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SANITA'

Visite ed esami non urgenti: Ausl e Ospedale ripartono a metà luglio

Sono 18 le prestazioni che per ora si possono prenotare.  Frattini: «Stiamo studiando anche nuovi percorsi per i pazienti cronici»

25 giugno 2020, 09:48

Visite ed esami non urgenti: Ausl e Ospedale ripartono a metà luglio

Doveroso: concentrare tutti gli sforzi sull'emergenza Covid. Tanto che, secondo il Centro di ricerca in economia e management in sanità (Crems) dell’Università Carlo Cattaneo, in tutta Italia in poco meno di tre mesi sono saltati 12 milioni e mezzo di esami diagnostici, 20,4 milioni di analisi del sangue, 13,9 visite specialistiche e oltre un milione di ricoveri. E a Parma? Sono 352.967 le prestazioni (naturalmente non urgenti) che sono state sospese, mettendo insieme i dati dei servizi Ausl, del Maggiore e delle strutture private accreditate. Di queste, però, 322.445, vale a dire il 91%, sono state nel frattempo  riprenotate,   anche grazie a 4.105 colloqui telefonici e 226 videochiamate fatti dagli specialisti ambulatoriali delle due aziende sanitarie a partire da fine aprile. Ma la ripartenza  sia per l'Ausl che per l'Azienda ospedaliero-universitaria è  fissata per metà luglio: da  quel momento riprenderà ufficialmente l'attività «ordinaria» e  si potrà fissare un certo  numero di prestazioni (vedi l'elenco a lato). Si potranno fare, per esempio, i prelievi di sangue,  le mammografie, oltre ad alcune tipologie di tac,  di ecografia e di risonanza magnetica. Così come alcune visite, tra cui quelle oncologiche e pneumologiche. 
«Devo dire che siamo abbastanza soddisfatti,  perché è stato fatto un lavoro importante da parte delle due aziende  per quanto riguarda  le riprenotazioni, che ha portato a un bel risultato - spiega Giuseppina Frattini, direttore sanitario dell'Ausl -.  Alla metà di  luglio  si ripartirà  con una serie di prestazioni, e forse riusciremo anche ad anticipare un po' i tempi,  ma  sia ben chiaro che anche durante l'emergenza Covid  chi aveva bisogno ha trovato risposte, perché le urgenze e le urgenze differibili sono sempre state garantite». 
Ma è ovvio  che solo una parte delle 322.445 prestazioni riprenotate è già stata erogata. È un arretrato che pesa, come in tutta Italia,  e che rischia, considerando anche le nuove norme per garantire visite ed esami in sicurezza, di far allungare le liste d'attesa. «Avremo qualche problema, soprattutto perché con il distanziamento e soprattutto  i tempi di visita che raddoppieranno, visto che tra una visita e l'altra bisogna disinfettare e garantire tutte le norme di sicurezza , dovremo trovare altre modalità: stiamo studiando percorsi - spiega Frattini - che consentano ai medici di medicina generale di discutere con gli specialisti della situazione dei pazienti cronici, in modo da alleggerire  la pressione delle richieste di visite ambulatoriali.  Il monitoraggio dei pazienti cronici con videochiamate e consulenze telefoniche è già stato messo in atto durante l'emergenza Covid e lo porteremo avanti».
Impossibile dare ora date sul ritorno a regime di tutte le prestazioni. «Possiamo contare anche sull'importante  collaborazione del privato accreditato - aggiunge il direttore sanitario  -. Ciò che, però,  al momento mi sento di assicurare è che entro la fine dell'estate riapriremo  le prenotazioni per tutte le prestazioni».