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LA LETTERA

Un lettore: 'Io che ho scelto l'Oltretorrente, oggi mi arrendo'

05 giugno 2020, 09:12

Un lettore: 'Io che ho scelto l'Oltretorrente, oggi mi arrendo'

A scrivere è un lettore, Simone. Che racconta la sua "ordinaria giornata" - quella di ieri - da residente in Oltretorrente.

"Considerata la giornata piovosa, sono restato per quasi tutto il tempo in casa. Ho provato a leggere un libro ma nonostante le finestre chiuse ho dovuto sopportare le urla di persone assembrate sotto il tendone di uno dei bar della piazza. Così, innervosito, mi sono dedicato ad altro. Ho lasciato la mia abitazione in due sole occasioni: una per donare indumenti usati portandoli all'apposito cassonetto giallo per la raccolta degli indumenti in piazzale Santa Croce (accanto all'ingresso del parco Ducale), l'altra per fare la spesa al supermercato di via Imbriani.

Il cassonetto per la raccolta degli indumenti era, come sempre, bloccato; e sono stato costretto a ritornare a casa con i miei sacchi. Sulla strada del ritorno a casa ho notato in via Cocconcelli che accanto a molti alberi erano presenti lattine, bottiglie, buste, carte, tappi, una mascherina e rifiuti di ogni genere. 

In via Imbriani, come sempre, ho incrociato persone in evidente stato di ubriachezza fuori alcuni bar. Così, tra urla e schiamazzi, sono andato al supermercato.

Dopo aver assistito a un accesa discussione tra due persone alle casse, presumo per chi fosse il primo, con tanto di minacce "ti aspetto fuori ti ammazzo", sono tornato a casa. Davanti al mio portone c'erano due persone sedute sullo scalino che mi ostruivano il passaggio. Alla mia richiesta: "Permesso", mi hanno guardato male e non hanno detto niente. Alla mia seconda richiesta: "Dovrei passare grazie", uno dei due si è spostato ridendo.

Ho anche fotografato tutto, ma non mi sembra davvero il caso di inviare le foto. Questa mia segnalazione non è una protesta contro qualcuno, ma una semplice fotografia di quello che è la situazione attuale. Vivere nell'Oltretorrente, oggi, significa questo.  Ho acquistato casa in questo quartiere, lavoro in questo quartiere, ho investito il mio tempo e le mie risorse in questa città e soprattutto in questo quartiere. Oggi provo soltanto un sentimento: DELUSIONE. Perché le mie aspettative erano altre e sinceramente non credo più in un miglioramento.

Il mio pensiero, come quello di altre persone che conosco, è soltanto quello di vendere casa e andarmene al più presto, perché vivere è diventato un incubo molto differente dal sogno della città che avevo conosciuto anni fa, città ordinata, pulita, accogliente, nobile, e sono pronto a sacrificare anche il lavoro e tutte le certezze costruite fino ad ora.

Rafforzare i controlli non servirà a niente, far girare una pattuglia in più non servirà a niente, servirebbero utopiche lezioni di civiltà per tutti.

Arrendiamoci al degrado."