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INTERVISTA

Nicola Bulgari: «Tra gli Amici della Pilotta per sostenere l'impegno di Simone Verde»

di Katia Golini -

14 giugno 2020, 12:29

Nicola Bulgari: «Tra gli Amici della Pilotta per sostenere l'impegno di Simone Verde»

Di eleganza e  bellezza «made in Italy» è testimone nel mondo. Collezionista d'arte contemporanea, oltre che di auto d'epoca americane, mecenate dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia, l'orchestra più antica e fiore all'occhiello della tradizione musicale italiana. Basta il suo nome per dare senso all'assunto e averlo tra gli Amici della Pilotta sarà un vero punto di forza. Già, perché è proprio con l'adesione all'associazione che Nicola Bulgari intende dare un contributo fattivo alle attività del Complesso monumentale diretto da Simone Verde.
Classe '41, è il vice presidente del brand di alta gioielleria fondato dal nonno Sotirio. Vive a Roma, la città eterna che adora, ma conosce l'Italia come le sue tasche e ama Parma, la «piccola Parigi», che gli è rimasta nel cuore fin dalla sua prima venuta in città e che vuole tornare a visitare appena sarà più facile spostarsi: «Della vostra città mi piace tutto - dice senza esitazioni -: la storia, l'arte, la cucina. E la vostra Pilotta è uno scrigno ricco di tesori di inestimabile valore. Mi lega al direttore del Complesso monumentale Simone Verde una grande stima di lunga data. Entusiasta, capace, efficace nel suo lavoro è competente e pieno di voglia di fare. Grazie a lui ho scoperto questa parte d'Italia che non conoscevo. Una meraviglia. E poi il teatro Farnese... lascia senza parole tanto è bello. Si resta tramortiti. Va fatto conoscere ovunque. E' un tesoro di inestimabile valore, una testimonianza unica al mondo».
Da dove partire per sostenere le attività già numerose del Complesso? Non arriva con la ricetta in mano, Nicola Bulgari, ma qualche idea  in mente già ce l'ha. «Tra i tanti pezzi e le tante opere di straordinaria importanza, mi piacerebbe concentrare l'attenzione sulla collezione numismatica, particolarmente pregiata. Quella di Parma non ha nulla da invidiare a quella di Siracusa, ben più famosa. Penso sia giusto farla risorgere, mostrarla e presentarla per il grande valore culturale che ha veramente». 
Le monete antiche, un legame atavico.  E lui, fin da piccolo, colleziona monete. Oggi le sue passioni sono molteplici quindi l'attenzione che promette alle Pilotta è a 360 gradi. «Non c'è angolo d'Italia che non abbia qualcosa di straordinario. C'è bisogno di persone competenti e capaci per coordinare le attività culturali e valorizzare il patrimonio storico-artistico del Paese. L'Italia è imprescindibile per chi ama la cultura, del resto il tradizione  "grand tour" d'obbligo per gli intellettuali tra Settecento, Ottocento e primi Novecento insegna. Voi a Parma avete un direttore come Verde ed è una grande fortuna.  Con persone così si possono fare grandi cose». 
Si ritrae come «persona curiosa, appassionata del bello, amante dell'Italia».  Definisce il periodo dell'emergenza che speriamo di aver lasciato alle spalle «davvero drammatico   per le ripercussioni che ha avuto e continuerà ad avere a lungo sul turismo e sulla vita di ognuno di noi».  
Poi però pensa positivo: «L'Italia ha preso una batosta socio-economica senza precedenti nella storia recente. Il turismo è una fonte di ricchezza, ma in questi mesi si è fermato tutto. Abbiamo però le carte per rialzarci, a patto di giocarle bene. Parma soprattutto è la culla di diverse eccellenze da proporre: dai prodotti tipici alla cucina di alto livello, dalla lirica, che vi ha resi noti nel mondo grazie a un colosso come Giuseppe Verdi,  fino alla Pilotta che tutti i turisti da ogni parte del globo dovrebbero conoscere».
La Pilotta - dove è appena stata inaugurata  la mostra dedicata a Fornasetti - riparte quindi  con un «amico» in più, al fianco dei tanti altri dell'associazione. Segnale di buon auspicio, per una ripartenza con il piede giusto nell'anno di Capitale italiana della cultura 2020, prorogata anche nel 2021.