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Detenuto dà fuoco alla cella, tre agenti di polizia penitenziaria intossicati

10 settembre 2020, 19:42

Detenuto dà fuoco alla cella,  tre agenti di polizia penitenziaria intossicati

Nuovo evento critico nel carcere di Parma. Questa mattina un detenuto italiano, presso l’unità operativa media sicurezza, avrebbe dato fuoco ad alcune suppellettili presenti in cella, per futili motivi. Immediato l’intervento del personale di polizia penitenziaria che, oltre a spegnere le fiamme, hanno provveduto a mettere in sicurezza tutti i detenuti presenti nel reparto. Durante l'intervento tre agenti sono rimasti intossicati dal fumo, tanto da rendere necessario il ricovero al pronto soccorso del Maggiore, dove, dopo gli accertamenti del caso, gli stessi sono stati giudicati guaribili in 10 giorni, salvo complicazioni. Una notizia resa nota dal SiNAPPe che, in un comunicato, evidenzia come  "nell’Istituto di Parma la situazione sembrerebbe complicarsi ogni giorno di più. Il SiNAPPe da tempo chiede che siano presi provvedimenti immediati anche rispetto alla gestione dei detenuti che, oltre alle opportune premialità per i più meritevoli, dovrebbero prevedere penalità e disincentivi per i reclusi ostili e poco inclini a seguire percorsi rieducativi, volti al reinserimento sociale. Allo stesso tempo, stiamo chiedendo, inascoltati, che vengano ripristinati percorsi detentivi differenziati per detenuti facinorosi e/o affetti da problemi psichici, la dotazione di adeguati strumenti per contenere le crescenti intemperanze della popolazione detenuta (ad esempio il taser), la previsione di percorsi di aggiornamento professionale per il personale di Polizia Penitenziaria, oltre all’immediata revisione delle piante organiche falcidiate dai tagli lineari della riforma Madia. Questi pochi e semplici interventi sortirebbero, a nostro avviso, un immediato effetto sulla sicurezza degli Istituti di Pena e del personale ivi operante, ma dovrebbero essere seguiti da tutta una serie di altri provvedimenti per rendere più utile e sensata l’istituzione carceraria, ad oggi mero contenitore di disagio e sofferenza, tappeto sotto al quale la politica nasconde i propri fallimenti. Nel caso specifico, va trasmessa, con urgenza, la richiesta di trasferimento del detenuto per motivi di sicurezza, ex art.42 O.P., alla Direzione Generale dei detenuti e del trattamento, così come previsto dalla recente circolare del Capo del DAP che, nel delineare le “linee di intervento” ha disposto che a “fronte di episodi di aggressione indirizzati contro il personale in servizio” puntuale dovrà essere “l’attuazione di direttive sui trasferimenti per ragioni di ordine e di sicurezza”."