20.617: oltre il 74% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono scesi a 3.068 (- 95 da ieri).

Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. 

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 2.631 (circa l’86% di quelle malate), -82 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 54 (-3). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, scesi a 383 (-10).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 20.617 (+104): 839 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 19.778 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 10 nuovi decessi: 7 donne e 3 uomini. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.124. Dei nuovi casi registrati oggi, i 7 decessi nella provincia di Bologna sono riferiti non solo a ieri ma all’ultima settimana, casi per i quali si attendeva l’esito rispetto alla causa di morte da Covid-19. Gli altri 3 riguardano 2 residenti nella provincia di Piacenza e 1 in provincia di Rimini. Nessun decesso in tutte le altre sei province (tra cui Parma).

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.489 a Piacenza (+2), 3.525 a Parma (+4), 4.950 a Reggio Emilia (+2 ), 3917 a Modena (+1), 4635 a Bologna (+8); 394 le positività registrate a Imola (nessun caso in più), 994 a Ferrara (+ 1). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.905 (+1), di cui 1028 a Ravenna nessuno, 943 a Forlì, 780 a Cesena (+1), 2.154 a Rimini (nessun caso in più).

 

 

Sono 1.914 gli scout di Agesci Emilia-Romagna che in 11 settimane hanno svolto servizi alla popolazione legati all’emergenza coronavirus, all’interno dell’Attivazione regionale di Protezione Civile partita il 16 marzo scorso.

La stragrande maggioranza sono under 40 (84%) e il 58% ha meno di 25 anni. Il 51% sono maschi, il 49% femmine. Della compagine in servizio 651 sono rover e scolte, cioè ragazzi e ragazze dai 18 ai 21 anni. Gli altri 1.263 sono capi. Ecco la suddivisione territoriale a livello regionale: Bologna (276), Ferrara (124), Forlì-Cesena (312), Modena (273), Parma (151), Piacenza (145), Ravenna (110), Reggio Emilia (234), Rimini (289). Con la fine del lockdown e l’avvio della Fase 2 si è registrata una naturale diminuzione delle richieste di servizio sul territorio, la scorsa settimana erano operativi 677 volontari, il 35% del totale attivato. Inoltre, la possibilità di riprendere le attività scout in presenza, dall’8 giugno in Emilia-Romagna, sta impegnando gli oltre 4.200 capi emiliano-romagnoli nello studio delle nuove modalità per accogliere in sicurezza bambini e ragazzi e nelle progettazione delle attività. "La fase più complicata per tutti - commenta Giampaolo Rosi, incaricato regionale Settore Protezione Civile di Agesci Emilia-Romagna - è stato capire cosa potevamo fare in sicurezza, le comunità capi e i Comitati di Zona si sono comportati in maniera molto responsabile e collaborativa, è stato per noi un lavoro molto impegnativo, ma vissuto con serenità e gioia. Ora i volontari stanno proseguendo con metodo e competenza gli impegni di servizio. La nuova sfida che ci attende ore come Settore Protezione Civile è quella di aiutare i gruppi nella ripresa in sicurezza delle attività scout in presenza con i ragazzi".