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Lavori di sfalcio nella Parma, gli ambientalisti: "Non distruggere i nidi del gruccione"

La richiesta: "Sia presente anche un naturalista"

12 luglio 2020, 09:55

Lavori di sfalcio nella Parma, gli ambientalisti: "Non distruggere i nidi del gruccione"

Il valore naturalistico del torrente Parma , sia nel tratto cittadino che a monte e a valle, è in questi giorni arricchito dalla presenza dei nidi di un uccello migratore tra i più appariscenti e belli d’ Europa: il Gruccione (Merops apiaster). Si tratta di una specie dai variopinti colori che realizza il proprio nido scavando tunnel nelle pareti di sabbia, in particolare lungo i corsi d'acqua. Proprio davanti ai Licei Romagnosi e Ulivi il torrente ha formato alcune piccole pareti di sabbia e ghiaia dove i gruccioni hanno scavato i fori necessari alla deposizione delle uova e all' allevamento dei piccoli.

Inizia così l'intervento delle rete di oltre 50 associazioni ambientaliste di e culturali di Parma e provincia in merito ai previsti prossimi lavori nel torrente Parma da parte di AIPO - Agenzia Interregionale per il fiume Po. "La preoccupazione dei naturalisti parmensi riguarda il fatto che gli addetti ai lavori di AIPO, non a conoscenza delle emergenze di biodiversità presenti nel torrente, procedano involontariamente alla distruzione dei siti riproduttivi e di alimentazione delle specie faunistiche presenti, spianando ed eliminando modesti dossi, pozze dove ad esempio si riproducono rare specie di anfibi e le piccole pareti dove si stanno riproducendo i gruccioni. Anche in seguito a quanto annunciato dall'Assessore Alinovi e valutato positivamente dal movimento ambientalista e cioè che nella Parma verrà costituito un Parco fluviale sull'esempio di quanto fatto sul Taro, le associazioni chiedono che allo svolgimento dei lavori possa assistere un naturalista in grado di identificare le emergenze naturalistiche presenti, evitando danni da parte dei mezzi meccanici ai siti riproduttivi e riducendo gli inevitabili impatti negativi su vegetazione, fauna ed habitat. I "siti riproduttivi" non sono propriamente nidi, ma i posti utilizzati dalle specie per riprodursi come ad esempio i coppi sui tetti che ospitano al loro interno i nidi dei rondoni. Chiudendo i coppi con le "reti antipasseri" non si distruggono i nidi veri e propri, ma si impedisce ai rondoni di nidificare, il che equivale alla distruzione di nidi. Analoga situazione riguarda le piccole pareti di sabbia nel torrente dove nidificano i gruccioni. La richiesta di inserimento di figure di naturalisti tra i tecnici che devono operare per modificare il territorio è stata avanzata anche nei confronti degli uffici tecnici del Comune di Parma in quanto non si può pretendere, ad oggi, che geometri, architetti e ingegneri siano in grado di conoscere quali specie arboree autoctone piantare al posto di specie di alta montagna o esotiche o quali siti riproduttivi siano da salvaguardare nei diversi habitat cittadini, come per esempio il foro dove nidifica un Allocco. Non si tratta di cattiva volontà, ma semplicemente di mancanza di conoscenza. Per questo le associazioni chiedono che, oltre all' emanazione del sempre atteso “Nuovo Regolamento sul benessere animale”, un naturalista adeguatamente preparato sia coinvolto nel procedere dei lavori, evitando così che annualmente si ripetano le polemiche e facilitando le corrette soluzioni."