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QUERELLE

Teatro delle Briciole, appello dei docenti: "Deve poter lavorare"

18 luglio 2020, 11:19

Teatro delle Briciole, appello dei docenti: "Deve poter lavorare"

«È passato oltre un anno dall’emersione della crisi tra Solares e Teatro delle Briciole. Gli ultimi segnali fanno temere che il patrimonio dell’importante centro teatrale possa venire prosciugato economicamente e ridimensionato culturalmente». 
Inizia così la lettera-appello, sottoscritta da una settantina di rappresentanti del mondo scolastico e universitario, inviata al governatore Bonaccini e al sindaco Pizzarotti. «In nome di cosa avviene questo sacrificio? Il progetto di separazione tra i due soggetti - proseguono i firmatari -, indicato da molti come la strada maestra per restituire l’autonomia e la responsabilità ad entrambe le parti, non è andato avanti e la triste impressione è che questa mancanza di progressi sia divenuta la strada per fare accettare alla città il sacrificio del Teatro e del suo patrimonio di risorse. Per sgombrare il campo dalle ambiguità diciamo subito che la natura della crisi non riguarda il merito culturale e artistico dei soggetti coinvolti. Per quanto riguarda la parte cinematografica e di arte contemporanea, Solares vanta le curate programmazioni del Cinema Edison, l’organizzazione di importanti eventi, mostre e installazioni artistiche  e collaborazioni con grandi cineasti italiani e internazionali, da Emir Kusturica a Peter Greenaway a Wim Wenders». 
«Per la parte teatrale - riprende la lettera -, la Fondazione ha sempre fatto giustamente vanto di un fiore all’occhiello come il Teatro delle Briciole, che nel corso della sua storia quarantennale ha contribuito a scrivere e disegnare l’ambito del teatro per l’infanzia. Si tratta di un teatro eccellente,  un interlocutore prezioso di noi insegnanti e docenti. Non a caso è stato oggetto di un lungo reportage di Rai Cultura nel 2015 intitolato "Piccoli spettatori crescono. 38 anni del Teatro delle Briciole di Parma". E nel 2018 il Comune di Parma ha assegnato alle Briciole il Premio Sant’Ilario. E allora da dove nasce, nemmeno un anno dopo, la revoca della direzione artistica e organizzativa del Teatro delle Briciole,  senza nemmeno interpellare il Comune, terzo socio della Fondazione, arrestando così nei fatti la progettazione teatrale? Questa domanda inevasa circola da mesi  al di fuori dei confini cittadini  ed è stata fatta propria, oltre che dal mondo della scuola, anche dagli operatori nazionali del settore teatrale, tanto che il prestigioso Premio Ubu nel dicembre 2019 ha assegnato una “Menzione speciale di solidarietà” a Flavia Armenzoni, Beatrice Baruffini e Alessandra Belledi, le ex direttrici del Teatro».
«Sappiamo che oltre la questione culturale  - riprende l'appello - esistono complesse e intricate questioni legali, giuridiche ed economiche nel merito delle quali non siamo in grado di entrare; ma abbiamo atteso speranzosi che si potesse arrivare alla prospettata separazione, e che cinema e teatro potessero continuare ognuno per la sua strada». 
 
Nell'appello si affronta anche la «questione sostanziale dell’uso dei fondi destinati alle produzioni teatrali» e i sottoscrittori si soffermano sulla richiesta  alle  istituzioni erogatrici, «Comune, Regione e Ministero, di esercitare la propria funzione di controllo,  senza escludere l’eventualità del commissariamento».


«Come insegnanti e docenti  - riprende l'appello - sentiamo il dovere di proteggere e trasmettere questo patrimonio di sapere, di pratiche e di idee alle generazioni successive. Per questo esortiamo le istituzioni - locali, regionali o statali - a mettere in campo ulteriori e urgenti tentativi, oltre al prezioso ma purtroppo insufficiente tavolo di lavoro approntato la scorsa estate, e ad assumere ulteriori e diversi ruoli affinché si possano dirimere in tempi ragionevoli le questioni finanziarie e amministrative, ripristinare l’autonomia economica e progettuale di queste istituzioni culturali   e ridefinire le basi per far ripartire al più presto la produzione e la progettazione culturale».