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CARCERE

Detenuto incendia di nuovo la cella. I sindacati: "Un altro poliziotto intossicato"

"Perchè non era stato ancora trasferito?"

16 settembre 2020, 08:47

Detenuto incendia di nuovo la cella. I sindacati: "Un altro poliziotto intossicato"

 A dare la notizia è il sindacato Sinappe: "Non si arresta la serie di eventi critici che sta interessando, da tempo, il penitenziario ducale. Nel pomeriggio di ieri lo stesso detenuto che aveva dato fuoco alla propria camera di pernottamento il 10 settembre, ha reiterato l’insano gesto, costringendo il personale di Polizia Penitenziaria all’ennesimo intervento per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza tutti i detenuti presenti nel reparto".

Durante le operazione di spegnimento, un agente della polizia penitenziaria sarebbe rimasto intossicato dal fumo generato dagli oggetti che il detenuto avrebbe bruciato, con la necessità di un trasporto al pronto soccorso del Maggiore e una prognosi di 10 giorni.

"La prima cosa da evidenziare riguarda il fatto che il detenuto in questione non è stato ancora trasferito, in deroga a quanto previsto dalle recenti disposizioni dipartimentali in caso di eventi critici di tale rilevanza. - sottolinea il Sinappe -  La seconda riguarda l’unica ragione per cui questa segreteria regionale continui, insistentemente, a denunciare il ripetersi di tali gravi episodi all’interno delle carceri regionali: ridestare politica ed amministrazione penitenziaria dal disinteresse totale nel quale si sono ritirati in maniera colpevole ed ingiustificabile, considerato che, a nostro avviso, le soluzioni da adottare, per arginare il continuo ripetersi di situazioni emergenziali negli istituti di pena nazionali, sono immediatamente ed agevolmente attuabili. E, invece, si continua ad adottare provvedimenti, senz’altro meritori, che riguardano nuove incombenze assegnate alla Polizia Penitenziaria, lasciando il fronte detentivo in mano all’utenza, sempre più incontrollata e pericolosa. Il nostro auspicio è che, prima o poi, qualcuno leggerà le nostre denunce e ci ascolterà; generalmente accade così. Speriamo solo che quel giorno arrivi prima che sia troppo tardi."