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caso pesci

Dopo quasi due anni revocati gli arresti domiciliari a Federico Pesci

06 giugno 2020, 10:17

Dopo quasi due anni revocati gli arresti domiciliari a Federico Pesci

Stop agli arresti domiciliari per Federico Pesci. Torna libero il commerciante arrestato ormai oltre ventun mesi fa  con l'accusa di violenza sessuale di gruppo e lesioni personali. I giudici che lo stanno processando hanno deciso di accogliere almeno in parte l'istanza presentata da uno dei suoi legali, Mario L'Insalata. Con un'ordinanza emessa ieri, i domiciliari vengono sostituiti   dal divieto di avvicinamento alla ragazza che lo ha denunciato e dall'obbligo di firma due  volte la settimana in questura. 
«Sono stati ritenuti corretti i nostri dubbi - spiega l'avvocato L'Insalata -. Dopo tutto questo tempo non c'era più motivo di ritenere necessarie le misure cautelari, in particolare i domiciliari. Ci fa ovviamente piacere che il Tribunale lo abbia riconosciuto».
Pesci era stato arrestato alla fine di agosto del 2018 insieme al pusher nigeriano Wilson Ndu Aniyem. Nel mirino degli investigatori della Squadra mobile quella che era stata definita «la notte degli orrori» nell'appartamento dello stesso Pesci. Presunta vittima una ragazza allora 21enne che chiamiamo Lucia, con un nome di fantasia.    Secondo il suo stesso racconto, la ragazza andò in quella casa per una serata di sesso a pagamento con lo stesso Pesci. Serata che si sarebbe invece trasformata in una notte di ripetute violenze sessuali   e lesioni compiute non solo da Pesci ma anche da Wilson Ndu. Tesi sempre respinta dallo stesso Pesci e anche dal pusher nigeriano che ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a cinque anni e otto mesi con sentenza confermata anche in appello. 
Il processo  di primo grado a Pesci, difeso oltre che da L'Insalata anche da Fabio Anselmo, è invece in corso in questi mesi. E nelle udienze che si sono finora svolte sono emersi elementi contrastanti su quella nottata. Elementi richiamati   dallo stesso L'Insalata nell'istanza per richiedere la revoca delle misure cautelari per Pesci. In particolare il  difensore ha ricordato le testimonianze di medici  che hanno parlato di rapporti consenzienti. Ma anche lil racconto della taxista che riaccompagnò  a casa la ragazza e che  ha detto di averla sentita parlare di una «serata esagerata». 
I giudici del  collegio del tribunale presieduto da Gennaro Mastroberardino non ritengono  del tutto infondati questi elementi ma  sottolineano che «le osservazione circa la sopravvenuta carenza di gravi indizi di reato non appaiono in grado in questa fase del giudizio di sovvertire completamente il  quadro probatorio» e rimandano alla valutazione al termine del dibattimento. 
E nonostante le esigenze cautelari siano «sussistenti alla luce della personalità dell'imputato», per i giudici «è indubbio che il rischio di recidiva risulti affievolito». Da qui la scelta di revocare  gli arresti domiciliari a Pesci e di  imporgli invece  nuove misure cautelari più leggere a cominciare dal divieto di avvicinarsi a meno di cinquecento metri dalla ragazza e di contattarla con qualsiasi mezzo.