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«Io, di corsa da Salso a Lavagna: 138 km di passione»

05 ottobre 2020, 09:57

«Io, di corsa da Salso a Lavagna: 138 km di passione»

ROBERTO LONGONI

Non ci fosse di mezzo il mare, potrebbero raggiungere Capo Verde  a piedi. Per il 4 dicembre ci sarebbero eccome: più che in tempo (magari prosciugati d'energie) per partecipare all'ultra trail  (150 chilometri nell'estremo) di Boa Vista, alla quale si sono iscritti insieme, orizzonte che domina da mesi i loro pensieri. Invece, in questo lungo prologo, si lanciano  lo scarpino della sfida tra i nostri monti, e i nostri monti non bastano più. Lo stanno facendo «finché c'è strada»: insieme correranno a dicembre, e a distanza si stanno mettendo alla prova in un gioco al rilancio, nei loro allenamenti. Protagonisti di questa storia sono Paolo Bucci, affermato ultramaratoneta 68enne dal chilometraggio illimitato, e Walter Perotti, tecnico di 12 Tv Parma di 39 anni, approdato ai lunghissimi percorsi dalla velocità. Generazioni diverse, ma spirito uguale.
Di recente, ai 107 chilometri di Perotti, Bucci aveva risposto con 113, aggiungendo un sorriso beffardo alla frase «E ora vediamo che cosa fai». Perotti non se l'è fatto ripetere: ripreso fiato, s'è impegnato in  una nuova prova, affidandosi ancora  alla provinciale 359 che gli passa davanti a casa, ma questa volta per percorrerla fino alla fine e  oltre. Partito alle 9 del mattino di domenica, dopo una bella colazione,   è arrivato a Lavagna alle 10 di lunedì, dopo 138 chilometri con 3.400 metri di dislivello.  C'è chi la fa in bicicletta, la Parma-mare, ed è già un'impresa, invece lui si è affidato ai cavalli di San Francesco. A piedi e  in una solitudine condita da una buona dose di buio, dopo un bell'assaggio di umanità nel bar di Bardi in cui era già stato accolto nella precedente impresa. Per il resto, assoluta solitudine, come quella provata dopo la pioggerellina notturna a Bedonia (arrivo alle 22, ristoro con pizza, dopo 80 chilometri e in vista della lunga notte), quando il cielo poi si è aperto. «C'eravamo solo io, la luna e le stelle. Indimenticabile. Mi sono fermato un attimo al passo del Bocco e mi sembrava di toccarlo, quel cielo magnifico».
Peccato ci fosse anche un molto terreno mal di ginocchio ad accompagnarlo poco dopo, dai 600 e passa metri di quota di  Montemoggio in giù, nella spietata discesa fino al mare. E così anche quel tratto l'ha dovuto percorrere piano, dopo la camminata in salita da Santa Maria del Taro al passo,  al termine di una giornata vissuta  tutta di corsa. Tra quelle curve la notte fa fresco anche in piena estate: figuriamoci in questa strana stagione. Qualche brivido, il runner l'ha provato. E non solo di freddo. Di tanto in tanto con un bastone batteva sui guardrail, per allontanare eventuali presenze, dai cinghiali ai lupi, che popolano questo Appennino allo stato brado (c'è chi ha qualche timore a percorrerlo in auto, il Bocco di notte...). L'arrivo naturale sarebbe stato a Chiavari: Perotti ha invece puntato sulla vicina Lavagna, dove è stato accolto dal sorriso del vicesindaco Elisa Covacci. In fondo, la dimostrazione che al Tigullio  si possa giungere a piedi da Salso o da Parma potrebbe rappresentare un bell'incentivo al turismo...
Intanto, dandogli la notizia dell'arrivo, Walter ha incassato le congratulazioni dell'amico ultrarunner con una leggera critica sul tempo («Il ginocchio - spiega il podista salsese - non mi ha permesso di scendere sotto le 24 ore: ne ho impiegate 25 e 25 minuti»). L'altro ha subito rilanciato, incassando in anticipo i complimenti di Perotti e l'annuncio che per lui la sfida si ferma qui. «Replichiamo insieme a Boa Vista, meglio non esagerare: ora risparmiamoci per l'impegno ufficiale che vede al nostro fianco anche gli sponsor». Gli ultimi metri fino alla spiaggia, Perotti li ha percorsi accompagnato da Pierluigi Bucci (nessuna parentela con Paolo), suo collega di 12 Tv Parma. Lo stava aspettando, per riaccompagnarlo in città: di lì a poche ore, la diretta di  Bar Sport avrebbe impegnato entrambi. Oltre al  Bucci che ti sprona ad andare avanti è strategico averne  uno che ti  riporta indietro.