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La manifestazione degli studenti: «Ecco perché stamattina scendiamo in piazza»

Il presidente della Consulta Matteo Battilani: «Troppe incertezze»

25 settembre 2020, 09:48

La manifestazione degli studenti: «Ecco perché stamattina scendiamo in piazza»

Oggi dalle 9  a Barriera Bixio è prevista una manifestazione studentesca, «per chiedere un rientro a scuola in sicurezza», specifica Matteo Battilani, 19 anni e  presidente della Consulta degli studenti.
«Quello che è stato fatto fino a questo momento è pieno di incertezze - continua Matteo -. Sono 4 i problemi più evidenti: il primo è quello dei mezzi di trasporto, perché gli autobus sono sempre affollati e non si può mantenere la distanza di sicurezza. Il secondo riguarda la mancanza di spazi nelle scuole e quindi il rischio di avere delle classi pollaio, dove il metro non si può rispettare: sarebbe servito un piano speciale del Governo sull'edilizia scolastica. Il terzo problema riguarda la didattica a distanza  che oggi viene utilizzata come tappabuchi, per quelle scuole che non hanno spazi sufficienti per accogliere tutti gli studenti in presenza. Senza dimenticare che durante il lockdown il 30 per cento degli studenti non ha potuto seguire le lezioni a distanza. L'ultimo punto riguarda la mancanza di docenti, che a livello nazionale conta un esercito di 150 mila insegnanti. Anche a Parma conosciamo alcune situazioni, in cui si sta partendo in ritardo».
Ma da chi è organizzata a Parma la manifestazione nazionale? «Non è organizzata da partiti o precise associazioni - dice il presidente della Consulta -. Siamo un gruppo di studenti molto attivi e tutti possono venire a Barriera Bixio: alle 9 ci incontriamo e rimarremo nel piazzale per circa due ore e mezzo per permettere a chi vuole di intervenire. A microfono aperto, e anche gli insegnanti saranno presenti. Dovremo rimanere nel piazzale, rispettando le distanze di sicurezza e tutti con la mascherina, perché come riferito dalla Questura non ci possiamo muovere: oggi le manifestazioni con un certo numero di persone devono rimanere in un posto». E dopo i casi di Salso la preoccupazione sale: «Il rischio di contagio c'è  dappertutto e non è colpa degli studenti o degli insegnanti - sottolinea Battilani -, ma ci sono delle responsabilità di come la situazione è stata gestita. Anche per i trasporti la situazione è fuori controllo e il rischio di contagio è alto, perché sei in contatto con tantissimi ragazzi di tante scuole, per cui ci vuole un investimento serio sui trasporti pubblici da parte del Governo. C'è chi si fa accompagnare a scuola dal genitore, ma non tutti hanno questa possibilità e poi non è corretto. Inoltre, ora a scuola c'è ancora l'orario provvisorio, ma quando si andrà a regime cosa succederà sui bus? Cosa accadrà sul 6, 23 e 12 che sono già strapieni?».  M.V.