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Regione, Comuni e Province: ecco il vademecum per la movida sicura - Scarica il documento

01 giugno 2020, 16:42

Regione, Comuni e Province: ecco il  vademecum per la movida sicura - Scarica il documento

Un vademecum per la 'movida' sicura, stilato da Anci, Upi e Regione Emilia-Romagna basato su responsabilizzazione dei singoli, prevenzione e controlli.Il documento, spiega l’Anci Emilia-Romagna in un nota raccoglie - in sintesi - le misure e gli strumenti a disposizione dei Comuni per consentite uno svolgimento sicuro della socialità alla luce dell’emergenza coronavirus a partire dalla gestione delle attività di somministrazione e consumo sul posto di bevande e alimenti senza assembramenti o comportamenti contrari alle regole di distanziamento e protezione da rispettare per evitare il rischio di diffusione del contagio. 

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Nel documento vengono richiamati i provvedimenti più importanti previsti all’interno del Protocollo regionale per la riapertura dopo la fase di lockdown, e vengono evidenziati i ruoli ricoperti dal personale dedicato al controllo a partire dalle Polizie Locali, che insieme alle forze di Polizia di Stato presidiano le aree dove possano manifestarsi problematiche dovute all’assembramento di persone. 
Viene inoltre ricordato come i Comuni possano coinvolgere le associazioni per garantire una presenza di volontari utile a prevenire e dissuadere comportamenti potenzialmente pericolosi evidenziando anche l’utilità degli assistenti civici. 
Il vademecum, infine, dedica spazio anche al tema della eventuale adozione di misure più restrittive. «Il rispetto dei protocolli regionali viene ritenuto sufficiente a garantire la sicurezza contro nuovi contagi - si legge - ma lì dove necessario è comunque possibile attraverso ordinanze dei sindaci introdurre ulteriori misure di contenimento, anche relative a specifiche aree o differenti tipologie di esercizi. Quindi: limiti agli orari di vendita o consumo di prodotti alcolici; il consumo consentito solo nelle aree di pertinenza del locale; la delimitazione delle aree esterne gli stessii locali; l’obbligo di mascherine più esteso di quanto non disposto dai protocolli; le agevolazioni per l’occupazione di spazi pubblici nelle prossimità dell’esercizio».