Sei in Parma

truffa

Caso Faccini, Pizzarotti: "Si intasca i soldi della collettività e niente carcere: c'è un problema di giustizia"

30 giugno 2020, 10:00

Caso Faccini, Pizzarotti: "Si intasca i soldi della collettività e niente carcere: c'è un problema di giustizia"

E' un commento durissimo quello che il sindaco Federico Pizzarotti scrive sulla vicenda dei 576 mila euro fatti sparire dalle casse di Stu Authority dall'allora consulente Faccini, datosi poi alla macchia dopo aver trasferito i soldi in conti all'estero. Nei giorni scorsi l'ex consulente della partecipata comunale è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per truffa aggravata, con la concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Una pena che - una volta diventata definitiva - consentirà a Faccini di poter chiedere l'affidamento ai servizi sociali, rimanendo lontano dalla cella ma anche dai domiciliari.

"Questo signore durante il nostro mandato si è intascato soldi che servivano per opere pubbliche, è stato preso ma non si farà nemmeno un mese di carcere - scrive Pizzarotti - . Uno che si intasca 576 mila euro dei vostri e nostri soldi, non restituisce nemmeno un euro e non si fa nessun giorno di carcere. Poi, al tempo stesso, mi scrivono tutti i giorni persone oneste e perbene, che hanno lavorato una vita intera, alle quali non arrivano o non sono mai arrivati i soldi della cassa integrazione. L’Italia ha un serio problema di giustizia. Un serio, serio problema di giustizia".

A proposito di giustizia, Pizzarotti in un’intervista alla Stampa ha parlato della riforma dell'abuso d'ufficio. «Sono favorevole - ha detto -  se ne parla da anni, potevano farlo prima. La stragrande maggioranza delle accuse cadono davanti al gip o al giudice. Ma intanto c'è la gogna mediatica, doverlo spiegare, gli avvocati. Senza contare che una gran parte della burocrazia è rallentata perchè tutti gli amministratori pubblici hanno paura di finire sotto inchiesta». 
«E' giusto avere delle regole, - ha continuato -  ma devono anche permettere all’amministrazione pubblica di funzionare». «Le norme non devono essere interpretabili. E poi oggi come oggi si fa più attività preventiva a scapito dei controlli successivi su cui si è investito molto poco. Ci vuole più libertà nel prendere le decisioni e solo poi ci vogliono i controlli». «Ci sarà anche il 2% che ruba ma tutti gli altri sono onesti. Ogni forma di semplificazione è a favore degli onesti».