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«Finalmente Venerdì». Il ritorno di Coruzzi: «È stato bello? No, di più»

12 settembre 2020, 12:58

«Finalmente Venerdì». Il ritorno di  Coruzzi: «È stato bello?  No, di più»

L'aperitivo di Radio Parma è il cocktail che mancava. Con il ritorno molto atteso  di Mauro Coruzzi, che in un batter d'occhio ci fa sentire tutti amici suoi, è bene sintonizzarsi. Da ogni nota, da ogni sfumatura della parola, condita da parmigiano reggiano dop e schiaffeggiata da una fetta di prosciutto o salame, sprizzano allegria e cuore, per ri-cominciare in questo weekend pieno di promesse: «Tra Bassa e collina differenza non v'è», esordisce in diretta.
Come una giostra che gira e fa ballare, due ore passano in fretta: scaletta di brani di ieri e di oggi, selezione  ricercata da un uomo di grande cultura, informazione al «peperoncino» che non guasta, perché scandita da sottile ironia, e il gustoso menu di «Finalmente Venerdì» è servito: per un locale, bar o pub che sia, «metterlo in tavola» è un valore aggiunto, per la serie «sono di Parma se...». 
E allora, buona la prima, anzi un successo, tant'è che dopo il debutto di ieri per  gente di città e  per gente di provincia l'appuntamento del venerdì alle 17 sarà un richiamo, per ritrovarsi in quello che per noi è un apericena con la «erre» moscia e la «esse» che slitta. Evitate le nostalgie, l'emozione di Mauro Coruzzi scorre su un filo della luce e l'energia  ti entra dentro: quasi un concerto senza essere un a solo, «Finalmente Venerdì» attraversa vie, borghi e piccoli paesi dell'Appenino e lungo il Po.
 Una diretta di Radio Parma sempre su 102-104 e con tanto di «bolletta pagata» che piace per la sua trasversalità: generazionale certo, ma anche geografica, là dove la bussola porta sempre in quella che Guccini può chiamare  «piccola città, bastardo posto». Con tutte le fregature del caso, naturalmente. Una diretta che, come ha anticipato Coruzzi «non è un viaggio della memoria, ma per l'appunto allegria». E l'irresistibile ritornello gli dà ragione, sulla falsariga di quelle indimenticabili trasmissioni di Alberto Lionello. Anche l'interazione è garantita: si può telefonare allo 0521-464246 e conversare su qualsiasi argomento, tana libera tutti. La prima che chiama è la cantante Michela Tedeschi, che non riesce a nascondere il suo entusiasmo: «Bentornato Mauro e complimenti», dice la cantante, che accenna a «Canzoni stonate».
  E il disco suona per «La mia più bella canzone d'amore», con la sempre attuale  Donatella Rettore. 
Altra telefonata e altro giro. Dall'altra parte c'è il simpatico Raffaello Tonon che con Parma, al di là di nonne e zii di Soragna, ha molto a che fare: «Andiamo da Cocchi - suggerisce Tonon -. Parma è Cocchi. Quando dovevo partire per  "La Fattoria" sono andato a mangiare lì e Corrado mi ha detto: "Mandami una cartolina dal Brasile. Io ti porto fortuna". E così è stato: gli ho mandato la cartolina e ho vinto il reality». Coruzzi lo incalza sui primi e i secondi della nostra terra: «Mi mangerei un antipasto con crudo e giardiniera, i tortelli d'erbetta e il savarin con la lingua, poi la punta ripiena. In tempi buoni, il carrello dei bolliti». La scena è pronta, manca solo che Coruzzi si vesta da Babbo Natale e Tonon da Befana: ma ci sarà pure anche questa occasione? E il «Raffa» promette di venire a una diretta di «Finalmente Venerdì» con l'amico Mauro a Radio Parma: fantastico, magari con la stessa Ape Car con cui è uscito vittorioso dagli studi della Barbara D'Urso. Anche se per parlare discretamente il dialetto, Tonon dovrà seguire qualche ripetizione. Ma il programma segue «musiche» diverse, guidate dal sentimento e dal ricordo: non manca infatti il pensiero per Franco Maria Ricci e «a quando nel 1981 sono andato per la prima volta negli Stati Uniti - spiega Coruzzi - e nella Quinta Strada ho visitato con orgoglio il negozio strepitoso di questo uomo conosciuto in tutto il mondo». L'alternanza è gioco forte e al telefono c'è Lelio Padovani della scuola di musica L'Accademia, che racconta un fatto increscioso: «Martedì sera mentre alunni e insegnanti suonavano al Parco Ducale alle 22 qualcuno ci ha riempito d'acqua e il batterista era fradicio. E non era musica scalmanata ma stavamo suonando Adele».
 La melodia ritorna e tra un contributo a Giuni Russo in memoria dell'estate appena trascorsa, con «Alghero» cantata da Platinette e da Grazia Di Michele, per poi volare ai Beatles, a Liza Minnelli, ma anche a Irama, Ligabue e all'ultimo Ghali con la sua «Barcellona», grazie anche alla performance radiofonica della brava dea kali  Simonetta Collini, «Finalmente Venerdì» arriva alle battute finali, tra una tirata d'orecchi agli influencer, che vanno a Venezia vestiti come meringhe, a chi va in monopattino senza regole, e tra un pensiero a  Willy e un invito al sindaco Federico Pizzarotti a venire in scena a Radio Parma («il canarone tra i canarini») ci si saluta: «E' stato bello? - chiude Coruzzi - Di più: una terapia aggiuntiva. E non è importante se per questo weekend ci sarà solo una pizza e una birra: arriverà pure il digestivo. Ma non voglio sapere cos'è».