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MERCANTEINFIERA

Moto e calze di raso (della regina Vittoria) tra i padiglioni delle meraviglie

Sono come sempre moltissime le sorprese nascoste tra gli stand del salone del modernariato e dell'antiquariato a Baganzola

04 ottobre 2020, 10:59

Moto e calze di raso (della regina Vittoria) tra i padiglioni delle meraviglie

Francesco Cossovel era un tipografo di Gorizia che, nonostante una grave malformazione al nervo ottico, riuscì nell’impresa di scrivere i 14.233 versi che compongono la Divina Commedia su una pergamena delle dimensioni di 48,5 x 96 cm e senza nemmeno l’ausilio di una lente di ingrandimento.
 Il manoscritto originale – che risale al 1888 - andò perduto, ma in giro per il mondo ci sono ancora alcune rare copie realizzate dallo stesso Cossovel. 
Proprio una di queste è fra le meraviglie che si possono ammirare a Mercanteinfiera, la prestigiosa kermesse dedicata all’antiquariato, modernariato e collezionismo vintage inaugurata ieri alle Fiere di Parma, dove sarà visitabile fino a domenica prossima.
 Il trascritto-microcalligrafo della Divina Commedia di Dante Alighieri, non è certo l’unica rarità che si può trovare fra i padiglioni del complesso fieristico. 
C’è infatti anche un paio di calze in raso, appartenute alla regina Vittoria e che hanno una storia altrettanto curiosa. 
Queste calze vennero regalate all’attrice Reneé Kelly da un suo ammiratore e successivamente vendute – nel febbraio 1930 - ad un’asta di beneficenza promossa da un ospedale londinese: ad aggiudicarsele fu una tale Mrs. Garner, per la cifra di 11 sterline.
Può la moto più potente degli anni Settanta diventare un oggetto di arredamento? Sembrerebbe proprio di sì. Basta guardare la mitica Laverda 1000, con cui l’omonima casa motociclistica italiana lanciò all’epoca la sfida alla concorrenza giapponese. L’antiquario padovano che la espone a Mercanteinfiera, non ha dubbi: «In una sala molto ampia o anche in uno spazio aziendale, fa la sua splendida figura. Sono pezzi che hanno un mercato- , assicura.- Anche se ovviamente piuttosto particolare».
Più di 800 gli espositori presenti alla manifestazione, impreziosita dalla presenza di quadri, tappeti, trumeau settecenteschi e gioielli dal sapore vintage, insieme ad altri pezzi, come mobili e complementi per la casa, che si collocano sul versante del modernariato. 
Al padiglione 4, grande interesse suscita la mostra collaterale dal titolo ««The Golden Twenties. Vita e moda del decennio de Les Années Folles», che celebra la moda dei ruggenti e scintillanti anni Venti attraverso abiti (che si accorciano), ma anche sciarpette e borsette da sera, gioielli ed accessori luminosi e colorati che fanno rivivere quel momento che sembra ai nostri occhi pieno di gioia e di vivacità.
La mostra, curata da Paolo Aquilini, direttore del Museo della Seta di Como, e Clara Cappelletti, comprende cimeli dello stesso Museo della seta di Como, di Clerici Tessuto e Ostinelli Seta.