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Sotto il letto dello spacciatore, un preziosissimo violino rubato 15 anni fa in Giappone

28 settembre 2020, 10:33

Sotto il letto dello spacciatore, un preziosissimo violino rubato 15 anni fa in Giappone

Hanno "bussato" alla porta dello spacciatore nell’aprile del 2019 per una perquisizione nell'ambito di una indagine per traffico di sostanze stupefacenti. Ma se in questo caso gli agenti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile non hanno trovato traccia di droga - a differenza dei 7 etti di hashish sequestrati un anno prima e valsi il suo arresto -, la loro attenzione è stata attirata da ciò che era sotto il letto di Stefano Marzano, 48enne originario del reggino: un “vecchio” violino dentro una custodia. Otre allo strumento (privo di archetto) c'erano anche vecchie corde di ricambio con etichette in giapponese ed il biglietto da visita di un commerciante di archi da violino cremonese.

E da lì si è aperta un'altra indagine. L'uomo, nel tentativo di sviare l’attenzione degli agenti, ha riferito che il violino  era stato portato nella sua abitazione dalla cognata sudamericana residente a Bogotà,  a cui sarebbe stato “donato” dalla nonna che, a sua volta, lo avrebbe acquistato in un banco dei pegni in Colombia. Le spiegazioni sono apparse decisamente inverosimili ed il violino - ritenendolo possibile provento illecito dell’attività di spaccio - è stato sequestrato.

E dagli uffici della Squadra Mobile sono partiti  immediatamente gli accertamenti sulle banche dati in uso alle forze di polizia alla ricerca di un violino rubato che corrispondesse alle caratteristiche di quello sequestrato, ma senza esito. Fino alla svolta: in un sito internet dedicato all’arte liutaia, gli agenti hanno rintracciato la segnalazione di un violino rubato nel 2005 in Giappone: si trattava di un “Nicolò Amati del 1675”. Le indicazioni sullo strumento trafugato e le descrizioni presenti all’interno dell'articolo corrispondevano con quanto riportato su di una vecchia targhetta apposta all’interno della cassa del violino sequestrato “Nicolaus Amatus Cremonen Hieronymi Fil., ac Antonij Nepos Fecit, 1675”.

Sulla scorta di queste prime emergenze investigative, la Sostituta Procuratrice della Repubblica Emanuela Podda ha dato incarico ad un consulente tecnico (il noto liutaio cremonese Simeone Morassi) per una perizia e nel frattempo la Squadra Mobile  ha avviato i primi contatti con i colleghi nipponici per avere riscontri sul furto,  acquisire informazioni sulla vittima e tutta la necessaria documentazione, comprensiva della denuncia e dei certificati di autenticità dello strumento.

Dalla denuncia emergeva che nel 2005 erano stati asportati anche un archetto da violino ed un archetto da violoncello, ritrovati dai poliziotti parmigiani e recuperati  nel laboratorio di un artigiano cremonese (quello il cui biglietto da visita era insieme al violino), appurando che Marzano, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, li aveva portati da lui per una stima economica. 

Nel frattempo il maestro Morassi ha confermato che il violino ritrovato era senz’altro un’opera del liutaio Nicolò Amati databile tra il 1655 ed il 1680 e che si trattava certamente di quello trafugato nel 2005 in Giappone. Non solo: l’arco di violoncello era quello rubato assieme al violino ed aveva un valore di circa  100.000 euro, mentre l’archetto da violino, meno prezioso, ha un valore di circa 4.000 euro, ma non è stato possibile indicarlo con certezza come quello rubato, per l’assenza di riproduzioni fotografiche.

Marzano, indagato per ricettazione, è attualmente irreperibile sul territorio nazionale.

Il prezioso strumento è tuttora in sequestro in attesa della restituzione alla legittima proprietaria.