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La Parma «sospesa» nel lockdown di Federico Avanzini - Video

13 settembre 2020, 09:27

In  145  immagini scattate in tre mesi,  il   fotografo parmigiano racconta la città deserta, ma anche la vita dei parmigiani, la voglia di incontrarsi, il desiderio di ricominciare -  Ci sono le bambine che sbirciano la vetrina (sbarrata) di  un negozio di giocattoli. Madre e figlia che osservano incredule un gregge di pecore del greto della Parma. Due cani che si abbracciano per strada, mentre i padroni restano guardinghi a guardare, inchiodati al distanziamento sociale. E strade vuote, mercati chiusi, sguardi persi dietro le mascherine,  facce che occhieggiano da finestre e balconi.  E' la «Parma sospesa» del lockdown, immortalata dal giovane fotografo Federico Avanzini in un volume che da ieri è in vendita con la Gazzetta. 
Il volume (in collaborazione con Corte Parma alimentare e   con il patrocinio del Comune) è stato presentato ieri a La  Galleria, grazie alla disponibilità dell'enoteca «Signorvino». Immagini, dice il direttore della Gazzetta Claudio Rinaldi -   autore della prefazione al libro -  che ci rimandano una Parma «che nessuno dimenticherà: la paura,  l'angoscia, il lutto, le tante pagine di  necrologi   sulla Gazzetta,  l'impegno di fare un giornale in condizioni difficili, con serietà, dando un'informazione attendibile in un momento in cui imperversavano le  bufale».  Foto talmente eloquenti, aggiunge Rinaldi,  da non richiedere didascalie.
«Doveva essere un anno, quello di Parma capitale della cultura,  in cui si sarebbero immortalate le file davanti a teatri, mostre e musei. Oggi che ricordiamo la Parma deserta di quei giorni, abbiamo la responsabilità della ripartenza» dice l'assessore comunale alla Cultura Michele Guerra. «Quello che ci consegna Avanzini è uno sguardo differente su quel periodo, che al momento forse non siamo riusciti a cogliere, affannati a inseguire l'emergenza» ricorda il vicesindaco Marco Bosi.
Le  145  foto del libro, spiega Avanzini, sono quel che resta del vaglio di diecimila scatti eseguiti in tre mesi: all'inizio durante le uscite per portare a spasso il cane, poi (concretizzatosi il progetto) con in tasca il «lasciapassare» della Gazzetta (di cui il fotografo è stato collaboratore, prima  delle esperienze come fotografo di ricevimenti e di moda). Un lavoro in punta di piedi (perché il bravo fotografo deve rendersi invisibile), facilitato  «dal clima di collettività e dalla disponibilità dei parmigiani. Bastava un sorriso, intuito dietro la mascherina, per ottenere l'ok a uno scatto», dice Avanzini. 
La  sfida maggiore? «Non limitarsi a documentare la città vuota e irriconoscibile - dice  rispondendo  alla giornalista Rai  Anna Zangerle, che ha condotto l'incontro  -  ma  raccontare le storie dei parmigiani, documentare quello che pochi, asserragliati in casa, avevano la possibilità di vedere. E così facendo, dopo esperienze all'estero e in grandi città, ho ritrovato una  Parma  che non mi stava stretta, come avevo temuto al mio ritorno, ma di cui mi sono reinnamorato». Monica Tiezzi 
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«Parma Sospesa» è in vendita  con la Gazzetta di Parma a 15  euro, più il prezzo del quotidiano. Il libro,   prefazione del direttore della Gazzetta Claudio Rinaldi, è il primo reportage personale di Federico  Avanzini dato alle stampe.