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INCIDENTI

In un anno 33 mortali. Ogni giorno oltre 5 feriti negli scontri

di Pierluigi Dallapina -

09 ottobre 2020, 10:14

In un anno 33 mortali. Ogni giorno oltre 5 feriti negli scontri

Nelle statistiche sugli incidenti stradali sono solo numeri, ma è doveroso ricordare che quei dati in realtà sono vite spezzate e, molto spesso, esistenze stravolte per sempre dalle ferite lasciate sul corpo e sulla mente. Ecco perché anche là dove diminuiscono i morti e i feriti è prudente non lasciarsi prendere dall'ottimismo, perché quando si parla di sicurezza stradale la prevenzione non è mai abbastanza.
Nel corso del 2019 sulle strade italiane ci sono stati in media più di otto morti al giorno (3.173), una cifra confermata dalle statistiche provinciali elaborate da Aci e Istat, che parlano di 172.183 incidenti totali con lesioni a persone e 241.384 feriti. Che significano 472 incidenti e 661 feriti ogni giorno.
A Parma la situazione è in leggero miglioramento rispetto all'anno precedente per quanto riguarda i decessi, la voce più dolorosa della statistica. Nel 2019 i morti per incidente nel Parmense sono stati 33 (-2), mentre sono cresciuti sia gli incidenti, passati da 1.457 a 1.495, che i feriti, arrivati a quota 2.001 (+46), più di 5 ogni giorno. Il costo sociale di tutti questi incidenti è stato stimato in oltre 150 milioni di euro. A livello di mortalità, la statistica dimostra che, paragonando il 2019 al 2010, le strade del Parmense hanno visto fortunatamente calare il totale dei decessi (-48 in valore assoluto e -15,38 a livello percentuale), anche se oltre trenta morti in un anno sono un numero che non lascia spazio a nessun ottimismo.
In regione esistono poi alcune province che fanno registrare aumenti preoccupanti rispetto al 2018: si tratta di Modena e Forlì-Cesena, dove a causa degli incidenti stradali l'anno scorso sono morte 18 persone in più in tutte e due le province. Si tratta del dato peggiore in Emilia Romagna. La situazione più confortante è a Ferrara con otto decessi in meno, su un totale regionale di 352 morti sulle strade, 36 in più rispetto al 2018. Un incremento che dà il triste primato dei morti sulle strade proprio all'Emilia Romagna, seguita da Veneto (+25) e Campania (+17). Sono invece sette le regioni che segnano una diminuzione: Liguria (-60), Lombardia (-45), Lazio (-43), Sardegna (-34), Toscana (-30), Calabria (-23) e Piemonte (-19).
A livello nazionale, la statistica mostra inoltre che dal 2010 al 2019 si sono verificati 6.035 decessi in meno e che il lockdown ha visto un crollo dell’incidentalità per alcuni mesi con punte fino a -80%. Sulla base dei primi dati provvisori della polizia stradale, alla fine del mese di settembre la diminuzione di incidentalità e mortalità sarà pari a circa il 30%.
«Purtroppo, il crollo degli incidenti nel 2020 è insufficiente, visto il lockdown. Anche nel 2019 il miglioramento rispetto al 2018 è stato troppo lieve», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, prima di aggiungere che «se si vuole rafforzare la sicurezza, servono più pattuglie in strada, più multe per le infrazioni pericolose, più vigili e meno ausiliari della sosta». A tal riguardo l'associazione sostiene che «si danno poche multe per le infrazioni pericolose, che producono più incidenti, e troppe multe facili, come quelle per divieto di sosta e ztl che nei comuni sfiorano l'80%».